L’aeroporto in serie C


Lettera Numero: 151

L’aeroporto di Verona non va bene. E’ un fatto. Non bisogna essere degli esperti per capirlo. Basta cercare di prendere un volo per qualche parte d’Italia o d’Europa. Il più delle volte si è costretti a ripiegare su Venezia o Bergamo. Là sì che si trova una scelta adeguata di destinazioni. E così anche chi era abituato ormai da anni ad avere comodo l’aeroporto sotto casa ora è costretto a prendere la macchina e sciropparsi più di cento chilometri d’autostrada con traffico, code e probabili ritardi sulla tabella di marcia.
Ma a parte la rottura di palle di dover andare ad imbarcarsi a Tessera o ad Orio al Serio, il fatto è che sta venendo meno un volano dell’economia veronese. Non occorre essere degli scienziati per capire che per un territorio come il nostro che vive di turismo, di intermodalità, di scambi di persone e cose un’infrastruttura come l’aeroporto è vitale. E invece, anche se l’attuale dirigenza dice che tutto va ben madama la marchesa, l’aeroporto di Verona, che dovrebbe essere un delle infrastrutture chiave per lo sviluppo del territorio e la sua economia, è diventato un aeroporto di serie C.  Si pensi infatti che nel 2007 Verona movimentava più di 3.5 milioni di passeggeri e che verosimilmente transiteranno circa 3.4 milioni di passeggeri nel 2018: il traffico che faceva già nel 2007! Più specificamente se si analizza il traffico passeggeri di Verona e dei principali competitors nel periodo 2007 – 2018, si può notare come Bergamo sia passato da 5  a circa 13 milioni e Bologna da 4 a quasi 9 milioni, mentre Venezia da 7 a 11. Mentre i diretti concorrenti  hanno raddoppiato il traffico,  Verona ha addirittura perso il 3%. Ne consegue una perdita economica diretta e di indotto sul territorio stimata attorno ai 250 milioni di euro all’anno se non di più! E di questo i veronesi non possono che essere preoccupati, a cominciare da chi vive di turismo, in città e sul Lago, dalla Fiera alla Fonda azione Arena, dal Comune di Verona alla Provincia alle altre istituzioni economiche che possono avere voce in capitolo. Il problema è sia quantitativo, il traffico passeggeri nel periodo 2007-2018 in Italia è cresciuto del 22% mentre lo scalo di Verona perde il 3%, ma anche qualitativo, con l’aeroporto sempre più scalo low cost domestico. Nel periodo di Gestione SAVE lo scalo è passato dai 2.8 milioni di passeggeri ai 3,4 milioni stimati per il 2018, una crescita di circa il 20% nel periodo considerato con traffico prevalentemente domestico. I nostri competitors sono invece cresciuti quantitativamente di più come ad esempio Bergamo (+49%), ma soprattutto qualitativamente con traffico predominante la componente internazionale come lo scalo di Bergamo (+58%). A Verona, nel periodo di gestione SAVE la componente internazionale, ha perso il 5% a favore di quella domestica a conferma del ridimensionamento in atto. Rimane la questione dello scalo di Brescia, vera ragione dell’ingresso di SAVE nel Catullo SpA. Montichiari è un aeroporto fantasma. Il traffico merci, nel periodo di gestione SAVE, ha perso più del 35%, un vero dramma.
Insomma il rilancio del Catullo non potrà mai avvenire senza investimenti e soprattutto se a controllare è il suo diretto competitor! Verona e Brescia sono rimasti fanalini di coda e le prospettiva per il territorio di avere un sistema aeroportuale all’altezza con SAVE non potrà mai accadere.

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5 Commenti

  1. Raffaele dice:

    Non si può pretendere di crescere quando chi mette i soldi per il rilancio è lo stesso proprietario dell’Aeroporto di Venezia, Il Comune e le varie Fondazioni farebbero bene invece a saldare questo debito con l’aiuto di investitori esterni e magari Veronesi ai quali dovrebbe interessare lo sviluppo dello scalo Scaligero non solo in termini di passeggeri ma anche in termini commerciali vista la posizione strategica. Si continua a ribadire che Verona è al centro del quadrivio commerciale Nord – Sud / Est -. Ovest eppure non si vedono questi grossi investimenti anche privati.

    dicembre 5, 2018
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  2. Paolo bellucci dice:

    Comprendere le logiche degli operatori del Turismo domestici e’ alquanto improbabile
    Sono pochi gli albergatori che si lamentano del mancato rilancio da parte di Save
    Credo che il Sindaco Sboarina debba essere il promotore di una campagna di rilancio mettendo in campo proposte condivise con l’attuale governance dell’aereoporto
    Sappiamo che Fondi stranieri sarebbero interessati a rilanciare la struttura SAVE NON LO FARÀ MAI
    e non ne ha interesse per le ragioni precedentemente enunciate da altri .

    dicembre 5, 2018
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  3. Paolo Danieli dice:

    Faccio un’osservazione terra-terra. Più di qualcuno che conosco personalmente, arrivato a Verona per lavoro e per diletto, mi ha detto: “Verona è una città molto bella, forse la più bella, ma che brutto aeroporto! Non è all’altezza della città!”. E questo, come veronese, mi fa rimanere molto male.

    dicembre 5, 2018
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  4. Alvise dice:

    Fa piacere leggere quello scritto da Leonardo, si vede che ha padronanza dell’argomento. La situazione è comunque grave e se andiamo a contestualizzare il problema aeroporto con una situazione molto precaria della gestione della città da parte di questa giunta (che delusione Sboarina …). Se la svolta è partire dalla Catullo potrebbe essere la via giusta. I soci pubblici hanno il 58% e possono nominare un nuovo DG (Cazzanti e solo un passa carte di SAVE senza esperienze di settore) e soprattutto la nomina di un Presidente di garanzia che faccia gli interessi del territorio e non come è successo finora. Non chiede ai Veronesi di fare i Gilet Gialli in Francia, ma una reazione è sicuramente auspicabile.

    Alvise

    dicembre 5, 2018
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  5. Andrea Zorzanello dice:

    Abbiamo necessità di avere infrastrutture serie, importanti e che portino lavoro ai veronesi. Non è pensabile abbandonare così uno scalo senza battere ciglio. Si trovano fondi per realtà molto meno proficue rispetto ad un aeroporto e qui non si vede una volontà di rilancio concreta. Non lasciamo che le imprese di Verona e dei veronesi vengano abbandonate!

    dicembre 5, 2018
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