Press "Enter" to skip to content

Il rilascio di Silvia Romano

Lettera Politica N. 821

L’ultimo romanzo scritto da Ian Fleming, dedicato a James Bond, s’intitola: “L’Uomo dalla Pistola d’Oro” e uscì otto mesi dopo la morte dell’autore, nel 1965. Questo libro inizia con il ritrovamento di 007, dopo che lo si era dato per morto. Era caduto in mano ai russi, che stranamente lo liberano. Quando si ripresenta davanti al suo capo, M, James Bond tenta di ucciderlo con una penna avvelenata. I russi gli avevano fatto il lavaggio del cervello.
Questa storia mi è tornata in mente vedendo Silvia Romano scendere dall’aereo. Se i russi avevano potuto fare il lavaggio del cervello a un duro come 007, cosa non si può fare a una ragazzina neolaureata, mandata allo sbaraglio in Africa? Con l’arma del panico, del dubbio e della solitudine, si può sconvolgere anche una mente preparata e ferma.
Una schiera di leoni da tastiera l’ha insultata, eppure è evidente che sta eseguendo un copione che gli è stato ficcato in testa. Inaccettabili sono anche le parole gioiose di certi musulmani italiani, che dovrebbe nettamente rigettare questa sua falsa conversione e trattarla per quello che è: il frutto bacato del suo terrore. Lo show messo in atto dal “Primo Raccomandato” e dal “Ministro degli Eteri” è stato vergognoso per il nostro Paese, una cosa mai vista prima.
Siamo certi che le hanno ordinato di vestirsi così, di professarsi musulmana e a parlare bene dei suoi carcerieri. Controllarla anche dopo il rilascio è facile, basta che le abbiano mostrato degli altri ostaggi e poi le avranno detto che se, dopo il rilascio, lei parlerà, gli taglieranno la gola. Oppure le hanno mostrato delle foto di sua madre mentre fa la spesa alla mattina, per farle sapere che non sarà sicura neppure a casa sua. Un loro referente in Italia può essere andato sotto a casa, aver seguito la madre e poi averla fotografata con il telefonino. Con tutti gli immigrati che abbiamo di origine somala, questo è uno scherzo da ragazzi.
La storia della conversione e dell’abito può solo essere un tentativo di difesa da lei messo in atto, o consciamente e inconsciamente, per proteggere sé stessa, i suoi familiari o altri ostaggi. Per questo va seguita da uno psichiatra e dai servizi segreti, e poi lasciata in pace.

3353 visite totali 3 visite oggi

Like
Like Love AhAh Wow Sigh Grrr
352

7 Comments

  1. Luigi Sona
    Luigi Sona Maggio 17, 2020

    È la verità

    • Anna Faccioli
      Anna Faccioli Maggio 19, 2020

      Verità sacrosanta. Condivido

  2. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Maggio 17, 2020

    Tutto vero quel che scrive Paratico. Un’analisi giusta e, se vogliamo, anche controcorrente. E questo riguarda il tema “a valle”, al ritorno, dopo la liberazione avvenuta dopo una trattativa ( ricordate le vispe Terese di qualche anno fa?) conclusa con un lauto riscatto pagato con soldi dei cittadini in un momento piuttosto difficile. Io vorrei invece considerare il problema “a monte”. Che cosa cazzo è andata a fare la “vispa Silvia” in Kenya, visto che non è né un medico, né un chirurgo, né infermiera, né un tecnico, né un ingegnere, né un veterinario e visto che non ha nessuna competenza specifica tale da giustificare la ragione logica di una sua presenza? La “vispa Silvia” se n’è andata lì per spirito d’avventura, per fare “qualcosa di umanitario” secondo i paradigmi della pseudo-cultura cosmopolita e pauperista, Cose inutili, anzi dannose, perché i problemi dell’Africa vanno risolti a livello politico ed in modo globale e non con inutili atti caritatevoli che servono solo ad incancrenire il male che affligge quel continente e a gratificare l’ego di chi le fa, auto-conferendosi una patente di bontà.

  3. Nico
    Nico Maggio 18, 2020

    Grande Paratico nella sua sintesi e nei suoi ormai famosi se non leggendari parallelismi tra finzione letteraria e realtà !

    Dice bene paratico che la ragazza dovrebbe essere seguita da psicologi e sevizi x aiutarla a rientrare da un trauma che sarà comunque indelebile! (Poveraccia!!)

    Concordo con quanto dice Paolo Danieli , ma che cavolo ci vanno a fare in questi paesi non avendo nessuna competenza se non per soddisfare spirito di avventura ed ego ?

    Ho molti amici anglosassoni che mandano i figli in Africa a fare un “gap year” per far allargare le menti e le esperienze ! Credo che siano esperienze sicuramente interessanti …… per soddisfare il proprio ego e spirito di avventura….ma pericolose !

    Nel mondo anglosassone il governo (almeno ufficialmente) non tratta con terroristi e non paga riscatti !
    Penso che solo ONG ben preparate tipo Emergency o medici senza frontiere possano avere dei protocolli di sicurezza tali da avere un senso in zone di guerra o comunque in contesti diffusi e solo a queste Si dovrebbe fare il permesso di poter operare .

  4. Emilio Frasson
    Emilio Frasson Maggio 18, 2020

    Articolo e commenti che condivido. Ex adverso.

  5. Emilio Frasson
    Emilio Frasson Maggio 18, 2020

    Una sola piccola precisazione. In Italia non abbiamo mai avuto attentati terroristici come in Francia, GB, Belgio, Germania ecc. ecc. Si spiega col fatto che, da sempre, abbiamo scelto la strada della salvezza dell’ostaggio o degli ostaggi (se era una nave!) e abbiamo sempre pagato in moneta contante. La scelta, alla fine si è mostrata opportuna.

  6. stelvio dal piaz
    stelvio dal piaz Maggio 18, 2020

    da sempre NOI italioti paghiamo i terroristi e i vari burattini che sono al governo e all’opposizione svolgono il ruolo assegnato loro dai padroni del mondo !

Rispondi a Anna Faccioli Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *