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La questione del debito

Lettera Politica N. 778

La questione del “debito” e quindi dei parametri di Maastricht ha sempre dei lati oscuri. D’altronde anche Renzo Tramaglino si lamentava del latinorum di Azzeccarbugli e l’economia è oggi il latinorum inteso come linguaggio per pochi “specialisti”: dell’inganno.
Guardando a livello mondiale siamo nella medesima situazione del 1980, ‘90,2001,2010, se prendiamo a confronto lo spread tra i US Treasury bonds a 10 anni e a 3 mesi.
La regola è che i Tbonds a 10 anni diano un interesse maggiore di quelli a 3 mesi.
Quando si verifica l’ “inversion yield” cioè i Tbonds a 3 mesi rendono di più, la recessione è iniziata. A maggio 2019 si è verificata tale situazione che ha innescato la recessione.
Per disinnescare (in realtà, solo ritardare) il fenomeno, la FED e la BCE continuano (causa prima di tutti i mali) a pompare denaro nel sistema (Quantitative Easing), praticando una politica di bassi interessi (con crescita esponenziale dello stock market…come nel 1929).
Questa enorme liquidità (contrabbandata dalla Yellen della FED e da Draghi e Monti come denaro che sarebbe arrivato ai cittadini, ma che questi non hanno mai visto poiché è stata assorbita dalle banche in default e dai grandi fondi internazionali) ha innalzato a livelli stratosferici il debito mondiale (1998= 70 trilioni di USD; 2018= 274 trilioni di USD).
Innalzandosi a tale livello il Debito, nessun GDP ( in Italia PIL) è in grado di sopravanzarlo a meno di non esportare anche nella via Lattea, nella speranza di trovare acquirenti disposti a pagare merci prodotte sulla Terra (Cina esclusa).
Il mercato va “in bolla” nei suoi vari settori: case, automobili (negli USA stanno già cominciando a non pagare le rate per l’acquisto di automobili), tech, arte e così via.
Nel 2008 la situazione mondiale fu salvata dalla Cina comunista che, a fronte di un debito interno che saliva vertiginosamente, trainò i mercati mondiali. Ovviamente ciò andò a scapito di Paesi come l’Italia, illusa dai quattro incantatori di viale dell’Astronomia della ripresa delle esportazioni.
Quanto può durare? Secondo alcuni – e i dati economici mondiali lo confermano- la crisi si manifesterà anche alla gente. Di certo incolperanno la Brexit (furbi gli Inglesi ad uscire…) e soprattutto il nostro Paese, reo di aver creato incertezza nella UE.

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