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Immigrazione: Atto Primo

Lettera Politica N. 603

La notizia del giorno è la drammatica foto che presenta al mondo un bambino siriano esanime sulla spiaggia, e come nelle migliori commedie drammaturgiche il protagonista non può che suscitare clamore e costernazione per l’epilogo nefasto. E’ una foto troppo ghiotta per la propaganda mass-mediatica che cerca di pilotare le coscienze, perché è una foto che non può trovare disaccordo. E così inizia nel pubblico teatro la commedia drammatica, teatro dove il bambino innocente è involontariamente il protagonista, il cui testo è scritto dai media e la regia data alla politica commediante e pullulante di attori da tragedia greca.

Obiettivo della commedia è suscitare nel pubblico imbevuto di opulenza qualche emozione compassionevole e pietista, in modo da muovere l’opinione pubblica verso precise scelte politiche. E’ la propaganda che esalta la morte per ubriacare le coscienze e distogliere l’attenzione dal vero problema: la guerra e chi ne ha responsabilità! Con le crude immagini di un bambino morto si vuole far sentire il senso di colpa alle popolazioni che faticano ad accogliere un flusso enorme di migranti incentrando l’attenzione solamente sul versante dell’accoglienza e distogliendola invece dalle domande che sono causa di quella morte: chi ha causato la guerra in quelle terre? Chi c’è veramente nella cabina di regia che ha voluto premere il pulsante rosso e sganciare le bombe su Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, Egitto, Tunisia?

Chi, nel nome dell’expo-democrazia esportava armi e riforniva le milizie dell’utopistica “primavera araba” salvo poi accorgersi di aver fatto esplodere una polveriera? Per questo motivo, osservare la foto di quel bambino esanime sulla spiaggia, non mi suscita alcuna emozione. E non perché la morte di un innocente mi sia indifferente, anzi!

Piuttosto l’apatia è per l’ipocrisia che si cela dietro a quella morte, che fa piene le stanze dei bottoni di sciacalli ed avvoltoi pronti a versare lacrime su quel bambino per gonfiare lo share per qualche ora, ma clamorosamente silenti sullo scandalo planetario dell’aborto e presunte compra-vendite di organi prelevati dai feti appositamente abortiti.

Ma vengo al problema dell’immigrazione, e alle questioni politiche che esso porta. Com’è possibile, se è possibile, conciliare accoglienza con sicurezza? Com’è possibile, se è possibile, governare il fenomeno immigratorio senzaledere l’inalienabile dignità umana di ciascuna persona? Queste sono domande sì etiche, ma che abbisognano di una risposta politica; e allora pongo la domanda più grave: la politica attuale, sia italiana che europea ed internazionale, è davvero capace di essere Politica? La mia risposta attualmente è no.

E rispondo negativamente soprattutto guardando a questa Europa, riempita di scartoffie burocratiche e fondata sul relativismo, profondamente allergica a riconoscere le proprie radici morali, religiose, culturali con un perenne senso di colpa per ciò che è stata. E’ l’Europa nichilista che uccidendo Dio sta uccidendo sé stessa.

Fin qui l’atto primo della contro-commedia…

…continua…

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