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Dissoluzione della democrazia

Lettera Politica N. 820

La democrazia si sta dissolvendo. Doveva essere la forma di governo per sempre. Invece viene svuotata di ogni sostanza diventando puro assetto formale. Stiamo scivolando verso un sistema che nulla ha a che fare col potere del popolo.
Tutto comincia dalla caduta del Muro. Sparito l’antagonista del Sistema, il capitalismo diventa turbo. Si apre una nuova fase: globalizzazione, migrazioni, finanziarizzazione dell’economia, svuotamento degli stati, internet ecc. Il processo è sostenuto da un’ideologia: il Pensiero Unico. “Unico” in quanto ingloba tutte le correnti e le mode compatibili con il liberismo mondialista centrato sul denaro, sul mercato e sullo sviluppo indefinito. Contemporaneamente la sovranità popolare viene annullata attraverso la delegittimazione della politica e trasferita a organismi internazionali non elettivi.
Paradigmatico l’esempio dell’Italia. Il primo passo è Tangentopoli. Ci siamo cascati tutti, ma oggi, storicizzati gli avvenimenti, è chiaro che fu l’espediente per distruggere i partiti, che nel bene e nel male avevano svolto il ruolo di mediatori fra il popolo e le istituzioni e creando benessere.
Essi vengono sostituiti con dei contenitori asserviti ai leaders: più facile controllare un capo-partito che centinaia di migliaia di iscritti. Viene meno anche la loro funzione di selettori del personale politico, che da allora scende a un livello sempre più basso, fino a toccare il fondo con i grillini.
Il passo successivo è trasferire sulla politica il discredito gettato sui politici. Meglio l’economia -inculca il mainstream- che vuol farvi star bene tutti. Su questa base la politica viene “commissariata”. Sono le banche ed i potentati economici ad esprimere gli Amato, i Prodi, i Ciampi, i Monti, i Draghi, i Casaleggio e quella schiera di personaggi che compongono l’establishment. Negli ultimi 10 anni non c’è un governo eletto dal popolo. Addirittura Renzi vuole dimezzare il Parlamento. Non ci riesce, ma dopo qualche anno il numero dei parlamentari viene ridotto di un terzo, sempre “per risparmiare”, mentre centinaia di migliaia di immigrati clandestini vengono mantenuti vitto e alloggio a spese dei cittadini.
Poi è arrivato il virus, forse voluto, forse no, che ha avuto l’effetto di accelerare la deriva oligarchica col “distanziamento sociale”, che trasforma i cittadini in monadi, costretti per comunicare a ricorrere al web, col risultato di essere tutti controllabili.
Democrazia significa sovranità e controllo popolare. Oggi, non solo non esiste più la prima, ma addirittura è il popolo viene controllato.
Allora le possibilità sono due: o il processo si compie e d’instaura definitivamente il potere del Grande Fratello oppure il popolo, presa coscienza, reagisce e si riprende la sovranità. Che è in ultima analisi è la libertà di decidere del nostro futuro.

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9 Comments

  1. Emilio Frasson
    Emilio Frasson Maggio 11, 2020

    Scriveva Don Alessandro Manzoni: quando perpetua e il Cardinale dicono la stessa cosa vuol dire che è vera. Sottoscrivo quello che ha scritto: da sinistra.

