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La spina da staccare

Lettera Politica N. 751

Salvini rassicura: il governo durerà 5 anni. Ma vien da pensare il contrario oggi che i nodi vengono al pettine.
Che l’alleanza fra Lega e M5S fosse contro-natura lo sapevano tutti. Leghisti compresi. Un contratto non basta a tenere insieme due movimenti espressione di blocchi sociali con esigenze opposte. E’ stata la necessità di evitare l’ingovernabilità che ha prodotto il governo Conte. Ma dopo pochi mesi emergono tutte le contraddizioni e le posizioni inconciliabili. E non tanto per i vertici, che pur di tirare avanti mandano giù bocconi indigeribili, quanto per l’elettorato. Prendiamo il reddito di cittadinanza: se per i cinquestelle è stato il cavallo di battaglia, per chi ha votato Lega è solo demagogia. Idem per le grandi infrastrutture come la Tav o la Pedemontana: i grillini contrari, la Lega favorevole. Sull’immigrazione abbiamo visto il ministro della difesa su posizioni opposte a Salvini, Sull’ecotassa sappiamo. Sulla legittima difesa ilM5S ha tirato indietro. La “flat tax”, uno dei punti qualificanti del programma leghista, una delle promesse elettorali che più interessano al popolo delle partite Iva e non solo, è stata ridotta a un contentino per una platea molto ridotta. E poi, farsi riscrivere da Bruxelles la manovra finanziaria non è stato un momento propriamente esaltante.
L’ultimo sondaggio segnala per la prima volta dopo anni la Lega in calo. Sempre su livelli eccellenti, ma in calo. E Salvini, che non è stupido, sa bene che è meglio raccogliere il consenso finché c’è. Le difficoltà di questi giorni e le contraddizioni della maggioranza unite al campanello d’allarme dei sondaggi potrebbero suggerirgli che è giunto il tempo di una svolta. Forse ancora prima delle europee.

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6 Comments

  1. Raffaele
    Raffaele Dicembre 27, 2018

    Il tempo di firmare la finanziaria, bruciare la befana e credo Salvini faccia saltare il banco….. o almeno lo spero per l’Italia tutta

  2. Roberto Gallo
    Roberto Gallo Dicembre 28, 2018

    L’istanza leghista rappresenta oggi l’unica espressione di volontà popolare realmente contraria a quanto avvenuto sino ad oggi con i Governi a guida PD. Di certo non i fratellastri d’Italia o gli sforzisti, in attesa forzata dell’imbalsamazione definitiva dell’auto-reggente. A sx si sta consumando una guerra interna che porterà alla frantumazione del PD, con la nascita di insulsi movimenti progay, promigrants,antivax, SITRAV/NO TAV etc etc. Ritengo dunque opportunamente “politico”appoggiare questo “sentiment” imperniato sulla figura di Salvini, in attesa di realizzare a DX una proposta concreta di affinamento delle tesi leghiste, spesso confuse ma “comuni”.Accentrare lo sguardo sulle differenze tra i componenti del Governo non tiene conto che, seppur piccola, oggi esiste la possibilità di agire, assolutamente negata da tutti i precedenti Governi. Altrimenti non ci resta che rassegnarci a quanto scrive il neobarbudos – ma sbarbato – della sx oligofrenica, D. Fusaro: “In fondo, il progetto di Marx continua ad essere la più seducente promessa di felicità di cui la filosofia moderna sia stata capace” (Diego Fusaro, in Bentornato Marx! 2013)”

  3. Alessandro Bozza
    Alessandro Bozza Dicembre 28, 2018

    Una cosa che mi appare buona è il primo Ministro Conte, che opera ottimamente; Bravo il Salvini; buoni gli ascendenti di Di Majo; fossero soli avrebbero già ripulito l’Italia, cosa di cui la “finanza” aborrisce; e perché lasciar cadere l’idea di “minibot” al portatore? così che gli interessi su di essi restino in Italia? e di evitarci le intrusioni della BCE, ditta privata che stampa banconote senza valore? senza corrispondenza a realtà? e con quei pezzi di carta schiavizza tutti, perfino la locomotiva (?) tedesca…
    Aveva ragione De Gaulle, “Europa delle Patrie”, ben differente da questo anonimato viscido e distruttore.

  4. Adelmo Pigaiani
    Adelmo Pigaiani Dicembre 29, 2018

    La spina verrà staccata se non passa l’autonomia fortemente contrastata dai 5stelle con in testa Gregorio De Falco e Confindustria Campania.

  5. silvio fontanini
    silvio fontanini Dicembre 29, 2018

    Paolo Danieli
    non è solo un dotto medico specialista, ma pure un dottissimo commentatore politico. Infatti ne ha fatto a lungo esperienza diretta, a livello parlamentare. Sono in totale accordo con quanto ha qui scritto. Pure sui TEMPI dell’azione politica, che propone al bravo Matteo Salvini, che sta lavorando con le mani legate dietro alla schiena, visti i numeri maggiori, da cui è superato in ambito governativo. Tuttavia, “le Stelle sono tante….ma non milioni di milioni…” tra la gente che vota. C’è da trovare il coraggio di staccare la spina, subito dopo aver vinto le Regionali in Abruzzo. A quel punto il pericolo sarebbe un nuovo Governo, PD- 5 Stelle + frattaglie di sinistra, , peggiore di questo, poiché il Presidente della Repubblica probabilmente proverebbe a vararlo. Il tacòn sarebbe peggior del buso ( così dicono a Verona ) . Accettare la sfida, nelle piazze, propone il sottoscritto. Buon anno 2019 !

  6. Gaetano Morgante
    Gaetano Morgante Dicembre 29, 2018

    Staccare la spina sarebbe una opzione condivisibile se vi fosse in carica un Presidente della Repubblica slegato dalle lobbies plutocratiche finanziarie, ovvero se si avesse la certezza che una volta fatto saltare il banco il Presidente sciolga le camere e indica nuove elezioni, ma questa, secondo me, è una eventualità remota, perchè da Bruxelles arriverà immediatamente l’ordine di creare una maggioranza per reggere un governo tecnico alla “Monti” e scongiurare nuove elezioni che porterebbero enormi consensi a Salvini e perdite sia a Forza Italia che al PD creando maggioranze parlamentari sempre più ostili a Bruxelles.

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