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MES e crisi. Analisi economica

Lettera Politica N. 813

Che cos’è il MES? Quale la sua utilità?
L’acronimo sta per Meccanismo Europeo di Stabilità, meglio conosciuto come Fondo Salva Stati, creato ufficialmente nel 2012 ma già attivo dal 2010 con il nome di Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria.
Il MES altro non è che un grande conto corrente sul quale gli Stati versano soldi in base alla loro forza economica. La sua potenza di fuoco massima è calcolata in 700 miliardi, ma ad oggi ne sono stati versati soltanto 80, di cui 14 li ha messi l’Italia, che è il terzo contribuente dopo Germania e Francia.
Scopo del MES sarebbe di evitare le crisi finanziarie degli Stati dell’area euro, prestando soldi ai Paesi in difficoltà in cambio di un accordo (Memorandum of Understanding) per la sistemazione dei conti pubblici. Di fatto una cessione di sovranità alla Troika, composta da BCE, FMI e Commissione Europea. Il caso Grecia insegna.
Oggi si pensa di utilizzare il MES per far fronte alla crisi da Covid-19, senza l’obbligo di rispettare i vincoli europei sui conti pubblici. Bene! Peccato che dietro l’angolo ci sia la fregatura perché, come detto dal Presidente dell’Eurogruppo Centone “il MES sarebbe usato per i costi sanitari ed economici e nel lungo termine gli Stati dovrebbero concentrarsi sull’azione per assicurare un percorso sostenibile” ( Sole24ore).
Di fatto quindi le condizionalità sarebbero solo sospese e per l’Italia, nel caso di utilizzo del MES, si prospetterebbero, finita la pandemia, nuove politiche di rigore e austerità, che si sono dimostrate inutili e dannose e che avrebbero l’unico risultato di toglierci quel poco di sovranità che c’è rimasta.
Oltretutto il MES finanzierebbe gli Stati fino ad un massimo del 2% del PIL, che per l’Italia sarebbero appena 35-36 miliardi di euro: briciole.
Questo è invece il momento per l’intervento della BCE a sostegno di cittadini ed imprese. Non si può demandare l’utilizzo della banca centrale ad un Fondo che non può stampare moneta ma solo
prestare soldi ai suoi stessi correntisti: un’assurdità. In alternativa possiamo sempre riprenderci la nostra sovranità, soprattutto quella monetaria.


