Press "Enter" to skip to content

L’incompiuta

Lettera Politica N. 587

Salvini dice le stesse che abbiamo sempre detto noi di destra. Perciò ottiene consenso, perché la destra è priva di un partito che ne rappresenti credibilmente gli elettori. In base a questa constatazione egli ha abbandonato la storica linea politica della Lega, autonomista e localista, per far sue le tematiche della destra: difesa dell’identità, del territorio italiano, dell’ordine. E i risultati si vedono.

Si può allora pensare che la Lega è il nuovo partito della destra italiana?

Più di qualcuno ne è convinto e a supporto ci sono degli accreditamenti, come, ad esempio, l’accordo con Casa Pound. Ma prima di poterlo affermare bisogna fare alcune valutazioni.

La Lega, anche se ne ha sempre rifiutato l’etichetta, è annoverata fra i movimenti di destra, tanto che quando esisteva Alleanza Nazionale, c’era un rapporto di proporzionalità inversa fra i due partiti: dove An calava la Lega aumentava e viceversa. Poi con la rinuncia di An a esercitare il ruolo del partito di destra, la Lega si è appropriata dei suoi cavalli di battaglia, conquistando parte dell’elettorato di destra.

Salvini, che pure ha radici ideologiche di sinistra, sparita An, ha capito che quel bacino elettorale poteva essere facilmente saccheggiato. E ci è riuscito.

Ma la sua è un’opera incompiuta. Anziché trasformare la Lega Nord in un partito nazionale, che rappresenti la destra, magari sostituendo “Nord” con “Nazionale/ Italiana” o qualcosa del genere, ha preferito fermarsi. Eppure le condizioni per un espansione anche a centro-sud c’erano tutte.

La Lega rimane così un partito radicato in tre o quattro regioni, poco per aspirare ad essere il partito della destra italiana. Pochissimo per rappresentare un’alternativa credibile alla sinistra.

La Lega così arriverà al massimo ad un 14/15%. Pochino per infastidire Renzi, che può dormire sonni tranquilli avendo una parte dei voti di opposizione “congelati” e inutilizzati nella Lega, un’altra nel M5S di Grillo ed un’altra ancora nell’astensione.

Solo una nuova coalizione si centro-destra potrà impensierirlo. Ed è a questo che bisogna lavorare.

2820 visite totali 6 visite oggi

Like
Like Love AhAh Wow Sigh Grrr

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

[sg_popup id=3]