La vittoria mutilata


Lettera Numero: 149

Le elezioni del Presidente della provincia di Verona le ha vinte il centrodestra. Tutti – o quasi- hanno fatto la loro parte. Anch’io, insieme agli altri amministratori di FdI. Anzi, possiamo affermare che il nostro voto è stato determinante.
Ma non è tutto oro quel che luccica. La vittoria c’è stata. Ma per il rotto della cuffia. Quella che poteva essere l’occasione per legittimare il centrodestra come forza largamente maggioritaria è stata sprecata perché il centrodestra veronese è risultato tutt’altro che unito, come dimostrato dalle defezioni di cinque consiglieri comunali del capoluogo e da una parte di Forza Italia nei comuni della provincia. Questi hanno votato per il candidato di Tosi, che ha inanellato l’ennesima sconfitta.
Eppure la strada per ricompattare la coalizione c’era. L’aveva indicata L’Officina. Bastava candidare a Presidente della provincia il sindaco di Verona. Riunendo le due cariche in una sola persona s’andava di fatto a creare quell’area metropolitana che per legge ci è stata negata. E nel contempo avrebbe avuto il risultato di ricompattare la maggioranza. Come avrebbero potuto i consiglieri di maggioranza di Verona non votare il loro sindaco? E FI sarebbe stata costretta a tornare dei ranghi. A Vicenza hanno fatto come da noi suggerito per Verona e Rucco, sindaco del capoluogo, è stato eletto anche Presidente della provincia.
La proposta era frutto di una visione alta, incentrata sulla necessità di coordinare le attività e lo sviluppo di un territorio fermo da troppo tempo. Era un’occasione di rilancio. Era un modo per pensare in grande. Hanno invece prevalso le logiche della politica politicante. Ed io, e noi che siamo persone serie, ci siamo allineati per correttezza. E siano anche stati determinanti.
Ma non si può far finta di niente. Lo strappo è stato consumato. Adesso si rende necessaria e improrogabile una verifica di maggioranza al fine di chiarire una volta per tutte ruoli e rapporti, accollandosi ciascuno le proprie responsabilità e tirandone le conseguenze.

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1 Commento

  1. silvio fontanini dice:

    Credo anch’io che una verifica di maggioranza ormai si imponga, dopo questa risicata 8 anche se importante9 vittoria del Centro-destra alla Presidenza della Provincia di Verona. Certo, dopo il referendum che vide la sconfitta di Renzi, la gente si potrebbe chiedere a cosa servano le Province ed è una domanda a cui andrebbe data risposta chiara, al di là di ogni pur necessaria verifica nella maggioranza. Un po’ di tempo per farlo c’è. Ora però a Verona è più necessario “vedere” quali carte abbia in mano Flavio Tosi ( una laurea no, deve pur avere qualcos’altro), anche dopo la vile aggressione portata al tenace e volitivo, oltre che serissimo consigliere comunale Alberto Zelger, a cui sono stati messi in bocca, concetti da lui non espressi. Chi lo conosce , sa che è un uomo dall’animo mite. Eppure, quando la porta si è rinchiusa dietro alle sue spalle, una delle voci più aggressive , contro un membro del proprio stesso gruppo, l’ha levata Mauro Bonato ed un’altra, anch’essa molto più acuminata di una lama è stata quella dell’ex sindaco Flavio Tosi. E’ ormai ora di comprendere dove quest’ultimo punti.

    novembre 4, 2018
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