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La ferita che sanguina

Lettera Politica N. VR-101

Il furto di Castelvecchio è un fatto gravissimo, una ferita che sanguina, malamente tamponata dall’incredibile silenzio di chi ci amministra, visto che sembra che a “palazzo” non si sia compreso che il giacimento di bellezze che possediamo a Verona costituisce una miniera di inestimabile valore.Forse, quando i responsabili saranno più consapevoli di tale realtà, subiremo meno oltraggi.
Una domanda si pone: perché il ministro Franceschini, gli intellettuali, i protagonisti della vita culturale veronese non hanno detto nulla? Questo fatto non ha scosso le loro coscienze?
E’ una dimostrazione di un disinteresse per la cultura e la bellezza che a Verona si mette in prima fila solo esaltando i valori del “toca-ti” o pensando di coprire l’Arena o dando spazio all’orrenda ipotesi del cimitero verticale per non dire dell’insignificante “panchina dell’amore” in piazza Brà.
Immediatamente dopo il furto si sono udite alcune dichiarazioni “…le norme che vengono applicate e i parametri di sicurezza non rendono impossibili i furti.! Si fanno anche al Louvre! “ e ancora : “…non c’è stato lassismo nel sistema di protezione..!”-
Affermazioni che non giustificano affatto l’umiliazione subita dalla nostra città, dal 2000 nominata patrimonio mondiale dell’UNESCO.Non mi esprimo sulle responsabilità, perché questo non mi compete, ma considerare il furto come un danno, questo credo sia un argomento lecito e importante da approfondire.
Il danno è qualsiasi diminuzione patrimoniale subita dalla comunità veronese in relazione all’evento e alla carenza di vigilanza. Un danno erariale quindi, anche se il Procuratore della Corte dei Conti di Venezia Carmine Scarano ha dichiarato ” …che l’iniziativa di aprire un fascicolo si concretizza a condizione ci venga presentato un esposto.”
Per probabile danno erariale e per un fatto di scarso peso nel 2014 venne aperto un fascicolo in riferimento alla concessione gratuita della Gran Guardia a una pittrice per una mostra di quadri.
Ma se non sarà possibile individuare subito gli autori del furto-rapina e recuperare le opere d’arte, sono comunque da accertare le responsabilità di una omessa custodia e quindi di una insufficiente sorveglianza. La responsabilità per la custodia del patrimonio artistico, che appartiene a tutti noi cittadini di Verona, è in capo a precise figure tecniche e amministrative. Ma non se ne parla. In attesa che la meritoria opera del Nucleo Tutela Patrimonio dei Carabinieri porti al recupero delle opere rubate è auspicabile che il Comune dia il via subito ad una indagine interna per verificare la dimensione di un danno d’immagine e sostanza, formalizzando contemporaneamente denuncia alla Corte dei Conti di Venezia per il conseguente danno erariale, meritando, con questo atto, la fiducia e il plauso dei cittadini ancora scossi e increduli.

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5 Comments

  1. Giampaolo Paoletti
    Giampaolo Paoletti Gennaio 29, 2016

    Caro Adimaro sono assolutamente d’accordo con te , purtroppo nulla da aggiungere : il fatto si commenta da solo

  2. Adimaro Moretti degli Adimari
    Adimaro Moretti degli Adimari Febbraio 19, 2016

    Anche oggi il quotidiano l’Arena, ritorna sull’argomento,parlando di “un giallo lungo tre mesi”-
    E come al solito, invece di sentire autocritiche o assumersi parte di responsabilità tutti si assolvono secondo il principio che la colpa è sempre degli altri. Leggere dichiarazioni dell’ex Direttore :”Io sono una vittima”…”chi doveva controllare non ha assolto il suo dovere”.. “sono il direttore non una esperta di sicurezza..”!!, mi lascia senza parole

    • Adimaro Moretti degli Adimari
      Adimaro Moretti degli Adimari Febbraio 23, 2016

      LA FERITA CHE SANGUINA E’ DIVENTATA UN’EMORRAGIA
      La mia Lettera Politica- del 15 gennaio sul furto di 17 quadri a Castelvecchio, a oltre un mese esatto dalla sua pubblicazione ha avuto ad oggi 3.410 visite.

      Ciò significa che l’opinione pubblica non ha digerito ed è sdegnata per quell’affronto che ha colpito il patrimonio artistico veronese e nazionale.
      Sorprende il silenzio della cultura cittadina, dei media e dell’amministrazione comunale. E se a Verona la ferita non è si ancora rimarginata, l’interesse e l’indignazione che si manifestano in altre parti d’Italia, fanno pensare che sia diventata un’emorragia.
      Arguti graffitari che dipingono i muri di Roma, Firenze e Lecce irridono a Verona, città simbolo della bellezza e dell’amore, con dei murales che si ispirano ai 17 quadri rubati. Uno particolare, quello del writer Caroto, porta la scritta irriverente ” io non mi faccio fregare!”
      I veronesi non avevano bisogno di essere ridicolizzati. Non sono loro i responsabili del furto, tanto che si chiedono ancora come si sia potuto affidare la vigilanza ad una società che si è dimostrata inadeguata.
      Perché, si chiedono, il sindaco responsabile politico in quanto anche assessore alla cultura e alla sicurezza, non ha dato indirizzi chiari e precisi sulla piano di sicurezza ed emergenza del Museo?
      Perché il direttore, sebbene abbia segnalato in passato “che il funzionamento del museo era compromesso per la grave mancanza di attenzione dell’amministrazione cittadina verso i beni culturali”, non ha preteso maggior sicurezza, e nel caso non si è dimessa?
      Perché non si è pensato di affidare ai Carabinieri, che sono specialisti di capacità a livello Nazionale e mondiale, le operazioni di difesa e sicurezza del Museo?
      Perché non si è proceduto alla denuncia di danno erariale presso la Corte dei Conti del Veneto?
      Oggi che Verona è alla ribalta della cronaca per l’oltraggio che la sua prestigiosa infrastruttura ha subito, ci si rende amaramente conto che l’incuria costituisce una delle più gravi responsabilità dell’amministrazione cittadina.

