Press "Enter" to skip to content

Chi lavora per il re di Prussia?

Lettera Politica N. 185

Lavorare per il re di Prussia, frase idiomatica usata quando qualcuno agisce in modo talmente disastroso da favorire un competitore. Risale alla guerra franco-prussiana, quando nel 1757 il maresciallo di Francia Charles de Rohan fu sconfitto dal Kaiser Federico II in maniera talmente disastrosa da essere accusato di aver favorito il nemico. Ora è in disuso, come tutti i modi di dire legati a qualche evento storico, ma è sempre efficace a rappresentare quel tipo di situazione.
Anche a Verona c’è qualcuno che “lavora per il re di Prussia”.
Non si tratta proprio del re di Prussia, ma di un “re veneziano” a guardare quello che è accaduto all’ Aeroporto dal 2014 ad oggi. La perdita d’importanza, la rinuncia a collegamenti di prestigio, la scelta di avere un traffico di basso profilo, la mancanza di investimenti, tutto lo fa pensare. E questo nella migliore delle ipotesi. Si tratterebbe infatti solo di incapacità. Nella peggiore, invece, potrebbe addirittura profilarsi “l’intelligenza con il nemico”, che in guerra viene punita con la fucilazione alla schiena del traditore.
Ma il “re di Prussia” sembra avere altri “lavoratori” in riva all’Adige.
Prediamo l’operazione Agsm – A2A: anche in questo caso si lavora per lo “straniero”, per un “re milanese”, dato che è di Milano il colosso A2A che ha messo gli occhi sulla nostra multiutility. E non ci vogliono le scale per capire il perché Agsm fa gola: per il semplice fatto che è una società sana, con grandi potenzialità, col bilancio attivo, che fattura un miliardo l’anno, che riversa sul territorio 150 milioni l’anno dando lavoro a persone, ripianando bilanci, finanziando associazioni e iniziative. Una società interamente dei cittadini veronesi che si vorrebbe consegnare al colosso milanese senza nemmeno una gara!
A giudicare da quanto accaduto nel recente passato anche alla Cassa di Risparmio, alla Banca Popolare e all’Autostrada sembrerebbe che a “lavorare per il re di Prussia” a Verona ce ne siano un po’ troppi. Sarà proprio per questo che Verona è ferma da 20 anni e non riesce ripartire.

2328 visite totali 9 visite oggi

Like
Like Love AhAh Wow Sigh Grrr
52

2 Comments

  1. Umberto Fraccaroli
    Umberto Fraccaroli Giugno 8, 2020

    Potrebbe essere tutto vero. Tuttavia la “delimitazione” di ogni scelta intelligente è data
    dal saper scegliere la controparte.
    Se chi intende acquisire AGSM o anche AMIA e ACQUE VERONESI è un imprendotore “privato” cioè una “sana azienda privata indipendente” beh allora la cosa potrebbe rientare in un “POOL” con finalità di successo per tutti. Vedi acquisizioni del gruppo Volksvagen con “seat” …”skoda” ecc.
    Se chi intende acquisire è un’altro carettone politico e assoociato a pariti e mafie varie
    allora è meglio rinunciare subendo quello che c’è già.

  2. PAOLO RANGHIERO
    PAOLO RANGHIERO Giugno 8, 2020

    D’altra parte abbiamo una serie di rappresentanti al governo europeo a quello centrale e a quello regionale che pensano alla LORO PANZA. E a quella degli amici papponi.
    Cosa si può pretendere da chi viene infarcito di denari , tra l’altro del popolo ?
    Continuo a ripeterlo . Ma è una ricetta troppo dritta .Troppo sociale.
    A tutti questi , e sono migliaia , eletti , funzionari e prostitute degli eletti ecc.ecc. li si dovrebbe dare lo stipendio di 1.200 euro oltre il rimborso spese per raggiungere il posto di lavoro. Spese che come pretende lo stato da tutti gli autonomi devono essere dimostrate. Altro che prefetto Mori . (Che già fu veloce e risolse in sei mesi quello che non si risolve da 1.000 anni. ) In 2 mesi ci sarebbe il fuggi fuggi……
    Piccola parentesi per FdI . Sta crescendo per merito della leader . Giorgia Meloni. Ma nelle fila ha reintegrato tutte le scorie di cui ci eravamo liberati. E dimostratemi il contrario. Cosa raccontano MASCHIO GIORGETTI BERLATO E C. del fatto scandaloso dell’arresto di Miglioranzi. entrato in pompa magna in Fdi grazie a questi fenomeni .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *