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I nemici dell’autonomia

Lettera Politica N. 172

Il 22 ottobre 2017 noi Veneti abbiamo votato per l’autonomia con un apposito referendum. Esito: maggioranza schiacciante, 98%%. La consultazione, voluta dal “governatore” Luca Zaia, aveva lo scopo di legittimare formalmente la richiesta di autonomia che 40 anni si leva dal Veneto. Come previsto dalla Costituzione è seguita una trattativa col governo per concordare le competenze da assegnare al Veneto. Passati due anni l’autonomia non è ancora arrivata. Perché?
Perché l’autonomia ha tanti nemici. Vediamo quali.
La burocrazia romana, che con l’autonomia perderebbe potere. E il potere, si sa, rende…
L’opinione pubblica meridionale, che ritiene che l’autonomia del Veneto possa penalizzare il sud, dimenticando che Sardegna e Sicilia già ce l’hanno.
La sinistra in genere in quanto statalista e centralista.
Il Pd, che insediato com’è nei gangli del potere, teme che l’autonomia possa penalizzarlo.
Il M5S, che si è ritagliato il ruolo di “lega sud” visto che il grosso del suo elettorato è meridionale.
Fin qui niente di strano perché questi soggetti appartengono a quel blocco politico, sociale ed economico che ha tutto l’interesse a che il Veneto continui ad essere la vacca da mungere.
Quello che colpisce e dispiace è che questo schieramento, tutto di sinistra, abbia un alleato a destra: Fratelli d’Italia, che per bocca del suo leader e di altri esponenti si è dichiarato contrario all’autonomia.
Invece l’autonomia noi Veneti la vogliamo subito. L’Officina è stata tra i primi soggetti politici veronesi a schierarsi per l’autonomia. Abbiamo fondato addirittura un comitato ufficiale che ha riunito partiti, Lega in primis in qualità di cofondatore, associazioni e gruppi per promuovere il progetto. Il nostro i pegno continua, ogni giorno, assieme a tanti veneti che si sono espressi nel referendum.

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7 Comments

  1. RANGHIERO PAOLO
    RANGHIERO PAOLO Ottobre 23, 2019

    Carissimo Paolo , riporto il significato di autonomia :1 gr. AUTONOMIA comp. autonomia di AU TÒS egli stesso e NÒMOS legge (v. Economia^ — Libertà di vivere colle proprie leggi Deriv. Autonomo.
    Siamo pochi al mondo a vivere questa situazione . Anche professionalmente.
    Di per sé gratificante e stimolante . Nel pratico però è ostacolata da tutti . Parla un po’ con i dipendenti pubblici veneto – Italiani ,che lavorano in veneto. E prospettali l’Autonomia.
    Credimi . Rimarresti deluso dal sondaggio .

  2. Emilio Frasson
    Emilio Frasson Ottobre 23, 2019

    Quando la Lega ancora non esisteva il PSI di Craxi aveva l’Autonomia amministrativa e politica nei suoi programmi. Unico tra i partiti di dx e di sinistra. Al referendum promosso da Zaia moltissimi anche a sinistra votarono SI. Pochissimi a dx e a sinistra avevano una idea precisa di cosa fosse l’Autonomia e Zaia contribuì alla disinformazione avvalorando che fosse facile: basta volere e votare. Volere è potere è solo per chi fa propaganda. Basti pensare che l’Autonomia proposta da Zaia, che anch’io ho votato, pretende di dividere e distinguere gli “attivi” e dimentica il “passivo”. Questo Governo che ha tra i suoi ministri alcuni veri e inconsapevoli ignoranti ha tirato fuori un tal Boccia che è uno tra i più intelligenti, colti e raffinati meridionali, questo ha allargato opponendo: il centralismo statale viene sostituito dal centralismo regionale, …. la vera autonomia nasce nel Comune…. E’ evidente che il contendere è capovolto.

