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In balia delle banche

Lettera Politica N. 818

E adesso come la mettiamo con l’ideologia dominante del globalismo e della libera circolazione delle persone e delle cose?
Ci avevano raccontato che il mondo era un villaggio globale, senza confini, dove gli esseri umani si devono mescolare per arrivare ad un pianeta unificato sotto un governo mondiale; che le nazioni e le sovranità andavano sostituite dagli organismi internazionali; che i corpi intermedi della società, famiglia compresa, erano vecchi arnesi da buttare in nome del relativismo e dell’individualismo.
Poi è arrivato il coronavirus.
Del villaggio globale è rimasta solo la velocità con cui il covid-19 è dilagato. Per il resto gli stati hanno chiuso le frontiere e ognuno ha fatto per sé. Vietato perfino lo spostamento da un comune all’altro. Gli “organismi internazionali”, dall’OMS all’UE si sono rivelati un fallimento. Con la gente costretta a stare a casa la famiglia è tornata centrale.
Il reale ha preso di colpo il sopravvento sulle mistificazioni del Pensiero Unico. Solidarietà, ordine, disciplina, coraggio, sacrificio sono stati riportati al vertice della scala di valori della gente. Il medico che cura il malato rischiando vita è diventato la star al posto del cantante o del calciatore.
Tutti adesso aspettano la riapertura, ma non sarà ritorno alla normalità. In ogni senso.
La crisi sarà devastante e i Poteri Forti faranno di tutto per continuare come prima, per preservare il sistema che garantisce i loro interessi sulla pelle dei popoli. Le prime avvisaglie ci sono già, visto che il denaro, invece di essere messo nelle tasche dei cittadini per innescare la ripresa, viene dato in prestito. D’altra parte, come dice Nuccio Carrara, in un sistema fondato sulle banche anziché sul lavoro e sulla sovranità monetaria ed economica dello Stato, solo il prestito bancario può “salvarci”. E l’usuraio non vede l’ora di poterci “aiutare”, ma alle sue condizioni. Diceva Ezra Pound cheuno Stato che non s’indebita fa rabbia agli usurai”, e i nostri governanti ci tengono a non farli arrabbiare…

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8 Comments

  1. Daniela Ruotolo
    Daniela Ruotolo Aprile 28, 2020

    Condivido pienamente. Purtroppo per ribellarsi ci vuole anche il coraggio di pensare con la propria testa invece di uniformarsi al Pensiero Unico dilagante in TV… ma di teste auto-pensanti, ahimè, ne vedo davvero poche

  2. Gaetano Morgante
    Gaetano Morgante Aprile 28, 2020

    Quanta verità, però oltre a questo vi possono essere altre cause e altri effetti che potrebbero accentuare e velocizzare il processo globalista. Pensiamo per un momento allo stato della UE antecedente al coronavirus. La Francia aveva enormi problemi economici e di ordine sociale, era in atto una mezza rivoluzione, la Le Pen stava incrementando i consensi, Macron, garante globalista vedeva i suoi consensi scendere ai minimi termini; In Germania l’economia era in recessione, il modello globalista basato sulle esportazioni era stato messo in crisi da Trump con i dazi sulle importazioni cinesi e la Cina a sua volta ha diminuito gli acquisti di macchinari e impianti dalla Germania. In Italia la situazione è nota, quasi recessione ormai ventennale, governo inesistente in tutti i fronti, forze sovraniste in assedio continuo. Il modello globalista stava per franare e con esso gli interessi delle multinazionali che ne sono gli artefici e i sostenitori. La Cina rappresenta il globalismo, la culla del dumping salariale con cui si è arricchita impoverendo il mondo occidentale, sa che se implode l’Europa globalista a guida tedesca per lei si spalanca una recessione con conseguenze pericolose per la stabilità del sistema politico cinese. Diventa prioritario stabilizzare l’Europa a guida tedesca aumentando il controllo di Bruxelles sugli stati europei, occorre arrivare in fretta ad uno Stato Federale Europeo prima che altri Stati escano dalla UE facendo crollare il progetto globalista su cui si regge la Germania e la Cina. A questo punto arriva il coronavirus, che all’inizio voci autorevoli fanno originare da un laboratorio franco/cinese situato a Wuhan, voci che poi vengono smentite, poi riconfermate, poi smentite, poi arrivano le voci relative al fatto che il virus sia stato modificato, poi smentite, poi riconfermate. Intanto il virus fa la sua strada, i dati cinesi sul contagio vengono divulgati compresi quelli relativi alle categorie delle persone a rischio in quanto maggiormente soggette a complicazioni. L’Italia invece di mettere in sicurezza le categorie a rischio si attarda inspiegabilmente, e poi, dopo ampio contagio avvenuto, chiude tutto, non solo le categorie a rischio lasciando il sistema produttivo e commerciale aperto, decide la chiusura totale consapevole dell’immenso danno economico e della mancanza di risorse per porvi rimedio. Conte sa che dovrà andare a chiedere l’elemosina alla UE, perché abbiamo perso la nostra sovranità monetaria e i soldi arrivano dalla BCE se la Merkel la autorizza, altrimenti niente spiccioli. La Francia, nelle stesse condizioni si accoda all’Italia e alla Spagna nella questua alla corte della regina Merkel, la quale senza troppi tentennamenti dice che la Germania siccome ha un debito pubblico basso stamperà moneta all’infinito per sostenere la sua economia e invece gli altri paesi al massimo possono chiedere di attivare il MES per avere quattro spiccioli rispetto a quanto necessario. Davanti all’insistenza di Francia, Spagna e Italia i tedeschi propongono altri sistemi di finanziamento e alla fine però, si comincia a sostenere che davanti all’enorme entità di denaro necessario diventa indispensabile procedere con una unione fiscale europea per armonizzare i vari sistemi fiscali e garantire la UE del rientro dei capitali erogati. Una volta attuata l’unione fiscale i soldi delle imposte finiranno a Francoforte e nei vari Paesi ritornerà la quantità di gettito che stabilirà la Germania. A questo punto il cappio è teso e il passo successivo è l’abolizione dei parlamenti nazionali con l’implementazione di quello europeo dei poteri necessari e l’adozione di un codice civile e penale unico per tutti: fine dei nazionalismi, inizio dell’impero tedesco camuffato da Stato Federale Europeo.

  3. Alberto
    Alberto Aprile 28, 2020

    Grazie Paolo.

  4. Emilio Frasson
    Emilio Frasson Aprile 28, 2020

    Ma siete sicuri di quello che scrivete? Coronavirus è la quintessenza del globale. E globale non è controvertibile. Non è ideologia. Non è una malvagia ideazione dei poteri forti (ma allora ci sono anche quelli deboli, vi riguardano?). Giusto sta settimana EU ha mostrato che c’è e Angela Merkel in un memorabile discorso al Parlamento tedesco, tra altro, ha detto che EU non torna indietro. Salvo che alcuno, che so, casualmente Salvini, non voglia finire in Argentina o Venezuela dove sono ritornate le morti per fame.
    Non mi aspettavo questa regressione completamente fuori tempo.

  5. OfficinaAdmin
    OfficinaAdmin Aprile 28, 2020

    Ma Lei, caro Frasson, crede che il meccanismo dell’indebitamento sia un bene? Lei è convinto che l’Ue voglia veramente aiutare l’Italia? 700 Mld per 27 paesi…A Bruxelles basta tenerla per le palle, quindi viva, con quel minimo vitale che le consente di esserlo, perché senza l’Italia, dopo brexit, crollerebbe tutta la costruzione. Il tema invece è che il denaro non appartiene alle banche, ma al popolo che crea la ricchezza e in un’emergenza del genere andrebbe semplicemente dato a fondo perduto. Meglio se si potesse stampare. L’inflazione? Certo, arriverebbe. Ma sempre meglio della recessione e della deflazione. La questione è essenzialmente ideologica: se la sovranità appartiene al popolo ad esso deve appartenere anche la sovranità monetaria, indispensabile per esercitare la prima. E’ una regressione? Dipende dai punti di vista. Per noi è logica pura.

  6. stelvio dal piaz
    stelvio dal piaz Aprile 28, 2020

    quando si parla di denaro realizzato dal nulla e dato a strozzo occorre rispondere con il mitra – stelvio

  7. Emilio Frasson
    Emilio Frasson Aprile 30, 2020

    L’articolo parlava di globalismo come ideologia, alle ultime righe citava Erza Pound : “uno Stato che non s’indebita fa rabbia agli usurai”. Tra l’inizio e la fine c’è un salto. Nei commenti si parla di altro. Scrivo qualche commento su questo sito perché seguo un mio personale apologo che supera Menenio Agrippa: destra e sinistra sono come le gambe, di dx e sin appunto. Per camminare una va avanti, in trazione l’altra sta dietro in spinta poi il lavoro si inverte. Ho scritto quanto sopra per giustificarmi. Prendo atto che di globale non discutete. La moneta non è del popolo, era del Principe che coniava e che tratteneva per se una parte. Col tempo è diventata dello Stato che è una realtà molto più completa e complessa del Popolo. Ora ci sono monete non più dello Stato, così dette virtuali. Ma le stesse monete statali stanno diventando virtuali. Infine il debito segna la dispendenza del debitore nei confronti del creditore. Sempre.

  8. OfficinaAdmin
    OfficinaAdmin Maggio 1, 2020

    La ringraziamo, caro Frasson, non solo della lettura della Lettera politica ma anche dei commenti sempre intelligenti. Per quel che riguarda la moneta essa non può che appartenere al popolo e a nessun altro. Nel dopoguerra a Bretton Woods gli USA, vincitori del conflitto, imposero un sistema internazionale impostato sul dollaro e sulla sua convertibilità in oro. Dopo 30 anni tale convertibilità venne denunciata dagli stessi americani e la moneta anziché rappresentare l’oro depositato nella casse dello stato divenne la rappresentazione della ricchezza degli stati che la emettevano. Poiché tale ricchezza è data da vari fattori, ma soprattutto dalla capacità produttiva di quel paese, oltre che dalle proprietà e dai risparmi dei suoi cittadini, va da sé che la moneta non è altro che il certificato della ricchezza e della produttività del popolo che la produce. Quindi è proprietà del popolo.Tutto il resto fa parte di un grande inganno

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