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Banche: “caveat emptor” – stia attento il cliente

Lettera Politica N. 591

“ Caveat  emptor” è un istituto giuridico che dice che il compratore deve stare attento che il venditore non sia un bidonista che gli sta rifilando una patacca. È un principio che ci viene addirittura dai tempi latini e che è ancora valido nel diritto internazionale ed in quelli americano e inglese. Gli Stati moderni hanno spesso creato una serie di leggi per proteggere il consumatore meno provveduto ed in posizione più debole del venditore o del produttore che sono in posizioni più forti. Così sono state create una serie di leggi contro l’introduzione di elementi nocivi nei cibi; l’obbligo di citare i componenti nei tessuti; nei medicinali; negli alimentari. La protezione in particolare agiva nei confronti dei clienti delle banche i quali avevano i loro depositi salvi in caso di dissesto della banca, fino a determinati importi.  Si trattava di una norma intesa non solo al salvataggio dei clienti degli istituti di credito, ma anche alla protezione dell’interesse generale del Paese a non ricevere traumi finanziari che potessero causare contraccolpi all’economia del Paese stesso.

Oggi la situazione per i depositanti è peggiorata a quanto da quanto nero su bianco l’Europa ha deliberato. La direttiva europea ”Bank recovery and rendition(2014/59UE)” entrata in vigore il 1 gennaio 2014 (sebbene non ancora in Italia) ci dice che lo Stato non interviene più nel salvataggio delle banche in stato fallimentare.  In tal caso a perdere i soldi saranno prima gli azionisti, poi gli obbligazionisti ed in seguito anche i correntisti. La norma fa salvi soltanto i depositi fino a 100,000 euro.  Anche oggi sono assicurati depositi fino a tale cifra. Ed oltre?

Le banche italiane sono diventate un vero e proprio colabrodo. Le regole (italiane) sulla trasparenza e l’obbligo di trasmissione al fisco dei dati dei contribuenti; le norme  sul pignoramento presso terzi ed ora la direttiva europea hanno reso le banche assolutamente insicure per i quattro soldi del povero contribuente italiano. L’ultima botta, col rischio che i titolari di conti correnti vedano volatilizzarsi i loro risparmi, ha dato il colpo finale alla credibilità dei nostri istituti di credito e costituisce un ulteriore motivo di preoccupazione per gli Italiani, come se se non bastassero quelli che ci vengono propinati ogni giorno. Non è solo una minaccia. L’Europa  ha già messo in opera un analogo provvedimento a Cipro e l’Austria  seguirà la stessa procedura nel dissesto della Hypo Alpe Adria.

E allora?

Allora “caveat emptor” : bisogna stare attenti e, se non si può far differente, affidare i propri risparmi agli istituti che diano le maggiori garanzie di solvibilità. Vero è che tutte le banche hanno dato ai loro investitori delusioni e dolori, ma le maggiori dovrebbero offrire più garanzie, Indubbiamente quelle più piccole saranno penalizzate in quanto dovranno convincere il cliente della solvibilità dei loro bilanci.

Il presidente  della Banca d’Italia Ignazio Visco è intervenuto in Senato il 22 aprile scorso affinchè venga resa  consapevole  la clientela delle banche  che dovrà contribuire al risanamento dell’istituto in caso di dissesto finanziario. Si prevede che l’applicazione della direttiva europea avrà luogo, se non prima, il 1 gennaio 2016. Le banche dovranno adeguatamente informare la clientela.

Che torni di moda il materasso come deposito dei risparmi?

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