  3. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Ottobre 23, 2019

    Zaia, caro Frasson, al di là di tutte le considerazioni che si possono fare, ha il merito indiscutibile di aver dato una forma istituzionale alla richiesta di autonomia che i Veneti pongono da 40 anni. Il referendum ha segnato una passo fondamentale che rimarrà scritto nella storia di questa vicenda. Nessuno, ed anche lui, ignorava le resistenze che si sarebbero trovate nel governo centrale. La speranza, come espresso in alcune lettere politiche, era che la presenza di una Lega forte al governo potesse essere di tutela. Poi le cose sai come sono andate. Ma non finisce qui. Non deve finire qui. Per quel che riguarda invece la base territoriale dell’autonomia che tu individui nella dimensione comunale ti devo contraddire. Tutti gli studiosi della materia concordano che per poter esercitare l’autonomia è necessaria una massa critica di almeno 5 milioni di abitanti. E questa la si trova solo sul livello regionale. Una cosa è l’autonomia, altro il decentramento.

  4. Emilio Frasson
    Emilio Frasson Ottobre 23, 2019

    Autonomia, decetramento e….indipendenza, C’era anche l’indipendenza, avv Morosin, a fianco di Zaia. Sono con te che non finisce qui, non deve finire qui. Ti ricordo che l’autonomia con corredo di referendum, arrivata in CDM (I° governo Conte) non ebbe il favore di Salvini, assente come di regola quando si devono prendere decisioni vincolanti. Non voglio tuttavia abbassare alla polemica questo confronto tra avversari; è un fatto raro e pregiato. Mi limito ora a confutare che gli studiosi della materia, che individuo tra i professori di costituzionale già alla modifica del Titolo 5°, avevano da ridire e fuori dai costituzionalisti uno su tutti, Massimo Cacciari, aveva insistito sulla autonomia partendo dai Comuni. D’altra parte: Regioni, Provincie e Comuni… Nel frattempo Provincie non ci sono più tranne che nel testo della Costituzione.

  5. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Ottobre 23, 2019

    Giusto, ma fra la richiesta dell’autonomia del Veneto e la modifica del Titolo V c’è una differenza sostanziale: essa avviene per i fallimenti delle riforme, devolution compresa. Laddove non si vuole addivenire ad una riforma complessiva dello Stato in senso federale ognuno fa per sé in tema di autonomia. Questo è il senso della richiesta veneta. Dalle tue parole mi pare di capire che, come sarebbe stato logico, una riforma complessiva basata sui principi di sussidiarietà e responsabilità sarebbe stata l’opzione migliore. Ma la sinistra con la Bassanini ha cercato di parare ii colpi e gli italiani – a parte il Lombardo-Veneto che ha votato a favore- hanno cancellato la devolution, che pure era qualcosa anche se non il massimo. Ora però lo stato centrale non deve tirare troppo la corda se ha lungimiranza. Tutto rimane per ora nei limiti della legalità, com’è giusto che sia. Ma se la questione si dovesse incancrenire e venisse sollevata l’ingiustizia dell’esistenza di regioni serie A e di serie B, le reazioni potrebbero diventare pericolose. Come diceva Totò ” anche il limite ha una pazienza”!

  6. Emilio Frasson
    Emilio Frasson Ottobre 23, 2019

    Tremonti con il suo Federalismo fiscale si era spinto ben avanti avendo previsto la partenza per 2014. Ricorderai che Berlusconi, nella fase ultima, aveva semplicemente cancellato il lavoro del suo miglior ministro. Non ricordo nessuna rimostranza da parte leghista. L’Autonomia è un cambiamento che passa per accordo tra parti avverse se no non passa e sono controproducenti i riferimenti alla “pazienza finita”. Seguiremo gli sviluppi. Lega faccia un’istanza al nuovo governo e cominciamo a discutere.

  7. adelmo pigaiani
    adelmo pigaiani Novembre 5, 2019

    Per semplificare io la penso cosi: se uno trova la morosa, e dopo regalie, carezze e insistenze, questa non gliela da, rimane solo due opzioni ; o sposarla o mandarla a fanculo.Quale viene preferita o è più conveniente?

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