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Lo stato tocchi Caino

Lettera Politica N. 754

L’argomento pena di morte è terreno scivoloso. Facile essere presi per forcaioli. Ma il rischio certo della disapprovazione non è un buon motivo per esprimere un’opinione controcorrente.
Nessuno tocchi Caino!” è uno degli slogan più efficaci contro la pena di morte. Anche se per mantenere Caino in Italia spendiamo 124,96 euro al giorno.
Non sono tutti assassini i 65.889 detenuti (36,7% stranieri) per i quali spendiamo 8.238.589 euro al dì, più di 3 miliardi all’anno. Fatto sta che nel conto dobbiamo metterci anche gli autori di delitti efferati, serial killers e assassini recidivi.
Donato Bilancia, condannato per 17 omicidi è rimasto nostro ospite a 124,96 euro al giorno per una ventina d’anni. Come avergli dato uno stipendio di 3.748 euro al mese.
Pietro Maso, il veronese che massacrò i genitori per l’eredità è stato per 22 anni a carico di tutti noi, sempre a 3.748 euro mensili per un totale di quasi un milione di euro. Solo per fare i primi due esempi che vengono alla mente.
Quasi ogni giorno viene ucciso qualcuno. Per ogni morto c’è un assassino. Se scoperto, viene condannato ad essere mantenuto a spese nostre.
E’ giusto? No. Ma è legale, in quanto la Costituzione prevede che la pena abbia funzione rieducativa. Ma il carcere rieduca? O è piuttosto una scuola di specializzazione per delinquenti?
Mancano i soldi per  le pensioni, ma si mantengano gli assassini! Quando la colpevolezza è provata al di là di ogni ragionevole dubbio e il delitto è stato particolarmente crudele uno stato giusto deve applicare la pena di morte. Non solo per motivi economici, ma per una questione di proporzionalità della pena. Non è possibile che un assassino prenda 20 anni, come il massimo della pena prevista per uno che ha intascato una mazzetta! Un conto è rubare, un altro è uccidere. Come non è giusto che un omicida di 20 anni possa tornare libero quando ne avrà 35/40 ed avere ancora una vita davanti.
Si dirà: ma lo stato non può trasformarsi in assassino. E allora come la mettiamo con le guerre? Anche l’Italia le fa. Quando i bombardamenti Nato sulle città della Serbia uccidevano degli innocenti non era forse molto più grave ed ingiusto che togliere dalle spese qualche assassino?

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5 Comments

  1. Roberto Gallo
    Roberto Gallo Gennaio 30, 2019

    Completamente d’accordo. Se da un lato la teoria penale “retributiva” appartiene al passato, la teoria penale dell'”emenda” ha dimostrato la suffragata, sostanziale, incapacità di recuperare chicchessia e, dall’altro, ha lasciato la società, le persone, in balia di soggetti che, per l’efferatezza dei loro crimini, sono fuori dal consorzio umano. In primis, poichè i delitti mafiosi sono un attentato allo Stato, alla sua economiae poichè si tratta non di singoli delinquenti ma di organizzazioni, si tratta di un attacco allo Stato ( contro i suoi rappresentanti, Forze di Polizia e Giudici): tribunali militari e fucilazioni. Idem per mafie nigeriane, rumene e loro accoliti, che fanno a pezzi povere ragazze dopo averle violentate.
    Quindi, un accordo con un Paese serio – Cina, la migliore, per mia conoscenza del sistema – affinchè, nei loro grandi spazi, facciano scontare colà la pena a delinquenti condannati in Italia, contemporaneamente ad una opera di rieducazione che solo i Comunisti cinesi sanno applicare: Educazione Civica nelle campagne. Il costo sarebbe ridotto ad un decimo ed il risultato assicurato. Due piccioni con una fava.

  2. Gaetano Morgante
    Gaetano Morgante Gennaio 30, 2019

    Problema spinoso dove non c’è una soluzione perfetta, soprattutto considerando la possibilità degli errori giudiziari e la conseguente uccisione di innocenti. Altra cosa il costo di mantenimento dei carcerati che dovrebbe essere recuperato, almeno in parte, con i lavori forzati.

  3. Francesco L
    Francesco L Gennaio 30, 2019

    In linea di massima sono d’accordo e trovo che pure l’ultima digressione – quella relativa alle guerre – sia molto azzeccata. Tuttavia, da tempo mi chiedo se non sia ancora più congruo – nonché in accordo col criterio di proporzionalità della pena – applicare la pena dei lavori forzati A VITA in luogo della pena di morte per determinati reati:
    1)omicidi compiuti con particolare efferatezza, non solo ai danni di esseri umani ma anche degli animali (se un individuo riesce ad essere così crudele su un animale il buon senso suggerisce che debba essere isolato dalla società in modo perpetuo) e non solo se portati a termine ma anche se solamente tentati
    2)violenze sessuali: in ogni loro forma, sia portate a termine che tentate
    3)reati connessi con il terrorismo
    4)se qualcuno volesse suggerirne altri…

    P.S: a mio avviso con i lavori forzati a vita si tutelerebbe in misura LEGGERMENTE (purtroppo) più efficace la vittima del reato da eventuali ritorsioni derivanti da tentativi di vendetta da parte di congiunti / affiliati del condannato. Inoltre, si avrebbe ancora il tempo per eventuali “revisioni” della pena, cosa ovviamente impossibile qualora il condannato sia già stato ucciso.

  4. adelmo
    adelmo Febbraio 1, 2019

    Sarebbe giustissimo che quei delinquenti condanati pagassero danni causati a vittime e spese di mantenimento e quantaltro con lavori forzati o obbligati.
    Ma qui tuttelano i delinquenti, poverini.

  5. giuliana
    giuliana Febbraio 5, 2019

    Lavori forzati?
    Scappavano dalla Cayenna, figuriamoci se non riuscirebbero a scappare anche da altri posti…
    No, io credo che, dopo ovviamente un giusto processo dove sia emersa la reale colpevolezza dell’accusato in questione, non sia giusto che la società , ossia noi cittadini, si faccia carico del mantenimento di coloro che hanno tolto ad altri il diritto alla vita, lo stesso diritto viene irreparabilmente perduto quando tu lo togli ad un altro essere umano.
    Aggiungo che chi ha subito il danno dev’essere adeguatamente risarcito da chi ha commesso il fatto, e se non può che provvedano i parenti. Cavoli loro.
    Metterei anche in conto la stessa pena per chi tortura ed uccide gli animali, perché chi è in grado di procurare dolore ad un cane, un lupo, un gatto o altri è pericoloso anche per gli umani, si tratta di psicopatici, quindi via!
    I reati punibili con la pena di morte naturalmente sono gli omicidi particolarmente efferati, la violenza sessuale anche solo tentata (avete visto la foto di quella ragazza che ha rifiutato le avances violente di un tunisino, e si è beccata una serie di bottigliate in testa?), gli atti di terrorismo, e tutti quei delitti annunciati e mai prevenuti nonostante le mille denunce di stalking, minacce, persecuzioni e quant’altro.
    Dimenticavo: la certezza della pena è il deterrente maggiore, se uno sa di essere beccato valà che ci va piano prima di commettere un qualsiasi reato!
    Purtroppo siamo nella repubblica del buonismo assurdo, dove i reati compiuti dagli stranieri non vengono neppure menzionati dalla stampa di regime per paura di offendere gli “ospiti”, peraltro sgraditi alla maggior parte degli italiani, quelli veri, che vogliono mantenere i confini, la propria identità e difendere il suolo patrio, e dove una anziana che “ruba” per fame un pezzo di formaggio viene denunciata.
    Qui bisogna cambiare la testa alla gente, altrimenti non si arriva a capo di nulla.

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