  3. Adimaro Moretti degli Adimari
    Adimaro Moretti degli Adimari Aprile 24, 2016

    Dopo cinque mesi dal furto , avvenuto il 18 novebre dello scorso anno, Verona è ancora in attesa di poter rientrare in possesso dei 17 quadri di inestimabile valore. Bisogna comunque essere grati all’infaticabile opera del Nucleo Tutela dei Carabinieri e alla Squadra Mobile della Polizia, coordinati dal Sostituto Procuratore Ottaviano, che hanno in breve tempo arrestato i responsabili della rapina..Nel ringraziare le Forze dell’Ordine per la loro incisiva azione , che spero possa riportare le tele preziose alla nostra città, resta tuttavia impossibile giustificare la faciloneria e la negligenza dimostrate da tutti i responsabili addetti alla sicurezza e protezione opere d’arte del museo, con la Dirigenza in testa. !
    E a conferma, basta leggere cosa affermava il Procuratore della Corte dei Conti sin dagli anni 90′ dove avvertiva i responsabili dei Musei, che se ne sono disinteressati- :

    _”- Nel 1991 sono stati segnalati 1551 furti in danno di musei pubblici e privati, enti, chiese, abitazioni.” – ha osservato il Procuratore Generale della Corte dei Conti Emidio Di Giambattista – “e anzi si aggrava, una sistematica spoliazione che sta assumendo il carattere di una vera e propria emergenza nazionale.. Insufficienti i mezzi di difesa passiva e i sistemi di allarme, SCARSA la presenza di custodi, e INADEGUATE le disposizioni dettate dai DIRIGENTI DEI MUSEI E GALLERIE che privilegiano le incombenze scentifiche e didattiche”-
    .-” Se bisogna ammettere che è pressoché impossibile garantire la tutela di tutte le opere d’arte-“-. ha soggiunto il PG – ,” è anche vero però che nel corso di istruttorie condotte per accertare eventuali responsabilità da perseguire dinanzi alla Corte dei Conti sono emerse “gravi disfunzioni, con impianti antifurto inadeguati o colposamente disinseriti”. -“

    • Adimaro Moretti degli Adimari
      Adimaro Moretti degli Adimari Novembre 20, 2016

      Questo è un mio grido di allarme , di rabbia e indignazione che muove da una passione totalizzante per Verona che vedo ancora tradita per il mancato rientro dei nostri quadri sottratti nottetempo dal Museo di Castelvecchio un anno fa e mai più rientrati da Kiev, dopo essere stati li ritrovati e gli autori arrestati.-

      Ho sentito molto parlare, molte chiacchiere sotto il cielo della nostra cultura, ma nessuna decisa volontà e presa di posizione forte da parte dell’Amministrazione comunale e ancor più dal Governo con il suo Ministro ai beni culturali che non si sono resi conto dell’illecito commesso dal presidente Poroshenko nel trattenere le opere d’arte, che oltre che ad essere corpo di reato, sono di esclusiva competenza nazionale.

      Meritoria certamente la raccolta di firme promossa tra i cittadini per sollecitare il rientro dei 17 quadri,che ha visto una massiccia partecipazione. Tutto questo mi fa capire la fragilità politica di un paese che dovrebbe sentirsi Nazione, ma che è invece incapace di far valere i propri diritti. e che per muoversi ha bisogno di essere sollecitato dal basso .

      Sono ancora più convinto che i reggitori della cosa pubblica non attuano una politica culturale degna di tale nome.e l’interesse marginale , anzi l’inerzia dimostrati per risolvere questo fatto , che è un oltraggio non solo per Verona ma per tutta l’Italia, prova che la miopia politica considera l’evento di scarsa importanza,quasi un palcoscenico da usare per la propaganda elettorale quando sarà il momento.

      Concludo affermando che non c’è molto da sperare in una classe politica come questa che è incapace di prendere di petto l’ambasciatore di Kiev e gli concede 48 ore di tempo per restituire immediatamente le opere d’arte illecitamente trattenute.

      Non potremo mai dire d’aver risanato questa Nazione culturalmente e politicamente, se prima non avremo elevato la qualità dei pensieri dei nostri governanti:-prima ancora di voler cambiare la Costituzione.-
      (lettera pubblicata su L’ARENA di oggi, 20 nov.)

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