Il nuovo anno guarda alla Russia e all’America


Lettera Numero: 665

L’ultima parte del 2016 è stata funestata da avvenimenti che avranno ripercussioni sul nuovo anno. L’attentato di Berlino; la caduta dell’aereo militare russo con la scomparsa del magnifico coro dell’Armata Rossa, grave perdita per la musica mondiale; l’uccisione del tunisino responsabile dei morti di Berlino, cosa che ha confermato come l’Italia sia l’autostrada dei terroristi sono fatti che hanno funestato il finire dell’anno. Tuttavia nel 2016 sono accaduti anche fatti positivi: è cambiato il quadro internazionale con aspetti che apporteranno grosse novità. Ci basti ricordare la vittoria a sorpresa di Trump che ci ha evitato la terza guerra mondiale che avrebbe scatenato la Clinton; la quasi vittoria in Austria del Partito della Libertà di Hofer; il Brexit; la caduta di Renzi; l’avanzata in Europa dei movimenti anti EU. Altrove, abbiamo avuto la presa di Aleppo da parte delle forze governative appoggiate dalla Russia che è stato un grave colpo ai tagliagole islamici.
È evidente che con l’avvento di Trump cambierà la politica degli Stati Uniti. Il recente scambio di lettere fra lui e Putin è un indizio di quello che andrà a succedere dopo il 20 gennaio, quando Trump entrerà in carica. Fino ad allora sarà il periodo più pericoloso perché Obama, incapace di perdere con eleganza e prevedendo il cambiamento di politica, sta infilando tutta una serie di provvedimenti insensati tesi a rendere la vita difficile al nuovo presidente. L’UE, bolsa ed inetta, sfruttando il periodo di “sede vacante” nella politica americana, ha prolungato di sei mesi le sanzioni alla Russia, non rendendosi conto che dopo il 20 gennaio sia la politica americana, sia quella indotta della Nato, nei confronti della Russia cambieranno e qualcuno più veloce dei burosauri europei potrà approfittarne per stipulare con la Russia accordi commerciali separati. L’aquila bicipite con l’altra testa guarda a est e si è assicurata una preziosa fonte di macchinari e tecnologia dalla Cina e l’accordo russo-cinese porta sullo scacchiere internazionale un nuovo giocatore estremamente potente. A causa della politica di Obama la Russia è arrivata ai mari caldi con le basi che ha, e che probabilmente avrà, in Siria e con l’accordo russo-turco, che non è stato scalfito dall’uccisione del suo ambasciatore ad Ankara.
E’ di qualche giorno fa l’accordo fra il partito della Russia Unita di Putin e il Partito della Libertà austriaco di Hofer per uno scambio di informazioni ed addestramento dei quadri. Non dobbiamo dimenticare che in Bulgaria le elezioni hanno portato al potere un partito filo russo. Lo stesso dicasi per la Moldova. Della Crimea e del Donbass non c’è neanche da parlarne: sono già in pratica Russia. Con tutti questi movimenti Putin è riuscito a creare dei “cuscinetti” fra il suo paese e le nazioni UE sino ad oggi a lui ostili per le politiche idiote di Obama, della Merkel e del’ UE in genere. La guerra in Siria gli è servita per dimostrare al mondo il grado di modernità dei suoi armamenti e quindi di poterle vendere a qualche paese terzo, battendo la concorrenza americana. Non è stato senza sacrifici, se pensiamo all’abbattimento dell’aereo di linea sul Sinai e forse anche dell’ultimo Tupolev per il quale ci sono ancora dubbi. E’ idiota persistere nell’atteggiamento ostile che ci viene richiesto dall’UE verso un immenso paese che ci ha dimostrato amicizia e anche di essere un ottimo partner commerciale per la nostra economia.

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1 Commento

  1. Giovanni Saoncella dice:

    Chiedo scusa, non intendo commentare la lettera politica ma non so come fare per contattare il Direttivo de l’Officina.
    Vorrei avere alcune informazioni, a chi posso rivolgermi e come?

    gennaio 3, 2017
    Rispondi

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