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Fratelli crescono

Lettera Politica N. 187

Se si pensa che a Verona solo 3 anni fa Fratelli d’Italia prendeva il 2,8% mentre oggi veleggia attorno al 15% ci sarebbe da gridare al miracolo. Ma la grande crescita del partito è dovuta a motivazioni legate alla struttura socio-culturale di Verona, alla dissoluzione di Forza Italia ed alla fine del fenomeno delle liste civiche.
Quando nella primavera del 2017 L’Officina ha deciso di investire sui “fratelli”, tutti ex Alleanza Nazionale, erano decisamente pochi, allineati dietro al fondatore Ciro Maschio. Alle comunali di Verona di quell’anno erano stati eletti due consiglieri comunali: Massimo Mariotti e Leonardo Ferrari. Adesso il gruppo è raddoppiato grazie all’arrivo di Gianmarco Padovani (già Verona Pulita) e di Maria Fiore Adami (da Battiti). Ma ci sono state altre adesioni come quella del consigliere provinciale Stefano Marcolini (dalla Lista Tosi); del consigliere regionale Massimo Giorgetti (da ForzaItalia); dell’assessore Marco Padovani (da Battiti); l’assessore Daniele Polato (da Forza Italia); i consiglieri regionali Stefano Casali e Andrea Bassi (da Centrodestra Veneto).
Molte adesioni ci sono state anche in provincia da parte di Sindaci e amministratori.
Se si considera che a ciascuno di questi nomi corrisponde un pezzo, grande o piccolo che sia, di elettorato, ben si capisce come la crescita di FdI sia attribuibile all’effetto attrattivo che esercita su molti soggetti politici ed elettori del centrodestra delusi dai partiti e dai gruppi di provenienza.
In uno scenario politico come quello Veneto in generale e Veronese in particolare, dove il centrodestra la fa da padrone, era ovvio che, finita l’epoca delle liste civiche, era fatale che chi avesse saputo presentare un’offerta politica alternativa, concorrenziale a quella della Lega avrebbe raccolto quantomeno una fetta cospicua dell’elettorato.
Fratelli d’Italia lo ha fatto. Merito della Meloni, che a livello nazionale e mediatico ha saputo dare un’immagine della destra più fresca, attiva e nel contempo tranquillizzante. Merito anche di chi sul territorio è stato capace di aprirsi a nuovi soggetti politici senza cedere alla tentazione di arroccarsi nella difesa dell’esistente.

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One Comment

  1. Luca Mascanzoni
    Luca Mascanzoni Luglio 21, 2020

    Perfetta analisi. Ricorderei oltre al lungimirante fondatore On. Ciro Maschio anche il compianto Sen. Stefano Bertacco che aderì nell’agosto del 2017 diventando il primo Senatore di FdI. Numerosi anche i consiglieri di Circoscrizione che in questi anni hanno aderito al progetto. Un grande progetto inclusivo che prosegue nel migliore dei modi sia per la grande qualità politica di Giorgia Meloni che per le capacità della Dirigenza Veronese tutta di fare gruppo e sintesi.

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