LA CITTA’ PULITA E’ PIU’ BELLA


Lettera Numero: 141

La città pulita è più bella“: era lo slogan che stava scritto sui primi cestini porta-rifiuti comparsi nella Verona degli anni ’50. Gli amministratori di allora, dei bravi democristiani, non erano affiancati  dagli esperti di comunicazione che ci sono adesso, ma lo slogan per marcare la campagna di educazione civica per indurre i cittadini a non gettare per terra cartacce, sigarette e quant’altro era stata senza dubbio azzeccata. Azzeccata nella sua brevità. Azzeccata per il suo significato che, forse senza nemmeno volerlo, andava a coniugare il concetto di pulizia con quello di bellezza. E Verona, che è già particolarmente bella, pulita lo è ancora di più. E’ questo l’idea che suggeriva lo slogan a livello subliminale. La città pulita ci fa vivere meglio, ci fa godere di più il nostro paesaggio urbano, attrae più turisti e, come tutti sanno, più turisti arrivano più soldi arrivano e questo va bene per tutti.  Insomma, uno slogan che era tutto un programma.
La scritta in vernice bianca la si poteva leggere su quei primi cestini verdi di latta che venivano imbullonati sui pali esistenti o su appositi supporti fissati agli angoli delle strade. Allora la raccolta differenziata non si sapeva ancora che cosa fosse. Nè c’erano i cassonetti, comparsi solo a metà anni ’70. La raccolta dei rifiuti era manuale.  Gli spazzini, con le loro divise grigie,  giravano con delle grandi scope su dei tricicli recanti sul davanti due grandi bidoni di alluminio, le “sgauie” le andavano a prendere casa per casa con un grosso e resistente sacco che poi depositavano in uno dei tombini di ghisa che c’erano in ogni strada. Poi arrivava il camion che faceva il giro e li raccoglieva. Altri camion, muniti di grandi spruzzatori sul muso, giravano prima dell’alba a lavare le strade anche se ancora non si sapeva che esistessero le “polveri sottili”.
Oggi è tutto meccanizzato, differenziato (quasi), razionalizzato. Ma allora perché per terra c’è sporco? Perché i veronesi non sono più bravi come quelli di una volta? Perché gli spazzini sono troppo pochi? Colpa dei sindacati? Del patto di stabilità? Non lo so. Fatto sta che quando c’era scritto sui cestini verdi di latta “La città pulita è più bella“, Verona era più pulita. Forse sarebbe il caso di fare qualcosa.

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