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La causa rimossa

Lettera Politica N. 787

L’immigrazione, la tratta degli scafisti, le Ong, le prediche del Papa, il dibattito fra chi vuole accogliere tutti e chi esige il rispetto dei confini e delle leggi sono il pane quotidiano dei media. Politici, giornalisti, sociologi, economisti, preti e tuttologi sono in servizio permanente effettivo nei talk-show, sui social e sui giornali a parlare dell’immigrazione in ogni sua sfaccettatura. Chiacchierano di tutto, meno che della causa.
Si guardano bene dall’andare alla radice del problema che è l’Africa, trattata come se fosse solo una costa da cui partire. Ma è dell’Africa che bisogna parlare se si vuol risolvere il problema. Perché nessuno ne parla? Perché nessuno dice quali sono le cause dell’immigrazione?
Non è un caso che il cuore del problema venga sistematicamente eluso. Non diciamo che ci sia una regia, ma c’è una volontà più o meno consapevole di evitare di parlarne, perché farlo condurrebbe inevitabilmente a mettere sotto accusa l’establishment culturale ed economico dominante.
Parlare dell’Africa significherebbe ammettere che quegli stati disegnati sulla carta geografica dopo la decolonizzazione non sono in grado di fare da soli. Parlare dell’Africa vorrebbe dire mettere in discussione la decolonizzazione stessa, mettere sotto accusa il neo-colonialismo delle multinazionali, scoperchiare il gioco ipocrita degli aiuti internazionali e il business sulla pelle degli africani. Parlare dell’Africa significherebbe ammettere che certi paesi sono governati da bande di criminali, che la democrazia da quelle parti è un miraggio.
Parlare dell’Africa costringerebbe anche a proporre delle soluzioni. Meglio allora soffermarsi sull’ultimo pezzetto del problema.
Anche perché la soluzione è una sola: la presa in carico del continente da parte degli stati G20 che, sotto controllo internazionale, con potere politico e obbligo di garantire i bisogni primari in cambio dello sfruttamento condiviso delle risorse – perché da che mondo è moando nessuno non fa niente per nienteaccompagnino quelle popolazioni fino a che non siano in grado di gestirsi autonomamente.
Un colonialismo del 21°secolo? E se anche fosse? Purché orientato al bene degli africani e a risolvere alla radice il problema immigrazione.

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6 Comments

  1. stelvio dal piaz
    stelvio dal piaz Settembre 26, 2019

    l’a cosiddetta europa costruita a tavolino non è in grado di fare alcuna proposta intelligente. ma cosi hanno voluto i predatori anglosassoni-sionisti che gestiscono l’unione europea.

  2. Gaetano Morgante
    Gaetano Morgante Settembre 26, 2019

    L’Africa è sempre stata solo oggetto di sfruttamento, e anche adesso, nonostante i tanti bei discorsi, la Francia sta continuando a spremere gli africani come faceva 70 anni fa. L’ondata migratoria è figlia di quella povertà e del disastro demografico che si sta portando dietro. Il forte incremento demografico africano comporta un costante aumento dei migranti verso l’Europa e questo può portarci velocemente ad un disastro economico e sociale. Ma non c’è solo l’Africa a impensierire il nostro futuro in quanto i migranti provenienti dall’Asia sono in continua espansione sempre per un problema demografico e di risorse. L’Europa deve diventare sempre più una fortezza inespugnabile oppure diventerà un enorme Slum dove degrado umano, sociale ed economico la faranno da padroni. L’unica soluzione per l’Europa, ma anche per il nostro pianeta è un rigoroso controllo demografico che mantenga inalterata la popolazione umana, viceversa non ci sarà piano di sviluppo in grado di dar da mangiare e una vita dignitosa a 20 o 30 miliardi di persone.

  3. Roberto Gallo
    Roberto Gallo Settembre 26, 2019

    L’Africa è solo un mezzo e non un fine umanitario. Dell’Africa non interessa niente a nessuno; altrimenti le decine di miliardi andati “in Africa”, per decenni, avrebbero creato una situazione ben diversa. Basti citare, tra i molti esempi, la predazione finanziaria del CFA, il Franco francese coloniale (in Senegal un barattolo di Nutella costa 10 euro; uno shampoo Pantene 4,50 euro). Gli USA, con la scusa di portare la “democrazia” ha fatto dissolvere i colonialismi europei per sostituirli con la loro colonizzazione finanziaria e con le multinazionali stelle&strisce dell’oro, del legname, delle materie prime …
    L’Africa è lo strumento per creare un nuovo assetto planetario nel quale gli europei sono destinati – secondo gli artefici – a scomparire come Popoli, per trasformare lo Stato, in spazio abitato, e il popolo, in popolazione (la Merkel non dice mai Popolo ma popolazione). Non occorre essere troppo colti o curiosi per trovare una marea di libri e documenti che indicavano quale sarebbe stato il tragitto politico dell’Europa con la fine della WW2 che non fu una guerra ma uno scontro tra Civiltà a venire.
    In questo quadro si inserisce la Chiesa Conciliare, vero punto di svolta del ruolo “politico” del Vaticano, asservita agli interessi giudeo-massonici (chi si sente offeso o piccato dal termine giudeo-massonico, consiglio sempre la lettura, tra i molti, di Don Luigi Villa) che, con Bergoglio, i Gesuiti stanno perseguendo lancia in resta.
    In questo crogiolo di finto umanitarismo i fankazzisti della SX hanno trovato un pascolo infinito, costituito dalle ONG totalmente fuori controllo, sia giuridico che economico. Chi sono? I fankazzisti della SX, i cd. “creativi”,gli stanziali del posto fisso che oggi piu’ che mai si sono saldati con il cattolicume assistenziale – non spirituale – nell’interpretazione marxista del messaggio cristiano. Masse di sbandati da tenere occupati con grandi eventi messianici, dal riscatto degli africani al sogno prometeico di far piovere o riscaldare, al seguito della inquietante pifferaia svedese, ultimo mostro della produzione massmediatica. Ci salveremo: certo, non ho dubbi!

  4. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Settembre 27, 2019

    Condivido questi commenti, tutti di alto livello. La conclusione, purtroppo, è una sola: stiamo toccando con mano gli effetti dell’esito della 2^ guerra mondiale. O L’Europa si sveglia e si ribella al destino che le hanno assegnato i membri dell’oligarchia che gestisce la finanza mondialista, o non sarà più. Europa fortezza, dice Gaetano Morgante. Vero. Dobbiamo prendere esempio da…Israele. A prescindere dalla questione palestinese sulla quale adesso è inutile addentrarci, quello sì che è uno stato con la piena consapevolezza della propria identità e la determinazione a difendere la sue integrità. Che provi qualche scafista ad avvicinarsi alle sue coste, verrebbe accolto da delle democratiche mitragliate

  5. I.Palli
    I.Palli Settembre 27, 2019

    I negri hanno un Quoziente Intellettivo tra 56 e 85, il problema dell’Africa è tutto li, infatti leggo che una soluzione sarebbe “l’insegnante di sostegno”, un “tutore”: il “G20”, per il “bene degli africani”.
    Temo che invece sarà la Cina a colonizzare l’Africa e conoscendo la mentalità cinese, non credo che rimarranno molti negri, dopo.

  6. […] L’immigrazione, la tratta degli scafisti, le Ong, le prediche del Papa, il dibattito fra chi vuole accogliere tutti e chi esige il rispetto dei confini e delle leggi sono il pane quotidiano dei media. Politici, giornalisti, sociologi, economisti, preti e tuttologi sono in servizio permanente effettivo nei talk-show, sui social e sui giornali a parlare dell’immigrazione in ogni sua sfaccettatura. Chiacchierano di tutto, meno che della causa. http://www.lofficina.org/la-causa-rimossa […]

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