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Approfittiamo del virus

Lettera Politica N. 810

Non so quante volte la Lettera Politica ha denunciato il disinteresse della politica per la sanità. Abbiamo evidenziato i danni che avrebbe creato il numero chiuso a Medicina e l’inadeguatezza per un paese civile di destinare appena il 6% del Pil alla salute . Ma i governi hanno altro cui pensare.
Abbiamo anche scritto che il sistema sanitario nazionale (SSN), che pure è un’eccellenza italiana, andrebbe ritoccato, sostenuto con maggiori risorse ed adeguato alle esigenze di oggi che sono mutate rispetto al 1974 sia per l’evoluzione tecnologica sia per la composizione demografica. Ci siamo anche permessi di indicare una strada: inserire una franchigia per le prestazioni minori, per quelle meno costose, in modo da garantire quelle importanti. Se tutti, fatta salva la fascia di povertà, pagassero i 10 euro di un farmaco, mezzo miliardo di euro entrerebbe ogni volta nelle casse del SSN e potrebbe essere destinato ad assumere, ad acquistare nuove strumentazioni, a ridurre le liste d’attesa. E in un giorno quanti sarebbero? E questo senza intaccare il principio universalista, ovvero del diritto sacrosanto di ciascuno di accedere gratuitamente alle cure per il semplice fatto di esistere. Anzi, proprio per garantirlo davvero. Con le disfunzioni attuali il sistema diventa di fatto a pagamento e, poco male per chi se lo può permettere, malissimo per chi non può aspettare la lista d’attesa.
Ora, a voler trarre il bene anche dal male, l’emergenza coronavirus ha fatto capire a tutti che la salute è il bene primario. Superata l’emergenza, sarebbe anche ora di metter mano al SSN con alcune riforme migliorative, abolendo il numero chiuso a medicina, potenziando l’Università e la ricerca, togliendo il limite d’età a quei medici che sono in grado di lavorare, assumendo personale paramedico, razionalizzando la rete ospedaliera, incrementando quella della cronicità, della lungodegenza e dell’assistenza domiciliare. Insomma destinando più soldi alla salute. Che, in fin dei conti, è un risparmio.

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3 Comments

  1. Alberto
    Alberto Marzo 6, 2020

    Sono d’accordo, Paolo.

  2. Marco Zenone
    Marco Zenone Marzo 6, 2020

    Buon post, ma in realtà il problema del SSN è appunto che è ssN: cioè statale. Lo stato è semrpre stato tra i peggiori offritori di servizi di interesse pubblico, perchè viene anche popolato da fannulloni, parassiti, gente messa lì da politici, etc; e perchè non sa gestire le cose in modo eccellente, come vediamo da 50 anni e più; e questo non lo nega nessuno. Chi ha detto che i servizi DI INTERESSE pubblico debbano essere offerti da un ente pubblico? Per quanto sopra, lo stato NON li deve offrire, dato che avrò un costo oggettivo molto caro ed una prestazione scarsa; nella sanità, come nell’istruzione, come nelle pensioni; e il disastro dell’INPS, che neppure dovrebbe esistere, insegna.
    Per tutto ciò dico: più soldi al SSN? Dio ce ne scampi! Piuttosto basta SSN, giù le tasse, ed ognuno scelga per sè; meno stato e più libertà. Usciamo da questa prigione statalista sinistroide.
    Se lo stato NON offrisse servizi, ci lascerebbe i nostri soldi, abbassando la tassazione alle persone e alle aziende da un 50%-70% ad un 20% (come in Svizzera ad esempio) ed ognuno di noi sceglierebbe dove andare: col doppio dei soldi ci scegleremmo una assicurazione privata sanitaria, una pensione privata che renderebbe molto di più, una scuola ed università privata, migliore e con costi minori, e senza indottrinamento statale (vedi gender nelle scuole ad esempio). Notare che l’istruzione è nelle mani al 95% di insegnanti di sinistra. Usciamo da questa prigione statalista sinistroide. Sarà meglio per tutti.

  3. Beppino
    Beppino Marzo 7, 2020

    Buongiorno carissima Maddalena, sono veramente contento che tu giovane – donna – mamma – libera professionista che ogni giorno si deve confrontare con il lavoro, la famiglia, ambiente sociale in cui vive, di conseguenza deve avere piedi piantati per terra, abbia deciso di donarsi ad uno scopo nobile o come si usa dire di scendere in campo.
    Il commento che segue si riferisce alla lettera politica n.178. Condivido pienamente quanto hai rappresentato, dal recupero dei veri valori che stanno alla base dell’umanità (l uomo non è una merce: utero in affitto, aborto ecc.) alle questioni economiche, al governo sono incapaci di trattare “alla pari” con il resto dell’Europa o del mondo salvaguardando il nostro onore, la nostra dignità, di preparare dossier per trattare come si deve con le controparti avendo una visione globale del sisitema Italia e non come quando si va al mercato a trattare qualsiaisi tipo di acquisto . Di fatti abbiamo delle persone che governano di una povertà e onesta intellettuale disarmante per non usare altri termini. Coraggio e vedrai che rimanendo saldi nei valori in cui crediamo i frutti si vedranno. Nessuno regala nulla,ma il tempo è galantuomo. Auguri vivissimi.
    Beppino

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