Buon appetito!


Lettera Numero: 707

Piano piano, ma ci stiamo arrivando. L’operazione parte da lontano, i registi sempre quelli. Quando qualcuno osa accennare ad una regia occulta, dal mainstream mediatico scatta automatica l’accusa di “visionario complottista”.
Hanno convinto la gente che i dazi doganali sono antiquati e rozzi. Viva la libertà di circolazione delle merci! Così l’Europa è inondata di prodotti a basso costo provenienti da paesi dove le garanzie per i lavoratori sono inesistenti.
Hanno causato la delocalizzazione, che ha fatto calare i posti di lavoro.
Hanno fatto arrivare masse di immigrati maschi, giovani e forti che servono come riserva di mano d’opera, deterrente per eventuali rivendicazioni dei lavoratori: se non vi va bene così, fuori uno e avanti un altro!
Vogliono convincerci che se i giovani italiani sono costretti ad andare all’estero per trovare lavoro, questo è un bene.
Raccontano che l’identità, la sovranità, la famiglia, le tradizioni sono tutte cose superate e che ci dobbiamo aprire e mescolare con chiunque arrivi a casa nostra.
Adesso ci vogliono anche dare da mangiare gli insetti. Cosa sono questi stupidi pregiudizi nei confronti di grilli, vermi e scarafaggi? Se i cinesi mangiano le cavallette, chi siamo noi per rifiutarle come cibo? In fin dei conti sono proteine. E costano molto meno della carne e del pesce. E siccome, nell’ambito della proletarizzazione dell’Europa, è programmato un impoverimento della popolazione, ecco trovato il rimedio: gli diamo da mangiare gli insetti.
Hanno cominciato con una normativa europea, recepita dall’Italia, che dichiara che dal primo gennaio 2018 queste schifezze sono commestibili. Poi, c’è da aspettarselo, arriverà l’ordine del Grande Fratello: mangiare i vermi fa bene. E giù servizi televisivi per convincere quanto sia “in” ingurgitare la camole della farina che sono molto meglio degli spaghetti. Chi si rifiuta non ha sensibilità sociale, è un pericoloso reazionario perché di fatto toglie il cibo di bocca ad un altro sulla faccia della terra.
Andando avanti di questo passo non è detto che al nuovo ceto medio proletarizzato venga inculcata una nuova religione: la coprofagia, dicendo che mangiare le proprie feci è il massimo della sensibilità sociale, perché in questo modo non si porta via niente a nessuno e si rispetta l’ambiente.

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5 Commenti

  1. giuliana dice:

    C’è già chi le mangia, caro Danieli, basta frequentare certi siti sadomaso, i cosiddetti playparty privati dove succede di ogni e via così, di gente malata da DSM V ce n’è a bizzeffe.
    Io non ho parole, il popolo è sempre più bue, se qualcuno non gli dà la sveglia finisce male…mi vien da dire che per fortuna non ho figli…

    gennaio 7, 2018
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  2. Ci hanno portato ad accettare l’inaccettabile, a sopportare l’insopportabile, ad apprezzare l’inqualificabile. Così, man mano, dapprima socchiudendo la ” finestra di Overton” e poi via via, aprendola sempre più, fino a spalancarla… saremo asserviti al pensiero unico.
    Nulla più riuscirà a destare indignazione, rabbia, orrore o semplicemente disgusto e repulsione… E non è detto che a disgustarci più di tutto, siano gli insetti nel piatto.

    gennaio 7, 2018
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  3. Roberto Gallo dice:

    Io ritengo che non ci saranno Destri, di sana e robusta costituzione “mentale”, a mangiare le schifezze citate. I Sinistri illuminati invece correranno tra schiere di anoressici-bulimici, di vegani, di disturbati psichici a mangiare vermi ed insetti.
    Magari saremo Noi a servire loro pane (poco) e tanta m….a.!
    Auguri!

    gennaio 8, 2018
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  4. Andrea Di Massa dice:

    Un prodotto, che da molti è ritenuto una specialità della nostra tradizione, ovvero il formaggio con i bachi, potrà essere commercializzato, oppure l’embargo perdura nonostante tutto?

    gennaio 8, 2018
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  5. Gianluca dice:

    Ciao Paolo Ho letto la tua analisi credo che si avvicini molto al vero

    gennaio 9, 2018
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