Lo “ius soli” non deve passare


Lettera Numero: 702

Ius sanguinis” versus “ius soli”. Non è solo questione di cambiare una legge. E’ molto di più. E’ una questione sulla quale si scontrano due visioni dell’uomo e perciò passano in secondo piano equilibri politici e dinamiche parlamentari. Ci si gioca molto di più del diritto di cittadinanza. Introducendo lo “ius soli” si vuole stravolgere uno dei pilastri sui quali è stata costruita nel corso dei millenni la civiltà europea, cioè la più alta espressa dal genere umano.
La nostra civiltà si è sviluppata con una precisa concezione dell’uomo, inteso come l’anello di una catena costituita dai genitori fino agli avi e, per gli anelli successivi, dai figli e dalle generazioni a venire. E’ in base a questa concezione che la nostra società si è strutturata in famiglie, tribù, nazioni. E’ in base a questa concezione che si sono stabiliti legami di responsabilità fra le generazioni, che è stato fondato il diritto ereditario e che la cittadinanza è stata concepita sulla base dello “ius sanguinis” – diritto del sangue- poiché si credeva che fosse il sangue la sede dei caratteri ereditari. Intuizione giusta. Poi ci ha pensato la scienza a spiegare che in realtà essi non risiedono nel sangue, ma nel “Dna”, ma il concetto è il medesimo.  E’ insomma dimostrato che l’idea di considerare ogni essere umano in relazione genetica con ascendenti e discendenti è corretta.

Lo “ius soli” invece parte da una visione dell’uomo opposta, dato che viene inteso come individuo avulso, atomo sociale svincolato da ogni legame, responsabilità, struttura sociale e politica.
E’ il frutto velenoso dell’individualismo propugnato dal Pensiero Unico, che implica la distruzione degli stati, dei corpi sociali, della famiglia, delle identità, finanche sessuali, in base a una concezione dell’uomo che non ha riscontro nella realtà, ma che è un‘astrazione funzionale alle esigenze economiche del liberal-capitalismo mondialista che nei propri disegni persegue una società globalizzata, omologata, meticcia composta da individui buoni solo per consumare e lavorare.
Pensare che uno possa essere considerato italiano per il solo fatto di essere nato in Italia significa pretendere che la carta bollata valga più della natura, della cultura e della storia. Significa, per semplificare con un’iperbole, che se un cane nasce in un pollaio è per legge un pollo, o se un maiale nasce in una stalla è per legge un bovino.

3237 visite totali 24 visite oggi

Like
Like Love AhAh Wow Sigh Grrr
4

Commenta per primo l'articolo

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *