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IL GRANDE IMBROGLIO

Lettera Politica N. 653

L’art.70 della Costituzione recita: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”

Nove parole in tutto. Semplici e comprensibili da chiunque perché comprensibile da chiunque dev’essere la Costituzione, in quanto carta fondamentale della Repubblica di cui il popolo è sovrano e quindi deve essere consapevole di quali sono le regole base della nazione in cui vive. Addirittura, quando venne promulgata nel 1948, venne fatto obbligo a tutti i comuni d’Italia di tenerla affissa per un anno in modo che tutti potessero leggerla e recepirla.

Ecco invece il medesimo art. 70 come sarebbe se la riforma Renzi-Boschi fosse confermata.
«Art. 70. La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. L’esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all’articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti. I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. I Presidenti delle Camere decidono, d’intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei deputati».

Intanto si passa da 9 a 438 parole. E già questo dovrebbe far pensare che c’è qualcosa che non quadra dato che quantomeno stona con tutto il resto della Costituzione, scritto in maniera essenziale, concisa, chiara. E poi c’è il contenuto. Non occorre commento: si commenta da sé! Leggilo e se ci capisci qualcosa vota per il sì.
Ma se come tutti noi comuni mortali, compresi illustri professori di diritto costituizionale, non ci capisci niente, allora devi votare NO per impedire che il 4 dicembre passi IL GRANDE IMBROGLIO !

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9 Comments

  1. Francullo Domenico
    Francullo Domenico Ottobre 15, 2016

    Grande stima verso l’Amico Paolo Danieli, ma da un ex Senatore della Repubblica Italiana, il commento appare un po’ populista e alla “Salvini”.
    E’ evidente che cambiando i ruoli legislativi di Camera e Senato, 9 parole non potevano essere più esaustive. 6 passaggi parlamentari con votazione a maggioranza, secondo una logica matematica, dovrebbe voler dire che i rappresentanti del popolo hanno valutato positivamente il contenuto, quindi la maggioranza degli italiani. Se poi chi è eletto in parlamento non rappresenta i suoi elettori, allora gli italiani devono prestare maggiore attenzione quando votano.
    Io non sono un costituzionalista, ma all’interno delle modifiche ci sono moltissime cose utili e sicuramente migliorabili. Certo è che chi ha votato a favore in parlamento ed ora invita a votare per il NO, per prima cosa dovrebbe dimettersi. I lettori meditino anche su questo punto e poi decidano cosa segnare sulla scheda.

    • OfficinaAdmin
      OfficinaAdmin Ottobre 15, 2016

      Caro Nico, grazie per la stima peraltro ricambiata. Apparire “populista” non mi disturba. Anche se a questa parola il circo mediatico asservito al Pensiero Unico vuol dare un’accezione negativa, io sono convinto che stare dalla parte del popolo sia sempre meglio che stare dalla parte di coloro che si arricchiscono sulla sua pelle. E tu, che provieni come me da una radice che della lotta al liberal-capitalismo ed allo strapotere della finanza senza nome e senza volto ne ha fatto una bandiera, lo sai benissimo. Leggi a questo proposito un interessante saggio sul tema dell’amico prof. Marco Tarchi, uno dei massimi intellettuali italiani.
      Sul fatto che il Parlamento abbia approvato la riforma Renzi-Boschi c’è molto da dire: si tratta di un Parlamento delegittimato dalla Corte Costituzionale e per di più con una maggioranza formata da voltagabbana, eletti a destra e passati a sinistra. In ogni caso il metodo di approvare una riforma della Costituzione a colpi di maggioranza e con sedute notturne è inaccettabile. Io sono d’accordo che la Carta vada riformata. Ma per farlo ci vuole un’ampia condivisione perché è il regolamento della vita politica della nazione. L’ideale sarebbe un’Assemblea Costituente eletta con il sistema proporzionale puro in modo che vi siano rappresentate tutte le anime del paese.Farlo con forzature e trucchetti si ha il solo risultato che poi dovrà essere cambiata di nuovo.
      La verità è semplice. Quando le leggi sono contorte, incomprensibili, farraginose puzzano di trucco lontano un chilometro: Ricordano il “latinorum” dell’avv. Azzeccagarbugli, usato per imbrogliare meglio il popolo. Sono populista? Sì. Ma voto NO!

  2. Luca Rodella
    Luca Rodella Ottobre 15, 2016

    Gentile senatore Danieli, concordo pienamente sulla farraginosità dell’articolo di legge proposto. Tuttavia, questo è il risultato di uno/due anni di lavoro in cui il governo e le opposizioni hanno avuto modo di confrontarsi ampiamente. Evidentemente, questo è il massimo che può dare il nostro Parlamento e sperare che, votando no, si possa avere un articolo che venga incontro al comune sentire di noi cittadini è pura illusione.
    Rimane allora il dubbio che, a fronte di una proposta sicuramente deficitaria ma che pone come base una maggiore snellezza legislativa attraverso la riduzione del numero dei senatori come pure delle loro prebende e pensioni , si stia scatenando una “lobby” trasversale che, fingendo di opporsi agli specifici articoli (sia chiaro, non parlo di lei, che da anni svolge attività politica con assoluta trasparenza ed onesta), in realtà porta avanti interessi puramente “di casta”.
    Non vorrei apparire qualunquista e so bene che molti dei nostri politici sono preparati ed onesti, ma può negare che per molti altri la preparazione di base, il curriculum professionale, siano assolutamente carenti? Per ognuno di questi, vi è una pletora di giovani preparati e sottopagati che lavora al loro posto. Anche di alcuni rappresentanti veronesi, senza fare nomi, non riusciamo a ricordare apporti fattivi per la nostra città.
    Per questo, pur essendo d’accordo sull’analisi specifica dell’articolo , resta fortissima in me la voglia di sfruttare un’occasione, per quanto imperfetta, di “mandare a casa” (perdoni la forzatura) un numero consistente di parassiti.
    La ringrazio per l’opportunità che ho avuto di esprimere il mio pensiero ed anche per aver creato l’Officina, che leggo sempre con piacere per l’apporto culturale di persone che hanno ancora voglia di fare Politica con la P maiuscola.

    • Paolo Danieli
      Paolo Danieli Ottobre 31, 2016

      Gentilissimo sig. Rodella, leggo solo ora il suo garbato commento e le rispondo subito sperando che le mie parole giungano a destinazione. C’è da dire innanzitutto che la Costituzione non è una legge qualsiasi. ma “la legge” che regola la vita politica dell’Italia. Essa non va fatta con un confronto fra governo e opposizione come tutte le altre leggi, come lei dice che è stato fatto, ma attraverso un processo che coinvolga tutte le componenti del paese, proprio perché dev’essere “una legge” condivisa da tutti e non subita da una parte pur piccola. E’ esattamente il processo che è stato seguito nella scrittura della Carta vigente, che forse proprio in forza di questo metodo è tutt’ora vigente. Stravolgerla – non modificarla- con delle forzature come è stato fatto significa minare la convivenza civile del paese. Se poi aggiungiamo che il Parlamento che l’ha approvata è delegittimato dalla Corte Costituzionale che ne ha dichiarato illegittimo un terzo e dal fatto che i voti determinanti con cui Renzi ha fatto approvare la riforma sono di parlamentari eletti da una parte e poi passati dall’altra, mi dica lei quale credibilità ed autorevolezza essa può avere. Quanto poi al cambiamento, quello che c’è è solo per centralizzare nelle mani del governo quel poco di potere che ancora rimane nelle mani del popolo . E’ questa la ratio della riforma renziana fatta per conto di quei terzi che l’hanno insediato. Il resto è solo fumo negli occhi, come la finta chiusura del Senato ed i risparmi della politica.

  3. Leo Giannuzzi
    Leo Giannuzzi Ottobre 15, 2016

    come ormai noto a tutti l’attuale riforma della costituzione è l’ennesimo testo frutto di mille compromessi, ma e anche il frutto dell’assenteismo di tanti che continuano da anni a dire che vogliono cambiare, andare avanti, ma al momento opportuno si defilano o dicono NO! ad ogni tentativo di cambiamento. Sappiamo che il testo è uscito dal parlamento a colpi di maggioranza, non è l’eden, come non lo era la famosa “devolution” che avrebbe trasformato l’organizzazione scolastica e sanitaria, la polizia regionale e locale, in materie di esclusiva competenza regionale. Questa parte della riforma era chiesta con grande insistenza dalla Lega Nord, il principale alleato di Berlusconi all’epoca, ma il 61% disse no. Cosa vogliamo fare continuare a fare la guerra contro l’uomo al potere o vogliamo far sentire la nostra voce senza accodarci ai voleri dei politici che fanno solo i loro interessi personali e non gli frega niente di cambiare. questo testo non è quello che mi aspettavo ma voglio fortissimamente voglio dire SI con la mia testa e non voglio essere accomunato a quelli che per puri interessi di bottega e con altri fini dicono di votare NO.

    • OfficinaAdmin
      OfficinaAdmin Ottobre 15, 2016

      Il cambiamento giustificato semplicemente dall’esigenza di cambiare non è necessariamente un cambiamento in meglio. Mi ricorda molto quell’architetto che avendo avuto l’incarico di una signora di rinnovarle la casa, non riuscendo mai ad accontentarla perché ogni volta che le presentava un progetto lei diceva che voleva cambiare, cambiare, cambiare, decise di metterle la tazza del water in cucina!
      La devolution, che io ho votato, almeno aveva seguito un iter meno truffaldino, era stata frutto di un dibattito parlamentare molto più ampio, era stata approvata da una grande maggioranza, era chiara e trasferiva il potere vicino al popolo con la sussidiarietà. E’ stata bocciata al referendum. Ma ottenne la maggioranza in Lombardia e in Veneto! Guarda un po’ che caso! E invece con questa riforma di Renzi si centralizza tutto il potere a Roma. Vuole che le faccia un esempio, tanto per andare sul pratico? Le sanità di Veneto, Lombardia, Emilia e Toscana sono fra le migliori del mondo. Essendo competenze regionali sono gestite in loco dai rispettivi governi regionali. Roma non c’entra, per fortuna. La sanità della Calabria invece è una delle peggiori. Prova ne sia che dal sud arrivano a curarsi nelle suddette regioni un sacco di pazienti che non si fidano della loro organizzazione sanitaria. Ebbene, se passasse la riforma che lei dice di vuole approvare, i dirigenti delle Ulss o Asl verrebbero decisi a Roma, che in queste regioni virtuose potrebbe mandare a fare il Direttore Generale di qualche Asl uno di quei calabresi che hanno ridotto la sanità nelle condizioni in cui si trova da quelle parti. Sarebbe contento? Questo è uno degli effetti della riforma Renzi Boschi! Ci pensi!

  4. Marco Andreoli
    Marco Andreoli Ottobre 16, 2016

    Caro Paolo, che dire? È veramente una presa in giro. L’articolo 70 poteva essere cambiato come segue: da “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere” a “La funzione legislativa è esercitata dalla Camera dei Deputati”. Avremmo superato il bicameralismo abolendo il Senato, reso piu veloce l’azione del Legislatore, risparmiato molti soldi pubblici e dato un segnale vero ai tanti italiani in difficoltà. Sempre con soli 9 caratteri! Semplicissimo, si faceva in 5 minuti…e invece ci propinano questa specie di “Supercazzola” alla quale non si può fare altro che dire NO! Le riforme che vogliono gli italiani non sono queste, che si vergognino.

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