Liberiamo piazza Erbe!


Lettera Numero: 143

Piazza delle Erbe è, se non la più bella, una delle piazze più belle di Verona. Per tutto il secolo scorso i veronesi si sono abituati a vederla coperta di banchetti che vendevano appunto “erbe”, che in senso lato vuol dire frutta e verdura, cui nel corso del tempo si sono aggiunti altri generi alimentari e qualcos’altro. C’erano anche un paio di banchetti che friggevano e vendevano i “bomboloni” che conferivano alla piazza quella puzza di fritto che, a ripensarci con l’olfatto della nostalgia, ora sembra addirittura un profumo. C’era la donna che vendeva la selvaggina, i funghi e i tartufi e preparava, promuovendole urlando, “le siele bele!”, ossia i fondi di carciofo che separava incessantemente dalle foglie con un coltellino fra le dita che spuntavano dai mezzi guanti che era costretta ad usare per il freddo, nere del ferro contenuto nell’ortaggio. E poi c’erano quelli che vendevano le caldarroste, il banchetto degli “useleti” in gabbia, di tutti i tipi, di tutti i colori, col tipico odore del guano. E c’era perfino l’arrotino che vendeva dei bellissimi coltelli artigianali.

C’era. Perché adesso dei “piasaroti” , dei “piasaroti” quelli veri non c’è più nessuno. Al loro posto quasi tutti stranieri che vendono cianfrusaglie d’ogni tipo che con “le erbe” non c’entrano niente. A vendere frutta e verdura ce ne saranno sì e no un paio.
Però i banchetti ci sono ancora. Non quelli lì, quelli veri, quelli che alla sera venivano avvolti in teli di iuta a proteggere tutta la merce fino alla riapertura,cal mattino presto e nessuno aveva toccato niente. Adesso ci sono dei banchetti che quando li chiudono sembrano dei sarcofagi, orribili installazioni che offendono l’occhio intento a gustare l’armonia della piazza. Li hanno fatti così, concordandoli con qualche amministrazione comunale passata, per poterli chiudere bene in modo da evitare i furti e per poterli trasportare altrove al fine settimana, quando la piazza è liberata da quelle brutture.
Ecco, dato che della tradizione di Piazza Erbe non c’è più nulla, meglio che la piazza venga liberata dai finti banchetti per sempre. C’aveva provato inutilmente l’assessore Alberto Benetti. Una battaglia giusta che però era cozzata contro i pochi “piasaroti” rimasti. Oggi non ci sono più neanche quelli…

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2 Commenti

  1. maurizio manfredi dice:

    Parole sacrosante Paolo. La prima volta o, il primo ricordo che ho di piazza Erbe vuota è quello del giorno della Cresima. Ricordo ancora lo sgombero dei ” bancheti ” ( quelli veri! ) la sera prima e c’era pieno di camion per raccogliere le ” sgauie ” e quelli cisterna carichi di acqua per lavare tutta la piazza. Una grande emozione! Tu ed io che abitavamo a pochi passi dovremmo ricordare quelle scene! Sarebbe bellissimo liberarla da cinesi e altre etnie e, o rimetterci ” piassaroti ” autentici con le ” erbe “, i bomboloni e le caldarroste o, liberarla definitivamente facendo però attenzione che non si tramuti in un ” happy hour ” permanente e non diventi un ricettacolo per alcolizzati, sbandati, spacciatori o altro.
    VIVA PIASSA ERBE LIBERA !!!

    giugno 9, 2018
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  2. Adelmo Pigaiani dice:

    Ricordi belli del passato, leggendo l’articolo mi veniva in visione il passato, ora non c’è più niente come allora, come il mercato domenicale di Zevio dove era d’abitudine andare ma ora è diventato la cachba di vendita di cianfrusaglie e patache da commercianti quasi totalmente stranieri.

    giugno 9, 2018
    Rispondi

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