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IL VENETO E LE SANZIONI ALLA RUSSIA

Lettera Politica N. 634

E’ stato il Veneto l’unica regione a prendere posizione contro le sanzioni alla Russia. Forse perché è la più danneggiata. O forse perché è la regione che più riesce a elaborare posizioni politiche autonome. Pur non avendo l’autonomia. Quell’autonomia che rivendica e chiede da trent’anni. Solo il Veneto in Italia si è dissociato dalla politica del governo di Renzi che ha accettato supinamente la decisione delle sanzioni alla Russia presa a Bruxelles.

Con una mozione del consigliere veronese Stefano Valdegamberi (centrodestra), approvata a larga maggioranza, il Consiglio Regionale Veneto ha invitato il governo italiano “a condannare la politica internazionale dell’Unione europea nei confronti della Crimea, fortemente discriminante ed ingiusta sotto il profilo dei principi del Diritto Internazionale, chiedendo di riconoscere la volontà espressa dal Parlamento di Crimea e dal popolo mediante un referendum”.
Inoltre ha chiesto “l’immediato ritiro delle inutili sanzioni alla Russia che stanno comportando gravi conseguenze all’economia del Veneto, i cui effetti sono destinati ad essere irreversibili e duraturi nel tempo”.

Si tratta di una presa di posizione più pesante di quel che sembra. Essa tocca tre livelli:

livello istituzionale: la risoluzione va dritta contro la riforma costituzionale di Renzi che vuol distruggere qualsiasi tipo di autonomia regionale. Il Veneto con la sua presa di posizione rivendica il diritto di operare scelte di politica estera, affermando così il principio dell’autonomia contro quello del centralismo perseguito da Renzi.

livello dei principi: riconoscendo la scelta dei cittadini della Crimea di stare con la Russia il Veneto prende posizione per il principio dell’autodeterminazione dei popoli. Principio che, se vale per la Crimea, deve valere anche per il Veneto.

livello economico: la presa di posizione contro le sanzioni alla Russia dissocia la posizione del Veneto da quella del governo italiano e dell’Unione Europea e afferma il rifiuto di sopportare danni economici per conto terzi per motivi estranei agli interessi del Veneto.

Il blocco, da parte della Russia, delle importazioni di frutta e verdura o di mobili, come risposta all’embargo cui è stata fatta oggetto dall’Europa, ha prodotto danni enormi all’agricoltura ed all’artigianato veneto in termini di fatturato e posti di lavoro. Nella sostanza gli imprenditori ed i lavoratori veneti, già provati dalla crisi, stanno pagando di tasca loro delle decisioni prese da altri ed altrove per questioni loro completamente estranee ed hanno toccato con mano come la subalternità dell’Italia agli interessi altrui sia il problema principale, la causa prima della crisi.
Le normative europee che ci costringono sempre ad inutili, nuovi, costosi adempimenti; le politiche monetarie decise dalle centrali dell’alta finanza; le scelte sbagliate in Africa e con mondo arabo; l’immigrazione incontrollata, come le sanzioni alla Russia sono altrettanti esempi dell’inadeguatezza dei nostri governanti a tutelare i nostri interessi.
E allora ben venga la risoluzione del Consiglio Regionale Veneto: visto che non ci tutelate voi, ci tuteliamo da soli.

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3 Comments

  1. paolo
    paolo Giugno 7, 2016

    A me, che seguo le vicende estere, preoccupa più l’America che la Russia per il suo spasmodico desiderio di ” migliorare il mondo ” a scapito delle identità nazionali. Infatti la NATO stà facendo esercitazioni militari al confine russo con 31.000 uomini come prova di forza mentre a me non risulta nulla fatto al contrario . Abbiamo un patrimonio NOI immenso !!!
    Gli americani hanno il Mc Donald e le Banche e gli OGM !!!!
    Berlusconi aprendosi a est non aveva sbagliato e noi oggi avremmo forse qualche alternativa in più che l’obbedienza supina. !!!!

  2. Saoncella Giovanni
    Saoncella Giovanni Giugno 9, 2016

    L’ostracismo dell’Unione Europea nei confronti della Russia per la “questione Crimea” suscita non poche perplessità (non entro nel merito del comportamento di Renzi, ho l’impressione che il “Menestrello fiorentino” non sappia nemmeno di cosa si parli); sicuramente l’opzione referendaria appare la più logica e condivisibile ma se accostiamo questa al principio di autodeterminazione dei popoli, dobbiamo anche definire, in modo univoco, il significato del termine popolo.
    Sul vocabolario Treccani ai lemmi popolo e popolazione troviamo un insieme di spiegazioni che ci autorizzano a definire popolazione sia la comunità Cimbra della nostra Lessinia sia tutti gli abitanti dell’intera Africa.
    Ben più interessante, a mio avviso, è l’aspetto economico legato alla questione.
    Lamentiamo (per il Veneto, nella fattispecie) la perdita di fatturato e di posti di lavoro ma quello che la Russia non importa più dal Veneto lo importerà sicuramente da qualche altra parte ed io non credo che gli abitanti di “qualche altra parte” si lamentino! ed i clienti di “qualche altra parte” non più (o solo parzialmente) riforniti perché questa esporta ora anche in Russia, cercheranno ciò che a loro serve … da qualche altra parte, magari in Veneto! Il mercato non è un’entità statica (per fortuna) ma dinamica ed io credo che non si debba subire ma si debba creare!
    Altro discorso è dover prendere atto che problematiche del genere sono, troppo spesso, generate dall’incapacità e dall’incompetenza dei nostri governanti (a tutti i livelli) e ciò rappresenta un grosso ostacolo che, per quanto detto appena sopra, lo dobbiamo risolvere noi elettori. Se siamo consapevoli che l’attuale nostro “popolo politico” non può darci di meglio, perché non cerchiamo qualcuno … da qualche altra parte?

  3. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Giugno 9, 2016

    Le considerazioni di Saoncella sono serie e per molti versi condivisibili. Nella vicenda sanzioni si legano diversi aspetti. Due in particolare mi stanno cuore. Il primo è la posizione internazionale presa dal Veneto. Io non la interpreto come una scelta di campo, ma come una doverosa tutela degli interessi dei cittadini che il Consiglio Regionale rappresenta. Non essere d’accordo con le sanzioni alla Russia non significa essere contro l’America, mettere in discussione un posizionamento internazionale dell’Italia, un rapporto di amicizia con il popolo americano che dura fin dal tempo del “piano Marshall”. Vuole semplicemente dire che non si condivide la scelta Usa e Ue delle sanzioni.
    Il secondo riguarda il concetto di popolo. Ed è qui che giocano sempre coloro che si oppongono all’autodeterminazione. A parole accettano il principio dell’autodeterminazione dei popoli, ma poi negano la qualifica di popolo a chi la chiede. E così il principio va a farsi benedire. Popolo è una popolazione con origini, cultura, storia, interessi e soprattutto che è consapevole di un destino comune. Se viene meno questa consapevolezza il popolo non esiste più. Quello veneto è un popolo perché ha tutte queste caratteristiche. Forse, a ben guardare e alla luce di queste considerazioni, sono più “popolo” i Veneti degli Italiani.

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