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Minestre riscaldate

Lettera Politica N. 559

Le regionali dell’Emilia-Romagna e della Calabria sono un test per fotografare la tendenza dell’elettorato e valgono più di un sondaggio. Cerchiamo di trarne qualche indicazione.

La prima, evidente, è l’astensionismo, frutto del distacco dalla politica della gente. E qui ci sarebbe da fare un ragionamento che ci conduce lontano e che riguarda il restringimento dei margini della democrazia. Ma lo tratteremo separatamente.

La seconda è il previsto ridimensionamento di Grillo che dopo aver raccolto l’onda dell’antipolitica ha mostrato tutti i limiti della sua politica vuota e demagogica.

La terza è la conferma del consenso raccolto attorno al Pd di Renzi, anche se il boom delle europee pare esaurito.

La quarta: le minestre riscaldate non piacciono. Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno fatto un clamoroso flop. I motivi sono diversi.

Il crollo di FI è la dimostrazione che il berlusconismo è definitivamente sepolto. Troppe promesse non mantenute, troppa ambiguità nei confronti di Renzi e scarsa credibilità del triumvirato Silvio-Francesca-Dudù.
La batosta subita da Fratelli d’Italia ha invece un significato diverso e drammatico per la neonata formazione che vorrebbe raccogliere i consensi che invece sono andati alla Lega e all’astensione. E’ evidente che gli elettori di destra non vedono in quella che vorrebbe essere la riedizione di Alleanza Nazionale lo strumento per ricostruire la destra. Sono troppi i personaggi ai vertici di FdI che hanno responsabilità nella distruzione della destra per poter essere credibili nell’impresa della ricostruzione.

La quinta: la Lega va a riempire il vuoto lasciato dalla destra e si attesta come partito guida del centrodestra. Il successo della politica lepenista di Salvini è innegabile. Però sarà sul paziente lavoro di Tosi che il centrodestra potrà fondare la rinascita e la rimonta elettorale.

Tosi lo ha dichiarato: il centrodestra per rinascere ha bisogno di un centro e di una destra. La destra, che nei paesi Europei è accreditata di un 20%, la sta facendo Salvini. Ma per battere la sinistra ci vogliono anche i voti del centro moderato. Ed è su questa linea che si sta muovendo Tosi con la sua fondazione.

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