Le regole assurde dell’Europa.


Lettera Numero: 739

Che l’Ue sia un’aggregazione economico-burocratica fatta di banche e tecnocrati e non un’istituzione popolare l’hanno capito tutti. Nonostante ogni cinque anni venga eletto un Parlamento europeo, che conta poco-niente, l’Ue ha poco di democratico visto che le decisioni vengono prese dalla Banca Centrale Europea e dalla Commissione, che non sono elettive.
Una delle principali attività dell’Ue è emanare regole che vengono recepite dagli stati: una rete di prescrizioni burocratiche l’ultima delle quali è il GDPR, che riguarda la privacy.
Se nella storia c’è stato un periodo in cui la privacy non esiste praticamente più è quello che stiamo vivendo: telecamere ovunque vedono i nostri movimenti; il Telepass registra dove vai in autostrada o dove parcheggi; carte di credito e bancomat tracciano le tue spese, dove-come-quando; nei conti correnti lo stato può ficcare il naso quando vuole; gli smartphone lasciano nelle celle telefoniche la traccia di tutti i tuoi movimenti e tutti messaggi possono essere letti da qualcuno; le applicazioni informatiche con localizzazione comunicano ai gestori dove sei stato, in che albergo, in che ristorante, in che bar ecc.; servizi informatici vari mappano tutti i tuo acquisti, i tuoi gusti, la tua capacità di spesa. A fronte di tutto questo vogliono far vedere che sono preoccupati della privacy. Così è entrata in vigore il GDPR (Regolamento Generale per la Protezione Dati), complicato al punto che pochi sono quelli che ci hanno capito qualcosa. Un’altra espressione di quella mentalità burocratica che anziché favorire il lavoro lo rende sempre più difficile. Prendiamo chi fa il medico, oppure altri professionisti come gli avvocati o i commercialisti: il segreto professionale c’è sempre stato. I rispettivi Ordini e la legge sanzionano pesantemente chi non lo osserva. E nell’ambito del segreto professionale rientra anche il trattamento dei dati dei pazienti del medico o dei clienti dell’avvocato o del commercialista. Che bisogno c’era allora di tutte queste nuove e inutili regole? Come al solito per rendere sempre più difficile la vita a chi lavora onestamente. Perché, tanto, quelli che dei dati ne fanno un commercio, del GDPR se ne fanno un baffo.

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3 Commenti

  1. Roberto Gallo dice:

    A riprova di quanto scritto da Paolo, segnalo che dal 2007 , l’NSA (National Security Agency, USA) ha in azione il PRISM (Planning Tool for Resource Integration, Synchronization, and Management) un piano di sorveglianza clandestina del traffico internet – segnatamente, GOOGLE – che copre sino al 91% di tutto il traffico internet negli USA. Allo stesso modo in Europa ma i cialtroni di Bruxelles ci regalano il GDPR senza nulla dirci del resto.
    Buon ascolto, yankees!

    settembre 4, 2018
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  2. Gaetano Morgante dice:

    Se l’UE avesse avuto come fine la nascita di uno stato federale in cui vengono tutelati gli interessi e la crescita di tutti gli stati appartenenti, non avrebbe mai consentito a Prodi nel 1998 di firmare per accettazione, l’ingresso della Cina e dell’India nel WTO, spalancando così le porte alla globalizzazione e favorendo esclusivamente le multinazionali tedesche a scapito della produzione interna europea. Fin dall’inizio l’UE è nata come un vestito su misura per la Germania dove la Francia era il sarto, l’Inghilterra la stiratrice e l’Italia il puntaspilli. Le leggi dell’economia non sono semplicissime, soprattutto quando si vanno a considerare gli aspetti macroeconomici, ovvero gli equilibri a livello di sistemi economici nazionali o continentali, però se non si capiscono le cause, sono sufficienti gli effetti per capire che qualcosa non funziona come dovrebbe. I governi che si sono succeduti da tangentopoli in poi hanno fatto a gara per nascondere sotto il tappeto le cause dei vari dissesti economici, quindi si assisteva ad un progressivo impoverimento del nostro tessuto produttivo imputando la causa a non ben identificate difficoltà burocratiche, infrastrutturali, politiche, quando nella realtà venivano attuate tutta una serie di misure volte a mettere consapevolmente in difficoltà il nostro sistema produttivo. In pratica stavano consapevolmente costruendo la bara per la nostra economia, ma i nostri politici lo capivano o facevano finta di non capire? Alla fine hanno privatizzato la banca d’Italia, hanno istituito un regime di cambi fissi, hanno spalancato le porte alla concorrenza asiatica, hanno introdotto l’euro e si sono appropriati del controllo economico del Paese imponendoci un bilancio statale che porta solo all’asfissia del sistema economico e finanziario. In pratica la Germania si è tolta dai piedi l’unico Paese che poteva fargli concorrenza, ha creato una moneta unica con una serie di Paesi in crisi economica “pilotata” in modo da mantenere sottovalutato l’euro e poter incrementare senza limiti le sue esportazioni e quindi il suo PIL. Questa non è l’Europa, questo è l’impero tedesco con vassalli servitori.

    settembre 4, 2018
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  3. Giampaolo Elampini dice:

    Il grande problema dell’europa è che vi sono delle plutocrazie che comprano politicanti europei miserabili il cui unico fine è quello di far soldi con la loro carica. Nulla impedirebbe allo stato italiano di inasprire controlli e multe sui gestori di dati, ma quando abbiamo un partito che ha come referente un manipolitore di dati, credo che questo sarà impossibile. Sono sempre stato pro europa, ma ci sono anche tante alte alternative che la nostra posizione geografica ci consente, ma l’attuale maggioranza non ha nè visione politica vera, nè capacità dei singoli di elaborare alternative. Dunque rassegnamoci per ora a questa miseria che la maggior parte del paese ha comunque votato. Guardiamo anche alla nostra destra italiana: è senza idee vere, senza ideali veri, senza proposte vere, senza politici veri….. e se non si è veri vuol dire che si è falsi

    settembre 6, 2018
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