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5 Comments

  1. Gaetano Morgante
    Gaetano Morgante Marzo 31, 2020

    Per quale motivo in una comunità economica il cui obiettivo dovrebbe essere la formazione di un comune stato federale non è stato pensato un fondo salva stati emergenziale senza rivalsa ? Il motivo è semplice, perché nella realtà non era prevista la formazione di uno stato federale, il messaggio federalista era veicolato per riuscire a superare le difficoltà dovute alla contrarietà di alcuni stati nel cedere parte della loro sovranità. Nella realtà la UE dopo il crollo del muro di Berlino ha cambiato direzione, i tedeschi hanno rialzato la testa e hanno cominciato a pensare come prevalere sulla concorrenza europea e mondiale. In Europa il principale competitor era l’Italia con una fortissima industria manifatturiera, un forte mercato interno, a livello più basso c’erano Francia e Spagna, poi il resto dei paesi avevano una capacità industriale modesta o inesistente. L’Italia era per la Germania il pericolo numero uno, occorreva metterla all’angolo, ma la classe politica italiana al comando era sì corrotta, ma attenta agli interessi nazionali, non sarebbe stato facile farle accettare pozioni avvelenate. Nel frattempo il partito comunista italiano era in lutto per la morte del suo storico ideale, il comunismo, defunto con il crollo del muro di Berlino. Il Pci era allo sbando, privato del suo obiettivo fondante si interrogava su quale direzione prendere, e l’europeismo unito al globalismo liberista, è stata la pillola avvelenata che la Germania, unita al potere finanziario globale, ha servito su un piatto d’argento alla sinistra europea. L’evoluzione del PCI ha cominciato ad inserirsi negli organigrammi della UE e ad essere sempre più partecipe dei meccanismi comunitari. Ora bisognava liberarsi della classe politica dominante in Italia, ovvero la DC e il PSI e qui arriva il golpe giudiziario con l’assistenza indiretta degli USA. in un incessante susseguirsi di scandali tangentizi un manipolo di giudici riesce a distruggere una intera classe politica lasciando ovviamente indenne il PCI perché era la forza politica che doveva sopravvivere e che doveva reggere il gioco alla Germania in quella che era la ridefinizione degli obiettivi economico commerciali della UE. Parte la stagione dei referendum per l’accettazione della nuova costituzione europea, ma va male, pochi stati la approvano, la gran parte la rifiutano. Si gioca allora una carta rischiosa, la moneta unica, la perdita della sovranità monetaria dei singoli stati a favore di una banca centrale europea che ovviamente sarà controllata dalla Germania. L’importante è che vi aderiscano l’Italia, la Gran Bretagna, la Francia, la Spagna e la Germania, gli altri stati se partecipano bene, ma non è fondamentale. La Gran Bretagna sente puzza di bruciato e se ne tiene fuori, ha capito che sarebbe come mettersi le manette ai polsi. La Francia accetta non prima di avere garanzie dalla Germania in merito alla possibilità di mantenere la possibilità di emettere il franco francese africano fonte di una parte considerevole dei PIL francese, la Spagna vede nell’euro una stabilizzazione alla sua valuta e anche qui la sinistra spagnola al pari di quella italiana è fondamentale nel processo di accettazione, l’Italia è già convinta in partenza tramite Prodi, Amato e Ciampi che veicolano messaggi vacui ma entusiasmanti per la nascita della moneta unica, sorvolando sull’irrazionalità dell’avere una moneta unica con diversi e separati sistemi fiscali e spese statali. Nel medesimo periodo avviene la mossa fatale, nel 1998 Prodi quale commissario europeo firma per conto della UE l’accettazione all’ingresso nel WTO dei paesi asiatici tra cui ovviamente c’è la Cina.. Questa è la mossa vincente della Germania, spalanca le porte europee alla concorrenza asiatica, libero accesso alle importazioni di beni provenienti dall’Asia, sì al dumping salariale favorevole all’Asia, morte della produzione manifatturiera di beni non durevoli italiana, incessante crescita di beni durevoli come macchinari e impianti da parte della Germania da esportare in Asia. In tutto questo l’euro è come uno scacco matto, Paesi danneggiati dalle importazioni asiatiche non possono svalutare più la moneta per riprendere competitività, hanno una sola possibilità: abbassare drasticamente i salari, il che significa recessione perenne, deflazione, povertà e disoccupazione a livelli incomprimibili. Siamo quindi arrivati ai giorni nostri, dopo 20 anni di recessione esiste ancora una larga fascia della popolazione che non ha capito una fava, non perché sia ritardata, ma perché si fida dei media mainstream, si fida degli economisti europeisti che pubblicano e parlano in televisione ovviamente perché sono quelli autorizzati a farlo in quanto appunto europeisti a libro paga di questa o quella banca o istituzione europea. Purtroppo arriva il coronavirus e assieme al virus arriva l’emergenza economica, enorme, incalcolabile, e per farle fronte non bastano le usuali fonti finanziarie, serve di più molto di più. I nostri pidioti, europeisti convinti che negli ultimi anni hanno venduto le terga a qualunque funzionario della UE, che negli ultimi 30 anni non si sono più sentiti italiani ma cittadini europei in quanto il loro ideale europeista gli impediva di accettare la nazionalità italiana vista e sentita come limitante e superata, hanno ascoltato le parole della Merkel e della von der Leyen più o meno come quelle con cui lo sposo promesso dichiara alla futura sposa che non l’ha mai amata, l’ha fatta cornuta e le ha anche fottuto tutti i soldi. I pidioti hanno dovuto accettare la morte anche del loro ultimo ideale, l’europeismo. L’Europa Unita non c’è mai stata, ci sono solo stati alcuni trattati commerciali che avevano come obiettivo la prevaricazione economica di alcuni stati su altri stati, nulla più. Questo è il motivo per cui non ci saranno i coronabond, perché con il MES la Germania e forse la Francia potranno banchettare sulle spoglie di una Italia moribonda e in vendita al miglior prezzo. Churchill aveva ragione, la Germania una volta rialzata la testa tornerà a creare problemi .

