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Ma mi faccia il piacere!

Lettera Politica N. 709

I sondaggi danno il M5S al 27%. Se confermato dalle urne sarebbe il primo partito. Una sciagura. Per fortuna il centrodestra è quasi al 40% che gli darebbe la maggioranza assoluta in Parlamento. Ciò non toglie che il partito di Grillo e Casaleggio continui ad essere un pericolo e un fattore di blocco della democrazia. Vediamo perché.
I motivi sono due.
Il primo è sotto gli occhi di tutti. I suoi rappresentanti sono dilettanti allo sbaraglio, senza esperienza politica, eletti per caso per essersi iscritti alle “parlamentarie” (la procedura online con cui vengono scelti i candidati). L’87% non ha mai lavorato. L’elezione è stata come aver vinto alla lotteria. Perfetti sconosciuti, rimasti tali anche dopo. Chi sa dire al volo il nome di un parlamentare grillino? Nessuno. Inesistenti e inconsistenti. Pedine nelle mani del padrone. Eh sì: padrone.
E qui veniamo al secondo punto
Il M5S, nonostante i tentativi di dissimularne la natura, non è un partito, non è legato a una struttura territoriale, a delle persone, a dei gruppi. E’ un’organizzazione alle dipendenze di Davide Casaleggio, proprietario unico della piattaforma Rousseau, la struttura informatico-organizzativa ereditata dal padre Gian Roberto, fondatore assieme a Grillo del movimento.
E’ attraverso la piattaforma Rousseau che il padrone controlla tutto, compresa la scelta dei candidati. Solo lui ha le chiavi e tutti i dati. Nemmeno Grillo, che per questo pare stia mollando. La struttura è verticistica che di più non si può. Di democrazia neanche l’ombra. Decide tutto lui, il giovane Casaleggio. Tutti gli altri non contano. E Di Maio, il 31enne senza arte né parte che prima di essere eletto aveva fatto solo dei lavoretti saltuari, dovrebbe fare il premier? “Ma mi faccia il piacere! “ direbbe Totò.

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4 Comments

  1. Beppe Giuliano
    Beppe Giuliano Gennaio 26, 2018

    Non sono sconvolto dall’assenza di curriculum del Di Maio: credo che molti parlamentari abbiano un percorso professionale alquanto approssimativo. E, oltretutto, fior di laureati ed economisti hanno sottoscritto politiche fallimentari nel recente passato che hanno fatto esplodere il debito pubblico nazionale. Era più saggio affidare il nostro Tesoro ad una madre di famiglia non laureata, ma abituata ad arrivare a fine mese col solo stipendio del marito. Avrebbe speso di meno e meglio.
    Quindi non è detto che un “pezzo di carta” o dieci anni di lavoro alla Merryl Linch garantiscano chissà che…Ma non voglio partecipare allo sputtanamento della politica dando corpo alle accuse di incompetenza. Le trovo ripugnanti: il Parlamento è lo specchio dell’Italia di oggi. Se non ci piace dovremmo pensare di cambiarlo, accettando però di cambiare a nostra volta.
    Ha ragione Paolo. Quello che è profondamente grave è la totale assenza di trasparenza e democrazia del M5S: del PD, di Forza Italia, della Lega, di LEU sappiamo di tutto e di più. Chi ha voglia trova tutti i giorni sui giornali argomenti e indiscrezioni. Dei 5 Stelle soltanto quello che vogliono loro. Come si diventa leader di questo movimento ora quasi partito? Mistero. Come ci si contende la leadership? via blog? A chi rispondono? che uso fanno dei link, dei like, delle email acquisite col blog? mistero. Qual è il fine ultimo di scatenare la rabbia della gente? chi manovra i burattini?
    Questo è il vero pericolo per tutti noi.

  2. giuliana
    giuliana Gennaio 27, 2018

    Beppe Giuliano chiede: “chi manovra i burattini?”
    ahimè, gli stessi che manovrano gli altri…alla mia età veneranda ne ho viste di ogni…

  3. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Gennaio 27, 2018

    Condivido la sostanza del commento di Beppe Giuliano. Come sempre. Tuttavia resto convinto che chi vuol rappresentare il popolo dovrebbe avere un minimo di esperienza politica, dovrebbe aver fatto un po’ di gavetta, com’è per tutti i mestieri. Andare a sedersi in Parlamento senza nemmeno conoscere l’ABC della politica significa solo prestarsi ad essere dei burattini nelle mani di qualcuno. E’ questa la più grave forma di disonestà nei confronti degli elettori: andando a fare ciò che non si è capaci di fare. E poi resto sempre convinto che aver lavorato almeno una decina d’anni, aver dimostrato di saper fare qualcosa , di aver presentato una denuncia dei redditi dovrebbe essere una garanzia richiesta per legge a chi si candida

  4. adelmo
    adelmo Gennaio 29, 2018

    Inoltre Di Maio ha detto che con loro al governo via tutte le armi dalle case della gente. Se fosse vero (chiedo verifica e/o conferma) con le orde di invasori che ci sono e quelli che arriveranno ci vogliono anche disarmare e legarci le mani; manca solo he ci mettono la tuta arancione come quelli dell’Isis. Si salvi chi puo. Adelmo.

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