  2. Gaetano Morgante
    Gaetano Morgante Maggio 11, 2020

    Paolo come sempre ha centrato il problema e lo ha esplicato al meglio. Vi sono alcuni contorni che andrebbero approfonditi. Quanti cittadini hanno fatto propria questa analisi e le conclusioni che ne derivano? Vogliamo essere ottimisti? Il 20% ? E quanti di questo 20% sarebbero disposti a scendere in piazza a rischio della vita? Perché forse non ce ne siamo accorti, ma con i mezzi attuali di comunicazione tragicamente accentrati nelle mani di un numero limitatissimo di persone tutte schierate ovviamente pro mondialismo e liberismo, non esiste un metodo democratico per riprenderci la guida del Paese . Volete avere una prova del potere che i media hanno sul popolo nella percezione degli eventi? Il coronavirus. Da virus influenzale di notevole contagiosità, ma di nessun rischio letale per le persone sane senza patologie particolari, si è arrivati a trasformarlo in un virus letale per tutti tramite una martellante e fuorviante comunicazione mediatica, e anche la gran parte di voi che state leggendo ne è convinto. Immaginate cosa succederebbe qualora vi fosse una sollevazione popolare da parte di coloro che sono contrari alla devastante oligarchia che ci domina da 20 anni. I media trasformerebbero la protesta in deriva fascista e si schiererebbero ovviamente con l’oligarchia nella repressione violenta della protesta trasformando poi la soppressione nella vittoria della democrazia sul fascismo al canto di ” bella ciao”. Il problema fondamentale è il controllo delle menti che avviene tramite il controllo dei media, delle risorse finanziarie e la diffusione ad arte di disvalori esistenziali veicolati come ideologie per le menti deboli ed ingenue. Abbiamo bisogno di un alleato forte, più forte delle multinazionali che governano l’oligarchia mondialista.

  3. Eugenio pret
    Eugenio pret Maggio 11, 2020

    Complimenti , chiaro e veritieri

  4. Alessandro Bozza
    Alessandro Bozza Maggio 11, 2020

    1) il popolo non ha alcun potere, e pertanto non lo può delegare: chi lo asserisce lo utilizza per liberarsi da ogni responsabilità e fare gl interessi suoi e dei suoi occulti padroni. Basta considerare la costituzione italiana: il voto è segreto (e dunque gli eletti non possono sapere chi li abbia delegati) e gli eletti operano “senza vincolo di mandato” e cioè in ogni caso fanno i fatti loro.
    2) gli eletti (cioè scelti, non delegati) son servi in primo grado, direttamente, dei capi del “partito”, sotto il ricatto: o obbedisci o non ti presento più in lista alle prossime elezioni; i capipartito son servi del potere vero, della finanza, dell’inernazionale… da cui dipendono; sono dunque essi la “materia signata quantitate”.

  5. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Maggio 11, 2020

    Rispondo volentieri al commento, centrato come sempre, di Gaetano, che porta lontano a valutare il significato delle parole “rivolta” e “rivoluzione”. Quella ipotizzata nel commento di Gaetano è la ribellione della gente che si rivolta contro chi ha perpetrato delle ingiustizie ai propri danni. Rivolta che, giustamente, si prevede che possa venire soffocata. Poco importa se nel sangue o nei tribunali. E’ il destino delle rivolte, che sono un moto spontaneo, il più delle volte giusto o giustificato, ma non organizzato per durare. Diverso è il discorso per la “rivoluzione” che prevede sì il momento della rivolta, ma è strutturata per durare ed ha un progetto politico. A differenza della rivolta la rivoluzione deve necessariamente essere preceduta da un movimento culturale rivoluzionario, che prepari il terreno e diffonda le idee rivoluzionarie. Nello specifico della situazione che stiamo vivendo è necessario fare un grande lavoro di comunicazione e di cultura per preparare quella che è una “rivoluzione” solo perché rivolge gli assetti attuali, ma che in realtà ripristina il corretto ordine delle cose. La verità è sempre rivoluzionaria!

  6. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Maggio 11, 2020

    Quanti scritto da Alessandro Bozza vale nel momento in cui fra il popolo che sceglie i propri rappresentanti ed i rappresentanti stessi non esiste più la mediazione dei partiti. E’ stato quello il compito di Tangentopoli: distruggerli. Mancando i partiti subentrano le lobbies e i poteri forti. La mancanza del vincolo di mandato è una garanzia di libertà. Io stesso mi sono trovato a non obbedire agli ordini di scuderia del mio partito, ma proprio perché essi non interpretavano il pensiero dei miei elettori e del gruppo politico che rappresentavo. Fini era il capo, padrone assoluto del partito cui appartenevo, Ma quando ho ritenuto di agire in difformità l’ho fatto liberamente, conscio delle conseguenze, ma l’ho fatto. Dipende sempre tutto dagli uomini.