  2. Emilio Frasson
    Emilio Frasson Aprile 1, 2020

    A 48 ore dai “pieni poteri” votati ad Orban dal Parlamento ungherese non riesco a capire cosa stia succedendo. In Ungheria è chiaro, i pieni poteri sono a tempo indeterminato (con facoltà ad Orban di sciogliere il Parlamento e senza obbligo di fare nuove elezioni) di fatto e di diritto: dittatura. Nel PPE europeo, a netta dominante guida tedesca il silenzio è totale, si potrebbe intendere che la sospensione di Orban, comminata e reiterata, basta e avanza. In Germania Merkel sempre più debole ha fatto partire l’intervista televisiva a Conte (come dire: di più non posso). In Francia Macron ancora silenzio. La partita sembra molto complicata. Sembra a me che i pieni poteri di Orban siano intrecciati con il modo sovranista di fare Europa. Cioè non far avanzare le 3 colonne di Maastricht ma al contrario, far retrocedere a semplice “zona di libero scambio”. Questo sembra essere il segno politico del rifiuto di Coronabond. Ho messo alcuni “sembra” non a caso. Vedremo. Tutto starebbe dentro la reazione in USA e in EU al globalismo senza regole; si poteva uscire con “regole” ma sta prevalendo la chiusura. In Italia abbiamo la maggiorana elettorale, Lega Fratelli d’Italia, nettamente sovranista. Temo che saremo l’agnello sacrificale.

  3. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Aprile 2, 2020

    Rispondo all’interessante commento di Frasson con una constatazione: l’Europa, intesa come costruzione economico-burocratica non esiste più. Il virus ha messo a nudo il suo limite che è quello di essere una casa che è stata costruita alla rovescia, dando piùimportanza all’economia che alla politica, alle banche più che al popolo. E con una previsione: la pandemia ha fatto crollare l’ideologia mondialista del villaggio globale o, meglio, del mondo unificato, degli stati aperti. Col muro di Berlino è crollata l’ideologia del comunismo, degli uomini tutti uguali, dell’internazionalismo proletario. Con il coronavirus è crollata quella del cosmopolitismo, del meeting-pot, del liberismo. Va da sé che sarà necessario tornare alle nazioni sovrane, magari alleate, associate in accordi economici e politici, ma sovrane e, all’occorrenza, chiuse. Come gli Usa, come la Russia, come la Cina, come il Regno Unito.

  4. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Aprile 2, 2020

    Come non concordare con la lettura disincantata di Gaetano Morgante? Apprezzo molto la sua capacità di inquadrare storicamente gli eventi e di farlo in maniera oggettiva e con grande onestà intellettuale senza curarsi dell’opinione dominante. Complimenti, Gaetano! Sottoscrivo tutto.

  5. Emilio Frasson
    Emilio Frasson Aprile 3, 2020

    E’ molto probabile che, alla fine, ci ritroveremo come scrive Paolo Danieli. Molto probabile ma non auspicabile. L’impoverimento già ora evidente diventerà da terzo-quarto mondo. Infine una piccola nota per Morgante: la nostra manifattura competitrice della Germania? ma dove ha visto ste cose? Fiat a competere con VW e Mercedes, Enichem a competere con Bayer. I nostri sono fasonisti dell’industria tedesca e appena possono vendono. L’unica industria che poteva avere un vantaggio Telecom è stata smembrata e distrutta da Prodi e PDS per pagare l’obolo di tangentopoli. Ma quale competizione?

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