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Aeroporto: qualcosa si muove

Lettera Politica N. 153

Nel recente passato Verona è stata penalizzata da brutte vicende: quella della Fondazione Arena, portata sull’orlo del fallimento per poi proporne la privatizzazione; l’arresto per tangenti di Vito Giacino quand’era vice-sindaco di Tosi; la svendita di quote dell’Autostrada Brescia-Padova.

Non è bella nemmeno la storia dell’aeroporto, di fatto regalato alla veneziana SAVE che negli ultimi 4 anni ne ha realizzato il ridimensionamento a vantaggio di Venezia. Un capolavoro dell’attuale dirigenza. Verona è così diventato uno scalo di serie C. Per non dire di Montichiari che è lasciato morire.

Molti cominciano a chiedersi il perché del degrado dell’aeroporto e qualcosa comincia muoversi. Pare che i rapporti tra SAVE e Catullo spa si stiano incrinando. Anche perché nel piano industriale di SAVE, di cui Deutsche Bank ed Infravia hanno circa l’88%, ci sono solo 60 milioni per Verona, mentre ce ne sono 575 per Venezia.
Ciò dimostra che non esiste una strategia di sviluppo per lo scalo veronese che è, tra gli aeroporti del Nord Italia, quello che ha investito di meno e tra i più vecchi e brutti in assoluto.
Il traffico cresce quasi esclusivamente nella componente domestica low-cost, che non incide sulla crescita. E poi c’è la presa di posizione del nuovo Presidente, della Provincia di Trento, tra gli azionisti più importanti, il leghista Fugatti, che afferma che il Catullo porta poco o niente al territorio, come dimostrato dai dati del traffico che indicano in Bergamo l’aeroporto che dà il maggior apporto al Trentino.

Nella gestione del Catullo manca la visione della crescita del territorio ed è ignorata la funzione strategica di volano dell’economia che potrebbe avere grazie alla sua posizione di crocevia fra due corridoi trans europei e come porta d’ingresso dell’area del Brennero.
Mentre l’aeroporto di Verona viene lasciato morire gli scali limitrofi investono.Tanto per farsi un’idea: Bergamo investirà 435 milioni entro il 2030; Venezia 575 milioni entro il 2021; Bologna 248 milioni entro il 2022. E Verona? 60 milioni entro il 2030: briciole.
Perché la Camera di Commercio e Confindustria di Verona hanno sostenuto a lungo la strategia di SAVE ?
Dobbiamo per forza tenere come gestori dell’attuale situazione i medesimi che l’hanno provocata?

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One Comment

  1. Andreina
    Andreina Gennaio 9, 2019

    Finalmente si torna a sollevare la questione aeroporto! Verona è ed è sempre stato un sito strategico per le comunicazioni, a maggior ragione come sede di un aeroporto importante. Ma la questione che condivido e con cui Leonardo chiude l’articolo, è proprio perché si insiste per mantenere l’attuale presidenza o gestione, che è poi la stessa cosa.
    L’aeroporto di Verona deve tornare a vivere con un progetto di crescita ed investimenti che solo una gestione fatta di professionisti può garantire.

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