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Nel sangue della destra

Lettera Politica N. 795

Quanto fascismo nel sangue della destra? Lo ha chiesto la trasmissione “Piazzapulita” condotta da Corrado Formigli. L’intento, dato che è stata posta nell’ambito del servizio “Verona nera” che, partendo dal “caso Balotelli”, voleva dimostrare come questa città sia caratterizzata da una massiccia presenza di fascisti, era anche quello di insinuare il dubbio che in Fratelli d’Italia vi sia del fascismo.
E’ sempre così. Quando la destra avanza e la sinistra è in crisi ecco comparire “il pericolo fascista”. E’ una vecchia tecnica: per superare le proprie difficoltà, per distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi si agita un pericolo comune, un nemico immaginario. I grillini, il Pd, la sinistra e il governo Conte sono in crisi? No problem! Basta lanciare l’allarme sul “pericolo fascista” partendo da episodi irrilevanti o addirittura inventati e la gente si distrae.
Così basta un che tifoso -uno su 20 mila!- abbia fatto un “uuh” per scatenare una campagna di stampa su Verona “nera” e razzista. E se a Roma una libreria e un bar vengono incendiati, basta dire che si tratta di “attentati fascisti”, anche se poi la polizia fa sapere che era una questione di racket.
Il Fascismo è stato un fenomeno storico, un regime e non c’è alcuna possibilità che ritorni. Di questo devono prendere atto tutti. Che poi abbia lasciato un’eredità in termini di idee che è stata raccolta, trasmessa e attualizzata è un altro paio di maniche. I regimi finiscono, le idee no. I regimi si possono abbattere, le idee no. E se sono valide vengono portate avanti dagli uomini e diventano patrimonio collettivo del popolo. Si metta il cuore in pace chi vuol fare l’esame del sangue alla destra: un po’ di quelle idee le troverà. Piaccia o no la destra italiana ha due anime: una di estrazione cattolica ed una di estrazione fascista. Affermare che l’eredità del fascismo è il manganello e l’olio di ricino è come dire che l’eredità del cattolicesimo sono la “santa inquisizione” e i roghi delle streghe. Un conto sono le idee, un altro la violenza e l’intolleranza, epifenomeni figlii della stupidità.

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6 Comments

  1. BEPPE GIULIANO
    BEPPE GIULIANO Novembre 25, 2019

    Grazie Paolo, chiaro come sempre. Però…però, una volta che abbiamo stabilito le nostre origini, che abbiamo messo in ordine il nostro passato, dovremmo anche dirci quello che vogliamo essere in futuro. In altre parole, cosa sarà la destra dei prossimi anni? quali valori vorrà promuovere? quale economia vorrà sviluppare? quale modello di società vorrà disegnare in Italia? quale modello di Europa vorrà contribuire a disegnare?
    Possiamo ancora guardare indietro e dirci che la Storia è stata cinica e bara, ma questo – a mio modesto parere – va bene quando ci beviamo una birra insieme; possiamo continuare col “noi, soli contro tutti” e prendercela una volta con Santoro, una volta con la 7, un’altra con i presidenti democristiani, coi 5S che non sanno nulla, col PD che si prende tutto… però, diciamocelo, abbiamo già dato.
    Ci chiudiamo nella gabbia che è stata costruita quarant’anni fa per noi con l’arco costituzionale e da lì non ci spostiamo. E’ la nostra comfort-zone, quella dove rinserriamo la fila e sotto, sotto, siamo contenti se un ultras ubriaco dichiara a microfoni aperti che è nazionalsocialista…
    Non basta più. Non è sufficiente. In un Paese che vede ogni anno la sua futura classe dirigente andare a lavorare altrove non possiamo più fermarci a questo.
    Dobbiamo dire cosa vogliamo fare, uscire dalla comfort zone e affrontare la modernità con una proposta vera che parli ai giovani; che progetti un ruolo di potenza per l’Europa (dove saremmo azionisti di maggioranza se ci impegnassimo davvero) pena essere schiacciati fra Russia-Cina e USA; che abbia una idea di economia basata sul genio italiano – pubblico e privato – e non sul fare debiti; che tenga conto che nessuno vuole rinunciare alle proprie scelte personali e che in camera da letto nessuno di noi vuole avere la presenza di un Commissario politico, di un Federale o di un Prete… potrei andare avanti, ma credo ci siamo capiti.
    Dobbiamo dirlo noi, senza cullare il mito dell’uomo della provvidenza (una volta Berlusconi, un’altra Salvini, la prossima?), con il nostro progetto in testa non per le regionali di primavera (per carità, faremo anche quelle…) ma per l’Italia del 2050 (sperando che esista ancora, o meglio: lavorando affinché esista allora).
    L’alternativa è restare nella comfort-zone dei duri-e-puri; di quelli che non tradirono; di quelli che basta una trasmissione tivvù per ritornare nell”arco costituzionale; di quelli che servono all’uomo della provvidenza di turno, al prossimo che verrà, come truppe di manovra, per far numero, per andare al governo e poi chi si è visto si è visto.
    Ma non cambieremo nulla, così.

