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Emergenza medici

Lettera Politica N. 752

Lo denunciamo da anni. Fino a ieri erano pochi a rendersene conto. Oggi il bubbone sta scoppiando e la gente sta prendendo coscienza che il numero chiuso a medicina è stato un grandissimo errore che si ripercuote su tutto il sistema sanitario. Non è solo di una violazione del diritto allo studio sancito dalla Costituzione. Non è solo un offesa al buon senso, visto che i test d’ingresso non accertano certo le qualità per fare il medico. C’è qualcosa di molto più grave: cominciano a mancare i medici!
Nel giro di 5 anni andranno in pensione 45 mila medici, di cui 30 mila ospedalieri e 15 mila medici di base. Le conseguenze saranno disastrose per il Sistema Sanitario Nazionale già messo a dura prova dai problemi di bilancio. Negli ospedali si allungheranno a dismisura le liste d’attesa. 14 milioni gli italiani rimarranno senza medico di famiglia dato che andranno in pensione proprio quei medici che si erano laureati negli anni ’70, all’epoca del boom delle iscrizioni a Medicina.
La stranezza è che non se ne parla e invece di correre subito ai ripari con dei provvedimenti d’urgenza il governo e la politica preferiscono mettere la testa sotto la sabbia. E intanto la situazione s’aggrava.
Eppure basterebbe poco per affrontare l’emergenza. Ovviamente eliminare con effetto immediato il numero chiuso. E’ vero che per formare un medico ci vogliono quasi dieci anni, ma è anche vero che se non ci si pensa adesso il problema s’aggraverà sempre di più. Poi però bisogna prendere un provvedimento che sia efficace da subito. Ecco allora la cosa più ovvia da fare: alzare il tetto di pensionamento dei medici di famiglia che volontariamente decidono di rimanere a disposizione del SSN. Sarà l’unica categoria che non andando in pensione non porterà via lavoro ai giovani, visto che medici disoccupati non ne esistono!

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One Comment

  1. Luciano Bellamoli
    Luciano Bellamoli Gennaio 9, 2019

    Come sempre, Paolo, la tua analisi è puntuale e precisa. Davanti alla tue considerazioni oggettive e realistiche, che dovrebbero essere state conosciute sia dalle classi politiche passate che, a maggior ragione, da quelle attuali, sembra che il problema sociale enorme che si presenterà a carico dei cittadini bisognosi , non esista! Ma chi ci governa, al di là dei tanti proclami più o meno strumentalizzati e di parte, dei tanti falsi problemi creati ad hoc per attrarre voti e consenso, vuole rendersi conto che il bene primario da tutelare è la “salute”? Tutelare la salute di una persona è un obbligo da parte di uno Stato e un sacrosanto diritto a riceverla. E poi si parla del “quoziente vita” per i pensionati, tanto chiamato in causa per lo slittamento in avanti dell’età, che diventerà solo un “valore astratto” se verrà meno la struttura sanitaria che accompagnerà la persona nella vecchiaia. Per il bene di tutti c’è solo la speranza che il problema venga analizzato, nella sua immensa portata, nelle sedi di competenza e che siano presi provvedimenti immediati perchè chi soffre non ha i tempi della politica, come ben si sa.
    Ciano

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