Press "Enter" to skip to content

Conte strizza l’occhio alle banche

Lettera Politica N. 814

200 miliardi per il mercato interno, altri 200 per l’export e potenziamento del fondo per le PMI. Questi gli stanziamenti previsti, o almeno promessi, dall’ennesimo decreto del presidente del Consiglio e annunciati in pompa magna. “Una potenza di fuoco mai vista prima”, l’ha definita il premier che per l’occasione ha anche rinunciato all’approccio social. Peccato che a una lettura appena più approfondita appaia chiaro che le “risorse poderose” non siano dello Stato ma delle banche le quali, per regola, il denaro lo prestano ma lo rivogliono anche indietro e con adeguati interessi. Certo bisogna prendere atto, che Conte, o chi per lui, ha scelto le giuste carte, alla fine dei giochi, ricorrendo al golden power, formula economica che permette solo allo Stato di detenere oltre il 3% delle azioni di un’azienda quotata in borsa. Provvedimento che copre tutte le attività, dalla difesa alla cybersicurezza, per blindare il Paese da attacchi esterni volti a speculare sullo stesso approfittando della situazione di crisi. Ma un altro ostacolo si pone fra la pioggia di denaro e le imprese: le innumerevoli condizioni per l’accesso al credito, talmente vincolanti da rischiare di essere insormontabili per i più, sicuramente per quelle piccole realtà che la crisi sta mordendo con particolare ferocia. Nulla di fatto per le imprese che al 29 febbraio erano iscritte fra le esposizioni deteriorate della banca, per esempio, e tanto meno per quelle che già erano in sofferenza alla fine dello scorso anno.
Con buona pace dell’imminente Pasqua cristiana che “Giuseppi” ha definito “l’arrivo degli Ebrei in Egitto” (sic!), facendo anche confusione fra quella cristiana e quella ebraica, l’auspicio è che gli italiani, per una volta, non siano l’agnello sacrificale. Certo che più che a Pasqua siamo all’Annunciazione. Non resta che sperare che al momento giusto non arrivino anche i 40 ladroni.

2162 visite totali 3 visite oggi

Like
Like Love AhAh Wow Sigh Grrr
72

2 Comments

  1. Emilio Frasson
    Emilio Frasson Aprile 9, 2020

    I 40 ladroni arriveranno senza dubbio. Le manovre di rilancio sia in USA che in EU, diversa la situazione cinese, sonofatte nel presupposto che siano i soldi che fanno economia. Cosa assolutamente non vera. I soldi, la moneta, sono un modo di misurare l’efficienza di uno Stato ovvero di una comunità di Stati, BCE. Sono uno strumento per scambiare ricchezza, non la ricchezza. Questi innovativi criteri sono arrivati con la globalizzazione e le Università americane che l’hanno teorizzata e spinta. Dal 1980 in poi. Ora mettere soldi facili da distribuire senza valutazione di rischio credito preventiva sono l’occasione d’oro per molti di intascarli e poi, …..più…. come dicono i bambini. Fa pendant con questa pratica i soldi che Olanda Germania e Austria non vogliono dare all’Italia. Dicono i nostri Europei, giustamente! volete soldi? usiamo il MES (Assicurazione Mutua sui crediti), cioè ammettete che siete falliti. Di buttare soldi nel buco nero del nostro debito pubblico non ne vogliono sentir parlare. Difficile dargli torto.

  2. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Aprile 9, 2020

    Giustissima la distinzione fra denaro e ricchezza. Il MES è stato previsto per il dissesto di uno stato, non per una calamità generale. Ad ogni modo è ovvio che ognuno tiri l’acqua al suo mulino. E allora sia! Seguendo il detto che “chi fa per sé fa per tre”, appena è scoppiata l’epidemia, ogni stato ha pensato solo a sé stesso, le frontiere sono state chiuse e le merci bloccate. Alla faccia del WTO e di tutte le chiacchiere sulla libera circolazione delle persone e delle cose. Questo progetto di Europa è fallito miseramente alla prima difficoltà. l’UE è finita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *