La casa di Giulietta


Lettera Numero: 139

Inutile far finta di non saperlo. Verona è conosciuta nel mondo per due cose: l’Arena e Giulietta e Romeo. E’ un dato di fatto. Nè l’una né l’altra l’hanno fatta i veronesi.
L’Arena l’hanno fatta i romani, quelli antichi. Anche se poi i veronesi c’hanno messo “del suo” re-inventandosela tempio della lirica, il più grande del mondo. Fatto questo che l’ha resa ancora più famosa e che costituisce un enorme richiamo per il turismo.
Giulietta e Romeo se li è inventati Shakespeare, un inglese di successo che ha diffuso il loro mito in tutto il  mondo, ragion per cui Verona è meta di turisti da ogni dove che vengono a vedere dove vivevano i due amanti. Immagine simbolo dei due è il balcone di Giulietta, dove Romeo si arrampicava per raggiungere “de scondon” la sua amata. La folla di turisti che si recano a visitare la casa di Giulietta è diventata un problema la cui soluzione non può più essere rimandata. Davanti al cancello dal quale si accede al cortile di casa Capuleti ( in realtà il cognome della ragazza sarebbe stato Cappelletti, molto diffuso a Verona, storpiato poi in Capuleti dalla pronuncia inglese ) c’è ormai stabile una folla che intasa il passaggio di via Cappello creando disagi al passaggio pedonale e ai negozi.
Due le soluzioni proposte. Una prevede che l’entrata e l’uscita dei visitatori rimangano in via Cappello. L’altra prevede l’entrata da piazzetta Navona, attraverso il teatro Nuovo e l’uscita da via Cappello, comprendente uno spettacolo permanente in lingua inglese che fa rivivere ai turisti la tragedia dei due giovani veronesi.
Con questa soluzione sarebbe deviato in piazzetta Navona, adiacente alla più ampia piazza Viviani (per i vecchi veronesi piazza delle Poste) il flusso dei visitatori, mentre in via Cappello transiterebbero quelli che escono, evitando così l’ingorgo umano attuale.
Si tratta in ogni caso di due progetti offerti da due società private che puntano ad un grosso business, a spanne stimabile in un incasso annuo di 5 e più milioni di euro. Proprio per questo è auspicabile che la linea del Comune di Verona sia quella di far prevalere l’interesse pubblico su quello privato, dato che il mito di Giulietta è patrimonio di tutti i veronesi.

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