  7. Daniele Agnelli
    Daniele Agnelli Maggio 13, 2020

    Condivisibile, a patto che il “Pensiero Unico” non venga sostituito da un altro “Pensiero Unico”. L’azione da fare è senza dubbio meta-poltica se si vuole rispondere alla crisi attuale. Solo un pensiero trasversale che oltrepassi gli steccati destra/sinistra, credo, potrebbe essere capace di affrontare la crisi della democrazia e la crisi delle democrazie nel mondo. Operazione tutt’altro che facile considerati i protagonisti (tutti) della politica. Effettivamente se si vuole ridare forza alle idee del popolo, bisogna ripartire dallo Stato, dai partiti, dalle sezioni di partito, dalle idee….

  8. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Maggio 14, 2020

    Rispondo volentieri a Daniele Agnelli. Il nucleo centrale del suo commento sta nel superamento dello steccato dx/sx in funzione di una lotta a difesa della democrazia e quindi del popolo o, meglio, dei popoli. Se la matrice del Sistema è il liberal-capitalismo è fatale che tutti coloro che non si riconoscono in tale modello si devano unire per combatterlo. In nome di che cosa? In nome di una visione “sociale” e, se si preferisce “socialista” che rimetta al vertice del sistema la politica e non l’economia ed al centro l’interesse della gente e non di pochi.

  9. silvio fontanini
    silvio fontanini Maggio 17, 2020

    Egregi Signori e caro amico Paolo Danieli, vi ho letti ed ho trovato molti spunti interessanti nei vostri scritti. Ho 70 anni e visto varie fasi politiche , nella mia vita. Penso che l’attuale sia diversa da tutte le precedenti, da un secolo a questa parte, nell’odierna Italia. Le analisi dovrebbero essere calibrate su nuovi paradigmi. Intellettuali soltanto ? Non credo, pur considerandoli indispensabili. Ho frequentato a lungo sezioni di partito, oggi non sono neppure paragonabili a quelle di 20, 30, 40, 50 anni fa. I giovani sotto i 45 anni hanno avuto insegnanti prevalentemente sessantottini. I giovani universitari che per lavoro incontro oggi, sono prevalentemente ignoranti. Gramsci ha vinto la sua battaglia, riuscendo a deculturizzare ogni cultura di matrice diversa dalla sua. Vorrei proporvi un salto indietro nella Storia : Gabriele D’Annunzio organizzò i suoi Legionari che partirono da Ronchi ( GO) per arrivare a Fiume. Mussolini raccolse dei reduci squinternati ( tra cui mio nonno) e li fece marciare su Roma. Non credo che né i primi, né i secondi avessero una grande cultura, ma avevano forti rabbia sociale e senso civico. Non si limitarono a parlarsi addosso.
    Abbiamo visto invece solo negli ultimi anni , altri movimenti spontanei in Catalogna ed in Francia. Se a qualcuno non piace più parlare di Destra Sociale , mi può andare bene, purché sia disposto a fare qualcosa di molto più concreto, quello che la sinistra ha sempre saputo fare : ATTIVARSI. Magari tenendo spenti i televisori e non pagando più per intero la bolletta della luce, ma decurtandola della quota RAI. Soprattutto però , salendo sui treni ( magari il prossimo mese di OTTOBRE) e puntare su Roma, come seppe fare, da parte opposta a quella che sento mia oggi, Pierre Carniti. Reggio Calabria cadde. Era rivolta o rivoluzione ? Personalmente voterò per Giorgia Me.loni, ma NON mi basta. Mentre scrivo, RAI 2 parla di omofobia e di Silvia Romano. Sono queste le vere priorità ? E’ Fabio Fazio il povero proletario bistrattato che dobbiamo considerare il nostro INFLUENCER ? Sono disponibile ad andare a Roma anche con soli altri 300 compagni-camerati-colleghi-amici. Anche voi ?

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