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La fine dell’Italia?

Lettera Politica N. 823

Ammiro i 5stelle e il PD, che governano l’Italia. Li ammiro soprattutto per il loro coraggio. Stanno cavalcando una tigre, eppure i loro volti sono distesi e sereni. Si muovono a passi felpati nei palazzi romani e poi, di sera, si ritrovano nei ristoranti attorno a Montecitorio e a Palazzo Madama. Mangiano, bevono e discutono di congiure e di manovre, come è sempre accaduto a partire dal 1947. Con indomito coraggio rifiutano la collaborazione offerta dalle opposizioni, rigettando tutte le loro proposte. Tirano avanti con sprezzo del pericolo e quando appaiono in televisione, se sono del PD, mostrano indifferenza e recitano i loro ben collaudati mantra, per deflettere le insipide critiche che gli rivolge l’opposizione. I 5 Stelle, che dovevano aprire il Parlamento come una scatola di sardine, non mostrano mai arroganza ma solo fastidio verso chi li critica. Per loro tutte le critiche sono incomprensibili. Assumono un’aria da: “Evvia, lasciateci campare. Saremo incompetenti, ma impareremo”. Sono impavidi e il coraggio è ciò che ci avvicina a Dio, come sosteneva Ernst Jünger. Lo sprezzo davanti al fuoco nemico, l’indifferenza, il saltare fuori dalla trincea e correre incontro al nemico, sono sempre ammirevoli, quando si conosce il nemico e si è consci che non ci si trova in una esercitazione ma in una guerra.
Ma loro ne sono consci che siamo in guerra e che il nemico ci sta venendo incontro? Il capo dello Stato, come un papa assiso sul trono del Pescatore, non vede più lontano? No, non credo, dunque la mia ammirazione è mal riposta. Se davvero vedessero il nemico avanzare, chiederebbero all’opposizione di formare un governo di unità nazionale, con un nuovo Primo Ministro, al di sopra delle parti, per portare l’Italia alle elezioni il più presto possibile. I miliardi di Bruxelles, quasi fossero le colonne d’un esercito nostro alleato, non arriveranno a salvarci prima del 2021.
Se non prenderanno coscienza di questo, in autunno ci troveremo nel bel mezzo d’una guerra civile. A questo punto contiamo sul corpo dei carabinieri (non possedendo più un vero esercito) che dovrà intervenire militarmente, per difendere i più deboli e fermare le stragi.

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4 Comments

  1. Emilio Frasson
    Emilio Frasson Maggio 31, 2020

    Articolo che mi dà l’emozione del caffé col sale..

  2. Emilio Frasson
    Emilio Frasson Maggio 31, 2020

    Articolo che mi dà l’emozione del caffé salato.

  3. Pantaleo Giannuzzi
    Pantaleo Giannuzzi Maggio 31, 2020

    a me fa un po’ specie, quando in modo imperterrito si continua a dire……… “impareremo…” il periodo di affiancamento ad un lavoratore più esperto non può durare all’infinito, ma prima o poi bisogna, come si suol dire, prendere il mazzo in mano ed essere attore non comparsa. Il “tirare a campare…..” non aiuta l’Italia, che a mio parere sta per perdere l’ennesima occasione per riformarsi e far vedere a chi ci vuole sudditi che sappiamo pianificare organizzare e sfruttare a nostro vantaggio le occasioni che la storia ci propone. la mia paura e che tutto questo parlare, promettere si annichilerà nel breve ed il teatrino italiano si ripresenterà tale e quale, come sempre…….. gli uni contro gli altri ideologicamente e senza avere il contatto con la realtà quotidiana. In questo momento servirebbe gente che guarda al futuro senza pensare alla fioritura immediata del proprio giardino, ma ciò non fa parte della cultura politica del momento che purtroppo dura da molto tempo, diciamo che se si imparasse dagli errori sarebbe un bel passo avanti ma ciò pare utopia di pochi……

  4. Gaetano Morgante
    Gaetano Morgante Maggio 31, 2020

    Come il Titanic si scontrò con l’iceberg perché il comandante non era all’altezza del compito, altrettanto farà l’Italia nel contesto della depressione economica in cui siamo caduti. Aspettiamo l’impatto e cerchiamo le scialuppe di salvataggio, sempre se ce ne sono….

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