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Minibot

Lettera Politica N. 772

Sul finire degli anni ’70 la zecca di Stato non riusciva a coniare monete sufficienti: le banche risolsero il problema stampando i “miniassegni”, foglietti del valore facciale di 50/100 lire che, come i gettoni telefonici, venivano accettati al posto degli spiccioli. I “miniassegni” portavano il nome della banca che li avrebbe garantiti, le banche accettarono di cambiarli e circolarono per alcuni anni.
Analoga funzione di superamento di un momento di necessità dovrebbero avere i “minibot”, documenti cartacei simili a banconote emessi dallo Stato a fronte di suoi debiti, che lo stesso Stato accetterebbe per il pagamento di somme dovutegli, ad esempio per il pagamento di tasse. Tali documenti sarebbero delle attestazioni dello Stato che questi ha un debito verso un cittadino o un ente (es: un rimborso per eccedenza di pagamento d’imposta, credito IVA ecc). Lo Stato rilascerebbe questi “certificati” al creditore corrispondenti al suo credito e questi potrebbe ripagare allo Stato medesimo delle imposte dovute mediante analogo importo in “minibot”, in pratica conguagliando un debito del contribuente con un debito dello Stato. E’ chiaro che se lo Stato “paga” a qualcuno i suoi debiti con “minibot”, questo qualcuno si trova a migliorare la sua liquidità perché non dovrà versare contante per il pagamento di imposte successive, oppure potrà cedere i “minibot” residui a un terzo a valore nominale perché possano servire a costui per pagare delle imposte. I “minibot” sarebbero di taglio più o meno come le attuali banconote, potrebbero circolare solo in Italia, la loro accettazione sarebbe facoltativa e non avrebbero scadenza, pertanto avrebbero validità immediatamente dall’emissione per il noto principio giuridico quod sine die debetur statim debetur.
Il progetto ha sollevato critiche, in particolare dagli europeisti.
Tuttavia per sgattaiolare dalle pastoie dell’euro la Germania ha già coniato una moneta da 5 euro, non esistente nella monetazione ufficiale, con circolazione solo sul suo territorio, una specie di minibot sui generis, e la Francia ha emesso dei franchi per le ex colonie con i quali ha schiavizzato vari Stati africani modificando la sua liquidità.
E’ chiaro che il “minibot” non è una moneta legale, ma un buono del tesoro né più né meno di quelli che sta già emettendo con importi e caratteristiche differenti. La sua adozione sbloccherebbe l’ingente massa di denaro dovuta dallo Stato ai contribuenti, i quali si vedono pagati dopo troppi anni, con una boccata di ossigeno per l’economia mediante la risultante liberazione di denaro liquido. Per lo Stato sarebbe un movimento a saldo zero, in quanto l’emissione dei “minibot” farebbe diminuire corrispondentemente il suo debito verso i cittadini.

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3 Comments

  1. maurizio
    maurizio Giugno 26, 2019

    E’ chiaro anche che il pagamento del debito , estingue il debito, ragion per cui non si creerebbe nuovo debito. Rimane il problema della circolazione non forzosa che caratterizzerebbe il mini bot ma che a lungo andare creerà moneta a tutti gli effetti, preparando ad una eventuale uscita dall’euro che comunque non sarebbe disastrosa come preconizzato da taluni ma che andrebbe gestita. E mi pare la Brexit sia più che gestita per la paura che un Paese importante come la Gb provochi ripercussioni a livello mondiale (lo stesso farebbere l’uscita dell’Italia) come già ebbi modo di scrivere sul giornale

  2. Roberto Gallo
    Roberto Gallo Giugno 27, 2019

    Si fa finta di non ricordare che fu quanto fece, mutatis mutandis, il Terzo Reich, per sfuggire ad una situazione disastrosa nella quale 1 kg di pane costava 1,5 mld di D.M. in 5 anni la Germania portò la disoccupazione da 6 mio di persone a 30.000 circa e superò gli USA che si dibattevano in un inconcludente New Deal roosveltiano. Creò sei titoli statali per pagare le opere pubbliche alle grandi aziende; titoli non convertibili per due anni ma validi mezzi di pagamento interni. Senza aumentare il volume della massa monetaria. È chiaro che a quel punto non c’era altra soluzione che la guerra, per impedire che l’esempio si ripetesse e per assorbire la disoccupazione americana nell’industria degli armamenti. la possibile uscita dell’Italia dall’euro non è solo il possibile disgregarsi della UE ma il possibile effetto domino internazionale da parte di altri Paesi, indebitati dal FMI e senza via d”uscita; vedi, ad esempio, Argentina e Indonesia.

  3. Alessandro Bozza
    Alessandro Bozza Giugno 27, 2019

    NON MINIBOT, BENSì BUONI DEL TESORO DI TAGLIO 50 E 100 €URI, O ANCHE DA 200 E 500, AL PORTATORE. SAREBBE UN OTTIMO RIPRISTINO DEI VECCHI BT., PER CUI ANCHE IL CITTADINO POTREBBE INVESTIRE IN ESSI, INVECE DI SUBIRE IL TASSO VARIABILE ATTUALE E RISERVATO AGLI INVESTITORI PUBBLICI: STRANIERI. SE DEVO PAGARE INTERESSI, ALMENO RESTINO IN ITALIA E NON VADANO AD ARRICCHIRE CHI FECE LA GUERRA ALLA LIRA PER COMPRARCI CON LO SCONTO (1992). TAGLI MINORI COSTEREBBERO TROPPO, ED ALLORA LA MALEDETTISSIMA BCE POTREBBE VIETARLO POICHE’ COSTITUIREBBE QUELLA MONETA NAZIONALE CUI I CIALTRONI DA PRODI IN GIù RINUNZIARONO.
    ALESSANDRO BOZZA

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