  2. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Novembre 28, 2019

    Il reato è “la ricostituzione del disciolto partito fascista”, cioè un’ azione, un fatto, non un pensiero. La Costituzione questo prevede fa le “disposizioni transitorie”, che come dice il termine “transitorio” sono “passeggere”. Quella che non è “transitoria” è la libertà di pensiero e di parola.

  3. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Novembre 28, 2019

    Sono perfettamente d’accordo con Beppe Giuliano. La lettera è stata ispirata dalla domanda posta da Piazzapulita e si limitata a rimanere nell’ambito di quel quesito. Il messaggio che volevo far passare è che bisogna prendere coscienza che la destra italiana ha due anime: una di provenienza “missina” o se si preferisce “fascista”, se non vogliamo aver paura delle parole, e l’altra “democristiana” o “cattolica”. Piaccia o no sono questi i due pilastri portanti la casa comune della destra che va costruita e che, stando al successo di FdI, è in costruzione. Si tratta di provenienze, perché né la Dc né il Msi – e tanto meno il Pnf- esistono più. Rimangono però le idee ed i valori che quei due grandi filoni della destra hanno espresso e che rimangono validi. Non si tratta quindi di un messaggio “passatista”, ma che guarda al presente ed al futuro anche perché per carattere e impostazione mentale rifuggo dai nostalgismi. L’operazione da fare per dare respiro a questa costruzione politica è proprio quello che afferma Beppe Giuliano: guardare all’Italia del 2050, avere una visione, un progetto che attualizzi e realizzi i nostri ideali. Lo strumento per questa operazione è solo uno: avere l’intelligenza ed il coraggio di organizzare gli STATI GENERALI DELLA DESTRA per un confronto costruttivo e per buttar giù un programma concreto. E nella DESTRA ci metto tutti, anche la Lega. Solo così, avendo consapevolezza delle radici e sapendo dove si vuole andare si potrà fare una costruzione solida. Sempre ricordando che i termini “destra” e “sinistra” li usiamo per comodità comunicativa.

  4. Ileana vantini
    Ileana vantini Novembre 28, 2019

    La mia destra in tre parole#DIO PATRIA FAMIGLIA#non trovo la Patria l’hanno svenduta
    sono sempre d accordo con Paolo. DanieliDan

  5. Roberto Gallo
    Roberto Gallo Novembre 28, 2019

    La lettera di Paolo ha due pregi. Il primo, chiarisce, inequivocabilmente, le radici della Destra. Il secondo, grazie a tale chiarezza, sgombra il campo dalla possibilità di venire attirati – come sempre accaduto nella Storia – nel liberismo economico tout court e nel socialcomunismo nella sua sua nuova versione tecno-digitale, con l’aggiunta dell’eliminazione del pensiero controcorrente (in quanto tale, ritenuto psicoreato). Quindi, per rispondere alle giuste sollecitazioni di Beppe Giuliano, mi permetto di sottolineare che, per l’Economia, Noi siamo per un mercato subordinato alla Società – non viceversa – dove l’Uomo e le sue relazioni prevalgano sull’interesse economico. In termini di principi, il Fascismo – che era socialista in Economia ma non materialisticamente egualitario – attuava la Dottrina sociale della Chiesa (El Papa non c’entra, ovviamente). Lì troviamo i Principi da cui dedurre le Regole. Tuttavia se si vogliono attuare quei Principi, è necessario sottrarsi al potere finanziario attuato dal FMI, dalla banca Mondiale e dalla BIS (Bank of International Settlements) che, attraverso le “sue” articolazioni politiche (ONU e UE) dirigono i destini dei Popoli. Sembra un’opera immane ma, in realtà, si tratta di giganti dai piedi d’argilla. Basta che uno solo degli Stati sudditi si ribelli perché tutto si smonti con effetto domino. Basti pensare al “soccorso” che ha strangolato la Grecia pur di non farla uscire: 11 milioni di abitanti su quasi 500 dell’Europa stavano per far cadere i vari troni degli euroburocrati. Per via logica, derivano la sovranità sulla Banca Centrale, la Repubblica presidenziale, la ricostruzione del cursus honorum della Magistratura che restituita al suo compito senza tracimazioni nella Politica, il totale ribaltamento della logica del profitto in funzione della natura umana e sociale del lavoro, senza CIG e provvedimenti assistenziali di natura cattocomunista (Alitalia e Italsider, ad esempio).
    Quindi, prima di parlare di “programmi” e replicare le metodologie di approccio degli ultimi 30 anni, sarà opportuno fare CHIAREZZA perché si sono visti troppi treni partire e non arrivare. Le buone intenzioni non fanno Politica.La mascherano

  6. Ornella Candia
    Ornella Candia Novembre 28, 2019

    Fino a quando le Destre saranno frammentate ci sarà sempre una Sinistra pronta a fare le analisi del sangue all’avversario.

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