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SARS, Hong Kong. COVID-19, Verona

Lettera Politica N. 181

Nel pieno della pandemia cominciamo ad assistere ai primi segni di attacchi selettivi della sinistra, verso regioni non controllate da loro, circa la gestione della crisi. Maramaldo in questo Paese non è mai morto. Tale genere d’indagini sono certamente lecite, ma andrebbero condotte al termine del contagio e su scala nazionale, non per puntare il dito contro a questo e a quel governatore.
Il Governo naviga a vista ma sbaglia nel non voler accogliere certe proposte dell’opposizione, prima fra tutte quella di spostare il pagamento di tutte le tasse al gennaio del 2021. Questo sarebbe il modo più semplice ed efficace per distribuire dei soldi alle aziende e ai cittadini.
In questi giorni, chi vi scrive, sta rivivendo un dejà vu. Fra il 2002 e il 2003 attraversai l’epidemia di Sars, restando bloccato a Hong Kong. Mi sento pertanto qualificato, pur non essendo un medico, a offrire qualche piccolo consiglio ai miei concittadini che, come me, si trovano ad affrontare il Covid-19, che è un diretto discendente del virus della aviaria, responsabile dello scatenamento della Sars a Canton e poi a Hong Kong.
Suggeriscono di lavarsi spesso le mani. Giusto, ma possiamo fare ancora di più, selezionando l’acqua calda invece che fredda, già che ci siamo. Certo, non bisogna ustionarci gli arti, non sopra ai 50 gradi, perché l’acqua calda pulisce meglio e uccide virus e batteri. Si può utilizzare anche dell’acqua ossigenata, che funziona meglio dell’Amuchina. Un disinfettante che funziona bene è acqua e candeggina. Ne bastano 3 cc per un litro d’acqua. Ma non ci si possono immergere le mani, questa è ottima per disinfettare gli oggetti e le superfici.
Negli ascensori usare le chiavi per pigiare i tasti. Ricordo che a Hong Kong stendevano dei fogli di plastica sopra ai bottoni, che poi venivano tolti frequentemente e rimpiazzati con altri nuovi, qui non viene fatto. Tutti dovrebbero portare mascherine. Inoltre, l’argento è un potente antibatterico e anche anti-virale. Se avete posate e piatti d’argento nell’armadio, è tempo di tirarli fuori e usarli per mangiare!
Ci si chiede quando potremo riaprire, pur mantenendo un alto livello di protezione individuale, e la mia risposta, nella sua brutale semplicità, è: quando negli ospedali avremo liberi la metà dei letti attrezzati per terapia intensiva.

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