L’onestà intellettuale di Diego Fusaro


Lettera Numero: 745

Diego Fusaro comincia a dar fastidio. Lo si percepisce dai commenti sui media, specie da sinistra. Un collegamento che salta, un articolo che gli toglie la pelle, una fake-news, una battuta irritata: tutti segni che il giovane filosofo dopo un primo periodo di compiaciuta curiosità per le sue posizioni di marxista eretico o, se si preferisce, eterodosso, per la sua immagine fresca e piacevole e per il suo eloquio forbito, sta diventando scomodo.
Diego Fusaro, 35 anni, torinese, dottorato di ricerca in filosofia, formazione hegeliana e marxista, da un paio d’anni è spesso in tv come opinionista. Abile nella comunicazione in un italiano perfetto e anche ricercato, riesce a rendere comprensibili e alla portata della gente concetti di politica, di filosofia e di economia che di solito vengono trattati con termini incomprensibili ai più.
Fusaro non ha peli sulla lingua e quando parla dell’Europa, dello spread, delle agenzie di rating, della crisi, delle nuove povertà, del debito pubblico e di altre questioni che ingombrano l’agenda politica lo fa andando al cuore dei problemi, senza auto-censure, con un’onestà intellettuale che spiazza i reggicoda del mainstream mediatico.
Da marxista ha colto le vere motivazioni della crisi della sinistra, della sua inadeguatezza di fronte alla globalizzazione e ne individua la causa nell’internazionalismo, in quanto isolando il lavoratore dal popolo e dalla nazione lo riduce ad un numero in balia del capitalismo e della speculazione internazionale. Per i lavoratori, e quindi per il popolo, diventa allora essenziale mantenere quei punti di riferimento che soli impediscono il naufragio nel villaggio e nel mercato globale: famiglia, popolo, nazione, sovranità, democrazia. Ma affermare ciò per la sinistra è una bestemmia! Di qui le accuse di populismo, di fascismo, di rossobrunismo.
Per chi invece, come noi, è alla ricerca di nuove sintesi per esprimere una nuova politica che possa costituire un reale argine al dilagare del liberal-capitalismo, dell’idolatria del mercato e del Pensiero Unico vedere che un giovane filosofo proveniente da sinistra si trovi i sintonia con il pensiero della destra sociale e nazionale è motivo di grande speranza.

1242 visite totali 15 visite oggi

Like
Like Love AhAh Wow Sigh Grrr
29

2 Commenti

  1. Canoi dice:

    Seguo Fusaro che sta facendo il percorso di Claudio Martelli avendone la stessa formazione. Condivido anche le sue affermazioni (sue di Danieli). Fusaro sta arrivando velocemente a considerare che dx e sin sono complementari. contrapposti funzionali ma senza inimicizia.

    novembre 4, 2018
    Rispondi
  2. Paolo Danieli dice:

    Come sempre accade le avanguardie non sono comprese e sono viste con sospetto. Ciò non toglie che per il bene comune non ci si deva accollare il rischio di non essere capiti. Ho cercato di dirlo anche con alcune lettere politiche: caduto il comunismo, la contrapposizione destra/sinistra ha perso molto del suo significato. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che lo svolgersi alle estreme conseguenze del sistema liberalcapitalista ha evidenziato tanti punti in comune fra la destra politica e la sinistra orfana della rivoluzione proletaria. E’ nell’ordine delle cose che il nemico comune ( il liberalcapitalismo) farà cadere tante barriere e porterà ineluttabilmente ad un unico fronte nazionale, sociale e popolare.

    novembre 4, 2018
    Rispondi

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *