La Grande Verona


Lettera Numero: 147

Il 31 ottobre ci sarà l’elezione del Presidente della Provincia. Un’elezione indiretta, come stabilito dalla legge che avrebbe dovuto abolire le province ma in realtà le ha chiuse a metà. Un pasticcio istituzionale: Presidente e consiglio vengono eletti in momenti diversi ed elettori non sono i cittadini, ma i consiglieri dei comuni veronesi. Però sono elezioni importanti perché sono un test per la tenuta del centrodestra, messa in discussione dagli assetti nazionali.

Per accordi e peso elettorale la candidatura a Presidente andrebbe alla Lega. Ma in politica è necessario guardare più in là: in ballo c’è il futuro di Verona e del suo territorio, sempre più marginalizzato rispetto al triangolo Venezia-Padova-Treviso.
Queste elezioni rappresentano un’opportunità. Si tratta infatti di interpretare la figura del Presidente della provincia non come una poltrona da occupare per esercitare un ruolo residuale, ma come un super-sindaco per governare un’area metropolitana che va dal lago alla Lessinia, dalla Valpolicella alla Bassa, e coordinarne tutte le attività amministrative, economiche e politiche.
E chi meglio del sindaco del comune più importante potrebbe ricoprire questo ruolo?
Far coincidere la carica di Presidente della Provincia e di sindaco di Verona sarebbe il primo passo per la realizzazione della Grande Verona, ovvero di quell’area metropolitana senza la quale il nostro territorio sarebbe destinato a subire la marginalizzazione. Con un valore aggiunto: l’unità del centrodestra che , inutile nascondersi dietro un dito, solo così verrebbe garantita.
Il Presidente della Grande Verona andrebbe poi affiancato da una “cabina di regia” costituita da personalità del mondo politico ed economico per programmare e coordinare tutte le iniziative, i progetti e le attività che nascono e si sviluppano nella nostra provincia.

E’ questa la proposta che L’Officina lancia alla politica veronese per far ripartire Verona ed il suo territorio.

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