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Come nella vecchia URSS

Lettera Politica N. 798

Ci fu un tempo, agli inizi felici dell’URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche), in cui i contadini russi morivano di fame come mosche perché i prodotti della terra venivano tutti requisiti dalla CEKA (чрезвычайная комиссия pr. črezvyčajnaja komissija, Commissione Straordinaria, ovvero polizia politica), fino alle uova dei polli. Il grano doveva essere tutto versato all’ammasso. Accadde che un ragazzino, Pavlik Morozov, vide che i suoi genitori nascondevano dei sacchi di grano per non morire di fame. Corse dalla CEKA a denunciarli, e i poliziotti fucilarono i genitori. I suoi zii per vendetta ammazzarono Pavlik. La CEKA fucilò anche gli zii. Al piccolo Pavlik venne dedicato un parco a Mosca con la sua statua, dove le scolaresche venivano portate ad ammirare l’esempio di fedeltà al luminoso regime bolscevico.
Ho raccontato questa storia perché ci stiamo avvicinando a questo regime con i nuovi limiti al contante. Metti che un padre regali 4000 euro in contanti al figlio perché si compri la moto che egli sogna da tempo: il figlio, novello Pavlik italiano, dovrebbe recarsi a denunciare il padre alla Guardia di Finanza per avergli dato soldi in contante oltre il limite vigente. Non sappiamo se in Italia per il neo Pavlik italiano sia previsto un parco, ma siamo comunque molto vicini a quanto veniva fatto in Urss. Questo non è che uno dei provvedimenti che l’attuale governo ci sta ammannendo.

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