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4 marzo 2018

Lettera Politica N. 714

Ancora una volta siamo chiamati a votare con una legge elettorale che impedisce ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti: un vulnus alla democrazia che svuota la sovranità popolare. La scelta dei candidati è lasciata alle segreterie dei partiti. Come col “Porcellum”, dichiarato incostituzionale. Era così – si potrà obiettare- anche col “Mattarellum”. E’ vero. Ma allora i partiti erano ancora partiti. C’erano i congressi, le cariche interne venivano votate, esisteva un minimo di partecipazione. Tutti fattori che garantivano la democrazia. Cosa che oggi all’interno dei partiti non c’è più.
Il potere è esclusivamente nelle mani delle segreterie. Gli organi periferici non contano un tubo. Casaleggio, proprietario del M5S decide tutto lui. Tanto è l’unico ad avere la password della piattaforma Rousseau di sua proprietà. Forza Italia più che un partito è il comitato elettorale di Berlusconi. E la deriva leaderistica degli altri partiti fa sì che tutto sia in mano ai capi.
Gli effetti sono evidenti: disaffezione, disinteresse per la politica e sempre meno gente che vota. Così se i votanti sono -se va bene- il 60%, con il 40%, poco più del 20% del corpo elettorale, si prende tutto il cucuzzaro. Perché è questo che aveva escogitato Renzi quando il Pd, oggi sotto il 20, viaggiava, guarda caso, al 40%.
Ed è questo il punto. Ogni maggioranza si fa la legge elettorale su misura. Il pretesto è la governabilità. La verità è che vogliono occupare la stanza dei bottoni.
Invece la legge elettorale, che è lo strumento per l’esercizio della democrazia, non dovrebbe essere in balia delle maggioranze. Dovrebbe essere inserita nella Costituzione ed essere sempre quella, a prescindere da chi in quel momento governa. E dovrebbe essere impostata sul proporzionale puro, in modo da garantire la rappresentanza di tutte le componenti della società.
La governabilità è la foglia di fico delle oligarchie che vogliono dominare il popolo. Lo dimostra il fatto che nella Prima Repubblica, con il proporzionale e con i governi che in media duravano poco più di una anno, la governabilità era garantita, tanto che la Dc governò ininterrottamente per quasi 50 anni. Il che significa che la governabilità non la possono garantire le leggi elettorali ma solo il vero consenso popolare.
Detto questo, il 4 marzo si vota. La partita è fra centrodestra e M5S, dato che il Pd è fuorigioco. Non c’è dubbio che, con tutti i limiti, è solo il centrodestra che può salvare il paese dalla sciagura dei burattini in mano a Casaleggio. E per questo deve superare il 40%. Ogni voto al di fuori della coalizione di centrodestra, pur dato in buonafede e con purezza ideologica a brave persone e partiti simpatici, è inutile.

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3 Comments

  1. Adelmo Pigaiani
    Adelmo Pigaiani Febbraio 28, 2018

    Vero tutto questo. Però adesso andiamo a governare e poi fare o coppiare una legge elettorale sensata. Non guardare il colore del gatto, basta che acchiappa i topi.

  2. Adolfo Zauli
    Adolfo Zauli Febbraio 28, 2018

    A parte che con questa legge elettorale anche il 40% non garantisce nulla, proprio per la sua astrusita’, e visto che è evidente a chiunque si occupi un po’ di politica che Berlusconi, anche con un’improbabilissima maggioranza, eseguirà gli ordini ricevuti dall’eurocrazia, cioè governo di larghe intese, non è affatto vero che un voto dato a partiti “simpatici” fuori dal cdc sia inutile. Se dato a chi ha concretissime possibilità di supetare il 3% nazionale, come ad esempio CasaPound, servirà per garantire una rappresentanza parlamentare non sospettabile di servire interessi stranieri e non subalterna al cavaliere.

  3. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Marzo 1, 2018

    Anche se il 40% non è menzionato nel testo del Rosatellum è un fatto che scaturisce da tutte le simulazioni che “Laddove si dovesse creare un orientamento abbastanza chiaro dell’elettorato a favore di uno dei tre poli, e cioè se uno dei tre poli arrivasse al 38-39% dei voti distanziando di circa 9 punti percentuali su base nazionale il secondo, è piuttosto probabile che ottenga la maggioranza assoluta dei seggi.” Questo lo dice il Sise ( società italiana di studi elettorali) in una recente ricerca commissionata da “Repubblica”. Mettendosi a fare i conti complicatissimi di una legge elettorale che è un vero pasticcio quasi incomprensibile, è verosimile che con il 40% si vada a governare. Poi però bisogna fare una legge elettorale che rispetti la volontà popolare. Io l’esperienza di votare con il cuore l’ho già fatta nel 2008. La legge elettorale era il Porcellum, ma la soglia di sbarramento era sempre la stessa: il 3%. Allora ero appena stato dal notaio con Francesco Storace a fondare La Destra. Per il veto di Fini restammo fuori dalla coalizione del centrodestra. Corremmo da soli: come Casa Pound o il Popolo della Famiglia adesso. La Destra prese il 2,8% e restammo tagliati fuori da tutto. Capito?

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