La riforma fiscale di Trump


Lettera Numero: 705

Tanto tuonò che piovve. Dopo una grande confusione, fra lo scetticismo degli Obamiani e Clintoniani incarogniti, nonché dei loro reggicoda dei nostri giornaloni, Trump ha fatto ciò che aveva promesso: ha messo mano alla riforma fiscale che, pubblicata dal Parlamento, taglia drasticamente le tasse sulle imprese e rivede completamente la tassazione personale.

La nuova legge mantiene i sette scaglioni correnti dell’imposta sull’entrata, ma abbassa le aliquote e cambia le soglie di applicazione. In particolare l’aliquota massima sarà il 37%, con una notevole riduzione rispetto all’aliquota massima attuale del 39,6% (da noi è il 43%). Viene applicata una deduzione standard di $ 12,000 per contribuente, 18,000 per capofamiglia e 24,000 per coppia,così aumentando notevolmente la fascia dei contribuenti esenti da imposta.
La tassa sulle imprese sarà del 21% (da noi è del 24% più l’ IRAP che sta per “ital-rapina”). Ci sono inoltre altre modifiche che non elenco per non tediare il lettore. Accenno solo alla patrimoniale che verrà applicata soltanto ai patrimoni oltre i 5,5 milioni di dollari di patrimonio. Trump aveva intenzione di eliminarla, ma non lo ha fatto perché la sua famiglia avrebbe risparmiato 1 miliardo di imposte.
Visto a grandissime linee quali sono i tagli e le riduzioni apportate dalla nuova legge, vediamo di fare un po’ di comparazione con quello che succede in Italia.
Per comodità, molto rozzamente, consideriamo che un dollaro sia pari ad un euro.
John ha un reddito imponibile di $ 20,000 annui, Giovanni di € 20,000.

Vediamo il calcolo di quanto dovrà John all’erario per la sua imposta sul reddito.
Il primo scaglione va fino a $ 9525 per l’aliquota del 10% = $ 952,50
Il rimanente $ 10475 è nello scaglione del 12% =$ 1257,00
Totale $ 2209,50
Ma abbiamo visto che John ha un abbattimento personale di $ 12,000, pertanto indipendentemente dalla sua situazione familiare non dovrà pagare nulla.

Giovanni prova a fare i conti con il fisco:
I primi € 15,000 rientrano nello scaglione del 23% =€ 3450
Gli altri € 5000 rientrano nello scaglione del 28% =€ 1400
Totale € 4850

Poi potrà calcolare anche delle deduzioni per carichi di famiglia ecc, ma non riuscirà mai a colmare il divario che lo divide da John, il quale può dedicare tutti i suoi guadagni alla sua famiglia.
Già in partenza vediamo che l’aliquota media calcolata da John e del 11,04%, mentre quella di Giovanni del 24,25%. Un carico già in partenza meno della metà.
Cosa vuol dire questo? Vuol dire che con la riforma Trump molto denaro invece di essere assorbito dagli organismi statali che nulla rendono, rimane in circolo nell’economia e può venire impiegato per vivificare la produzione ed il commercio. E da noi? I molti Giovanni oberati dal fisco li conosciamo tutti, come conosciamo la cervellotica tassazione sulle imprese. Se -e sarà difficile – non ci si avvierà su una riduzione delle imposte l’economia italiana è destinata ad un’atonia perpetua e ad una lenta, inesorabile decadenza.

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2 Commenti

  1. Giovanni Saoncella dice:

    Il punto che mi lascia perplesso è quello che pone a confronto la tassazione di Giovanni (italiano) con quella del suo omologo John (americano).
    La tassazione non è un valore universale, assoluto ma è la diretta conseguenza dei servizi che vengono erogati (partiamo dal presupposto di essere governati da politici capaci, competenti ed onesti, e già qui, secondo me, … ). Ritengo sarebbe più significativo confrontare, ad esempio, costi e qualità di servizi analoghi, la loro efficienza, la loro effettiva necessità, come rispondono alle esigenze della popolazione … solo in questo modo avremo la possibilità di stabilire, con cognizione di causa, se Giovanni è super tassato o se John preferirebbe pagare più tasse pur di usufruire dei servizi che ha Giovanni (o se Giovanni …).

    dicembre 24, 2017
    Rispondi
  2. adelmo dice:

    Non solo come Giovanni; da noi ti chiama il commercialista e ti dice che non sei congruo e cosi per dimostrarlo devi pagare anche se non hai guadagnato cosi Giovanni va dai genitori per farsi prestare i soldi che per il fisco è una entrata e ci devi pagare le tasse. Morale oltre che rovinare il contribuente il fisco rovina anche tutta la parentela che cerca di aiutare un famigliare.

    dicembre 26, 2017
    Rispondi

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