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Come vota L’Officina

Lettera Politica N. 190

L’Officina voterà Fratelli d’Italia alle regionali e NO al referendum.

Votiamo Zaia perché ha dimostrato di essere un bravo governatore, serio,capace ed equilibrato. Esemplare la sua gestione della pandemia, riconosciuta a livello internazionale come esempio di efficienza ed efficacia. Ma questo non deve far dimenticare la sua battaglia per l’autonomia del Veneto che ha riscosso al referendum del 2017 il 99% dei consensi. Oltretutto Zaia è il politico più apprezzato del centrodestra e come è il capo della coalizione nella nostra regione allo stesso modo potrebbe esserlo a livello nazionale.
Votiamo Fratelli d’Italia perché siamo di destra ed oggi è il partito che porta avanti le idee che furono del glorioso Movimento Sociale Italiano e di Alleanza Nazionale. Le porta avanti con un leader donna e per di più giovane, che conferisce freschezza e simpatia all’impegno di portare avanti i valori e le idee della destra sociale in difesa della sovranità nazionale e popolare, dell’identità e dei lavoratori.
Nella lista di FdI scegliamo Maddalena Morgante e Stefano Casali come primo passaggio di un progetto politico più ampio che guarda alle prossime elezioni comunali del 2022 e alle politiche. Votiamo NO al referendum per difendere la democrazia minacciata dai poteri forti che stanno sfilando al popolo la sovranità granita dalla Costituzione.
NO perché il taglio di 345 parlamentari è in realtà un taglio alla rappresentanza popolare che produce solo svantaggi e nessun risparmio concreto.
NO per rendere evidente che i grillini, che del taglio al parlamento ne hanno fatto un bandiera, non hanno più il consenso popolare.
NO perché così il Capo dello Stato sarà costretto a prendere atto che gli italiani sono in maggioranza contrari a questo governo di incompetenti e di miracolati.
NO perché dobbiamo liberarci una volta per tutte del cancro della politica rappresentato dai cinquestelle.

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4 Comments

  1. andrea
    andrea Settembre 10, 2020

    continua la svolta democristiana dell’Officina

  2. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Settembre 10, 2020

    Vedi Andrea, finché sarò io il presidente L’Officina non diventerà mai democristiana come dici tu. Credo che a Verona siano pochi che possano dare lezioni di fascismo come me. Poi, senza scendere su un piano polemico che non mi interessa, ti invito a fare serenamente alcune riflessioni. Nel 2017 abbiamo aderito a FdI. E’ FdI che mette in lista i candidati che definisci “democristiani”. L’Officina si è accordata con un candidato di Fratelli d’Italia, Casali, per accoppiarlo alla sua candidata, Morgante. Di 9 candidati l’unico che ha dato di sé un immagine da “duro e puro” è Mariotti, al quale auguro di avere un grande successo in quanto lo considero amico e camerata. Ma il progetto politico che stiamo perseguendo non è quello della testimonianza. Io quella l’ho fatta quando non era facile come adesso. Noi vogliamo costruire un grande partito di destra. E la destra italiana si fonda su due pilastri: quello missino e quello democristiano. Dobbiamo metterli insieme. Altrimenti saremo condannati alla marginalità. L’importante tenere in mano il timone. Capito? A proposito: dov’eri negli anni in cui noi neo-fascisti facevano “testimonianza” rischiando pelle e galera? Non ricordo d’averti mai visto.

  3. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Settembre 10, 2020

    Finché sarò io il presidente L’Officina non farà mai una svolta “democristiana”. Vedi Andrea, oggi si tratta di scegliere fra costruire un grande partito di destra o fare testimonianza. L’Officina ha un progetto politico un po’ diverso dalla testimonianza, che punta a costruire un grande partito di destra.
    Se ti riferisci al fatto che abbiamo accoppiato la candidata de L’Officina, Morgante, con Casali, ti faccio presente che è un candidato di FdI. O pensi che FdI sia una nuova Dc? E a ben guardare fra i 9 candidati di FdI solo il camerata Mariotti, al quale auguro un grande successo, pare avere l’immagine di “duro puro”. Gli altri, secondo il tuo metro, sono tutti “democristiani”. Tieni però presente che la destra italiana si fonda su due pilastri: quello ex missino e quello ex democristiano. Vince chi riesce a metterli insieme. E io voglio vincere. E finché non si ha il 51% bisogna allearsi con chi è più vicino. Da soli non si va da nessuna parte. La testimonianza l’ho già fatta quando per farla si rischiava pelle e galera. A proposito, dov’eri in quegli anni? Non t’hai visto…

  4. Paolo bellucci
    Paolo bellucci Settembre 15, 2020

    Caro Paolo comprendo i tuoi buoni intenti ho partecipato attivamente all’evoluzione della dx e sono uno di quelli che a Fiuggi ha versato lacrime amare
    Detto questo a mio parere Fdi che ancora porta il simbolo della FIAMMA , deve comunque continuare a perseguire
    una strada identitaria fatta di valori e non di compromessi
    Il compromesso ha già distrutto Fini e Alleanza Nazionale
    Non è’ possibile confondere i valori patriottici che portiamo con i valori dei compromessi insiti nelle teste democristiane
    Come te auguro all’Officina che i candidati scelti siano vincenti ma mai saranno candidati di Destra perché destra e sinistra sono concetti reali e non obsoleti e gli ideali restano per sempre . La politica e’ fatta di scelte e non di compromessi
    Viva la Patria

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