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La spina staccata

Lettera Politica N. 785

Glielo avevamo chiesto anche noi di staccare la spina. Glielo chiedevano i leghisti e gli elettori di destra. Poteva farlo prima, ma alla fine l’ha fatto. Però adesso che Salvini la spina l’ha staccata si sentono gli strateghi da caffè dire che non lo doveva fare, che doveva aspettare, che così ci ha messo nella merda. D’accordo: tutti o quasi si sarebbero aspettati le elezioni anticipate. Questo avrebbe suggerito la logica e anche la democrazia. Ma in Italia prevalgono altre ragioni e la sovranità popolare è solo un’affermazione scritta sulla carta costituzionale.
Se l’Italia è una democrazia parlamentare – dicono i sostenitori del governo giallo-rosso – ed in Parlamento è possibile una qualche maggioranza, è giusto così. E’ l’eterno conflitto fra legalità e giustizia. Non sempre ciò che è legale è giusto. Non sempre ciò che è giusto è legale. I progressi del mondo sono avvenuti grazie a salti di legalità. La pedissequa osservanza delle leggi avrebbe fatto restare ferma l’umanità a molti secoli fa.
L’incarico a Conte è un atto legale, ma non giusto, mentre lo scioglimento delle Camere sarebbe stato un atto sia legale che giusto. Mattarella ha preferito osservare la lettera della Costituzione e ignorarne lo spirito, che è di garantire la sovranità popolare.
E’ il popolo sovrano il soggetto della Costituzione. Il Parlamento ne è solo lo strumento. Logica vorrebbe che il soggetto prevalesse sullo strumento. Confondere il fine -la realizzazione della volontà popolare- con il mezzo – il Parlamento- è un altro di quegli episodi che dimostrano come in Italia i valori vengano sovvertiti ed i margini della democrazia ridotti sempre più.
La maggioranza degli Italiani è contro questo governo. La realtà è sempre destinata ad affermarsi. Hanno solo guadagnato qualche giorno.

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4 Comments

  1. Roberto Gallo
    Roberto Gallo Settembre 6, 2019

    Caro Paolo concordo con la tua lettera laddove individui nel “salto di legalità” il momento di superamento-avanzamento della società. Il problema è che se il salto lo fanno gli avversari (sul tema delle elezioni la questione va avanti da anni…) il problema resta. La questione di fondo è che manca un'”area di Destra” cioè di opposizione reale, ideale, sociale, economica, che la Lega non rappresenta se non come veicolo transeunte e populista. Occorre creare una coesione Ideale che sola puo’ muovere gli animi, le persone, ad agire, ad impegnarsi. Allora si potrà tentare il “salto di legalità” che Salvini, per suo demerito o per colpa di chi lo circonda, non era in grado di fare. Chi lo accusa oggi è la prova che in Italia il passaggio da Palazzo Venezia a Piazzale Loreto è sempre nella natura profonda di questo Popolo che necessita di una ricostruzione molto al di là della possibilità di esprimersi con le elezioni. Purtroppo, unendoci alla Brexit, avremmo dato una bella spallata agli Euromani. Accadrà ancora.

  2. Gaetano Morgante
    Gaetano Morgante Settembre 6, 2019

    ” Il passaggio da palazzo Venezia a piazzale Loreto”
    Verità drammatica per il nostro popolo. Dimostra l’incoerenza di pensiero e l’ipocrisia di fondo come logica comportamentale degli italiani. Siamo un popolo di puttane pronte a saltare sul carro dei vincitori a prescindere da chi sono i vincitori. E’ successo con gli americani a Roma nel 1944, è accaduto con Salvini ieri, accadrà domani con il PD. Questo secondo me è dovuto ad una profonda insicurezza che la storia del nostro Paese ha radicato nella mente degli italiani. L’Italia soggetta negli ultimi 2000 anni a invasioni ripetute con saccheggi e sostituzioni etniche più o meno radicali che hanno di volta in volta annientato il benessere raggiunto, hanno insegnato al popolo che se cambi casacca in fretta oltre alla pelle puoi salvare anche i denari. L’importante non è il mezzo, ma il fine, e per il popolo il fine è mangiare tutti i giorni, quindi se per mangiare occorre essere veloci nel cambiare casacca e carro, il popolo lo fa. Quello che bisogna considerare è che i parlamentari non rappresentano il popolo, sono il popolo e quindi anche loro, dato che non sono soggetti a particolari requisiti, hanno la stessa tendenza camaleontesca. Ritengo che questa tendenza sia meno presente in altri popoli dove la coerenza è considerata in modo diverso e dove per arrivare in parlamento devi avere requisiti morali e ideologici più marcati.

  3. Daniele Marin
    Daniele Marin Settembre 6, 2019

    concordo pienamente con l’opportunità di un’area di destra, che sarebbe servita e servirebbe come il pane. Ma se non si è creata finora, spesso per motivi di poltrone e personalismi, ma anche perché le idee di fondo sono sempre confuse, credo che non si farà mai. Loro sono fortissimi, hanno creato una rete di sostegno lunga 80 anni. Noi siamo ancora alla pagina 1.

  4. Daniele
    Daniele Settembre 7, 2019

    Ci si può girare attorno come delle trottole ma credere che una volta caduto il governo si potesse andare ad elezioni é quantomeno ingenuo. Non si é mai verificato nella storia politica italiana. Era da dare per scontato un tentativo di aggregazione per una nuova maggioranza parlamentare. Quindi i fatti sono i seguenti: Salvini é un coglione consigliato da sprivveduti che di costituzione ne sanno ben poco ( e mi stupisco di te Paolo che nel sistema ci sei stato parecchio e dovresti ben sapere come funziona) oppure il suo è stato un passo obbligato per ragioni a noi occulte e che occulte dovevano e devono rimanere.
    Poche balle, ci ha messi tutti un’altra volta alla mercé dei poteri forti e ricoperti di sterco.
    Grazie Salvini, meloni e combriccola varia.
    Tutti geni!!!

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