Il bene dal male


Lettera Numero: 740

A volte il bene scaturisce anche dal male. E’ esperienza comune che da un evento negativo s’inneschino degli accadimenti che portano a qualcosa di positivo. Ciò vale anche per la politica.
Che un partito sulla cresta dell’onda qual’è la Lega venga di fatto annientato con una sentenza della magistratura è un male, perché in questo momento storico essa rappresenta il maggior numero di italiani, ne interpreta la volontà ed esercita un ruolo importante nella democrazia.
D’altra parte esistono le leggi. E anche se Salvini non ha alcuna responsabilità nelle malversazioni di denaro pubblico perpetrate da gestioni precedenti, è pur sempre il capo della Lega, della quale, assumendone il comando, ha assunto onori ed oneri. Un po’ come se uno compra una casa. Diventatone proprietario è tenuto a pagare le spese condominiali che non erano state pagate da chi gliel’ha venduta e se questi l’avesse ipotecata a garanzia di un prestito sarebbe il nuovo proprietario a dover pagare la banca per riscattare l’ipoteca. Dura lex, sed lex.
Insomma, anche se la Lega di oggi è ben diversa da quella di Bossi, sempre di Lega si tratta. Sarà molto difficile, se non impossibile, sottrarla al sequestro corrispondente ai 49 milioni che è accusata di aver sottratto allo stato, con tutte le intuibili conseguenze politiche del caso che ne causerebbero l’indebolimento in un momento cruciale.
Ecco allora la necessità di saper trarre il bene anche dal male. La via è quella di sciogliere subito la Lega e costituire un altro partito che includa anche Fdi e Fi. Insomma ricostruire il partito unico del centrodestra, questa volta però a guida Salvini. Sarebbe la quadratura del cerchio. La Lega eluderebbe il suo problema giudiziario e nel contempo si risolverebbe l’attuale spaccatura nel centrodestra che, stando all’ultimo sondaggio Swg supera il 50%. Tempistica: qualche mese, in tempo per stravincere alle europee del 2019 e magari anche le politiche anticipate.

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6 Commenti

  1. Emilio Frasson dice:

    Calma, Salvini ha approfittato del vuoto a destra e del vuoto, o quasi, a sinistra. Non mi stupirebbe affatto che sia il solito che vince il campionato a ferragosto.

    settembre 8, 2018
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  2. Alberto dice:

    Bella idea, in pratica significa dichiarare fallimento alla faccia dei creditori, lo Stato, e poi presentarsi con una nuova ragione sociale a voler governare lo Stato che si è frodato. Proprio una bella idea

    settembre 8, 2018
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  3. Roberto Gallo dice:

    Il treno sta per passare: accordo per un unico Centro DX e andare alle elezioni. Se vinciamo con una larga maggioranza, scardiniamo il CSM cioè il Male Assoluto, l’arma letale dei Comunisti. Altrimenti saremo sempre bloccati, in un modo o nell’altro, dalla Magistratura. Poi al MIUR per cacciare tutto il professorame sessantottino che impaluda la Scuola. Le banche? Basterà Banca d’Italia con un nuovo Governatore non “suggerito” dai soci – cioè le Banche – ma nominato dall’Esecutivo.
    “L’intelligenza non serve a nulla se non è accompagnata dalla perseveranza, da una fanatica risolutezza “.

    settembre 8, 2018
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  4. Giampaolo Elampini dice:

    Sono d’accordo col Senatore Danieli che “dura lex sed lex”, con una precisazione, che oggi, nella posizione forte che ha Salvini, è egli stesso il legislatore e dunque può cambiare la legge. Inoltre il popolo della Lega non vivrebbe una legge ad personam come un vulnus alla eguaglianza dei cittadini, ma come un giusto ristoro verso gli attacchi subiti dal partito da parte della magistratura. La mia opinione è che Salvini sia sotto attacco dei comunisti e della chiesa, ma mentre questi due enti hanno avuto anni per diffondersi come una metastasi nel corpo dello stato, Salvini è da poco al comando. Serve una soluzione radicale.

    settembre 10, 2018
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  5. Gaetano Morgante dice:

    La condanna che sta subendo la Lega è politica, non giudiziaria. Per entrare nel merito è come se La Margherita, quando fu derubata dal tesoriere Lusi per circa 16 milioni di euro, fosse stata condannata a restituire tutti i rimborsi elettorali ricevuti negli ultimi anni. Questo ovviamente non avvenne, perchè la Margherita era parte lesa, e quindi era il partito che era stato derubato dal tesoriere e di conseguenza i giudici si accanirono con Lusi e lo sbatterono in galera. Stranamente, con la Lega, per la prima volta i giudici cambiano radicalmente opinione, e invece di accanirsi solo con chi ha rubato, ovvero Bossi e Belsito, pensano di chiedere alla Lega di restituire tutti i contributi elettorali ricevuti negli anni precedenti il fatto, 49 milioni a fronte di un furto commesso da Bossi e Belsito per qualche centinaio di migliaia di euro. Assurdità pura, come assurdo è il messaggio che i media stanno veicolando, ovvero sembra che la Lega abbia percepito “illegalmente” 49 milioni di euro, mentre in realtà le spettavano in ragione dei voti ottenuti alle elezioni, ma il messaggio veicolato dai media sembra lasciare intendere che la Lega in qualche modo ha taroccato le carte in modo tale da percepire illecitamente 49 milioni che non le spettavano. Come dice giustamente Gallo, Il Csm va riconquistato per depurare le falangi comuniste arroccate dentro la magistratura, senza questo qualsiasi maggioranza di destra verrà eliminata per via giudiziaria. Per quanto riguarda la creazione di un partito unico tra Lega FDI e FI penso che al di la dei numeri vada considerato la qualità dei personaggi che entrerebbero in gioco. Sappiamo benissimo che in FI albergano i peggiori lestofanti e venduti della politica nazionale, un coacervo di prezzolati rappresentanti le lobbies peggiori del panorama economico finanziario, quindi se si parla di una unione tra FDI e Lega, ben venga, ma lasciamo che FI si estingua per morte del suo fondatore.

    settembre 11, 2018
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  6. silvio fontanini dice:

    Caro Paolo,
    come sai, in politica 35+4+12 ( e sarebbe già la sommatoria di tre dati sopravvalutati), non dà mai 51, perché ognuno dei tre partiti sommati, scontenterebbe una parte del proprio elettorato, che non lo voterebbe più, almeno nell’immediato, come invece servirebbe. Fra i tre partiti del centrodestra, il più restio ad immolarsi in una sigla unica è Forza Italia, che contiene filo-renziani, massoni ed appartenenti al PPE, oltre a tanta brava gente. Ci sarebbero poi da risolvere anche i pur legittimi interessi economici del Berlusca. Posto che altri sondaggi danno Fratelli d’Italia molto calata, rispetto alle ultime consultazioni ed ormai pari al partito della Bonino (fonte La 7 di ieri sera) , solo a FdI converrebbe chiedere la fusione con la Lega, trovando una nuova sigla comune, in modo da valorizzare la bravissima Giorgia Meloni. Questo prima delle prossime Europee. Con Forza Italia resti un semplice rapporto di collaborazione, in attesa della sua implosione.

    settembre 11, 2018
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