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NON E’ PIU’ LUI

Lettera Politica N. 654

Dal 2011 non è più lui. Berlusconi, l’uomo che aveva fondato il centrodestra e la Seconda Repubblica e che aveva governato a dispetto dei poteri forti e aveva avuto intuizioni da statista, come quella dell’amicizia con Putin o del rapporto con Gheddafi per controllare l’immigrazione, non è più lui.
Il primo sbaglio, esiziale, è stato appoggiare Monti. Poi ne ha inanellati uno dietro l’altro fino a spaccare il centrodestra a Roma alle ultime comunali. Scelte inspiegabili in un’ottica politica. Non episodi, ma tappe di un disegno che ha, se non come obiettivo, l’effetto di spaccare il centrodestra.
Poi la nebulosa operazione Parisi che, almeno per ora, l’unico effetto che ha avuto è stata un’ulteriore spaccatura all’interno di quel che rimane di Forza Italia.
Tutto appare strano, opaco, ambiguo. Che cos’è successo a Berlusconi? E’ stato male, d’accordo. Ma per problemi cardiaci, non di testa. Berlusconi è lucidissimo, agisce secondo logica. Solo che la logica non è più quella del ’94, quando voleva passare alla storia. Dal 2011, messo all’angolo dai poteri forti internazionali, pensa a tutelare il suo impero economico. E l’unico modo per farlo è venire a patti con chi ha in mano il potere. Ecco allora che, messo alle strette da Napolitano, Merkel e Sarkozy si dimette. Ecco che appoggia Monti, il suo carnefice, e poi Letta e poi Renzi. Ecco che si accorda al Nazareno e si accoda votando una riforma costituzionale in contrasto con quella che il suo governo aveva varato solo qualche anno prima. Ecco che con voti e assenze benevole Forza Italia aiuta il governo nei momenti di difficoltà. Ecco che i suoi uomini più vicini organizzano un paio di scissioni per sostenere il governo Renzi. Ecco che spacca il centrodestra.
Poco importa se per salvare la faccia continua a recitare il ruolo formale di oppositore. Il suo atteggiamento complessivo non convince, non è deciso. Sulle questioni di fondo latita. Come per il referendum. Formalmente è schierato per il NO, ma che cosa fa per vincere la battaglia, uno degli snodi fondamentali della politica italiana degli ultimi decenni? Un video su Facebook? Come Mediaset, che non spende una parola per convincere a votare NO, completamente disimpegnata in un confronto tanto importante e strategico. Qui gatta ci cova…

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4 Comments

  1. maurizio ragno
    maurizio ragno Ottobre 22, 2016

    Caro Paolo
    lo dici te, non e’ LUI, quello che avevo anch’io votato, quello che con 100 voti di maggioranza ha pensato solo ai fatti suoi, quello che sullo stile di Pannella crea una ”famiglia” il CENTRODESTRA e poi la distrugge, raccogliendo oggi in un vano tentativo i PEZZETTINI ROTTI RIMASTI + PARISI. Non fa propaganda per il NO su mediaset perche’ e’ contrario l’uso di slogan politici cosi forti alla CORRETTA DIFFUSIONE DI UNA PUBBLICITA’ che essendo un messaggio commerciale TRASVERSALE, non puo’ essere INQUINATO da messaggi di tipo politico INTENSO, come e’ l’attuale campagna del SI e del NO. Ci abbiamo creduto NOI sventurati, ci ha deluso e NON C’E’ NESSUN GATTO a covare uova, punta ad un effimero NO, lanciando il sasso e nascondendo la mano, che lo possa far RINASCERE come F.I. con Parisi a mediare per fare un governo di unita’ nazionale. E’ FINITA E BASTA, solo questa e’ la verita’ futura.

  2. Roberto Gallo
    Roberto Gallo Ottobre 23, 2016

    Caro Paolo, ha capito che, se avesse continuato, lo avrebbero massacrato economicamente. Quando lo spread con i bund tedeschi ci faceva tremare piu’ di una guerra atomica – senza che la maggior parte capisse perchè – le azioni di Mediaset venivano vendute dalla banche e dai gruppi finanziari che le detenevano, causando una perdita di quasi il 30%. Il fedele – nomen homen – Confalonieri lo avvertì di lasciar perdere e pensare ai ….suoi.
    Quindi, parlare di Berlusconi, oggi, é come parlare del nulla di Parmenide.

  3. alex
    alex Novembre 2, 2016

    Intervengo solo ora sul dibattito su Renzi che fa il paio col dibattito sulla destra delle lettere precedenti su Berlusconi.
    Il suddetto ha operato il miracolo di saldare le varie destre,così definite :“la destra economica la destra politica, la destra morale e la destra umorale”. Dal dibattito politico è emerso che la “destra morale” per decenni, la destra dei valori religiosi ( in America si chiamerebbe moral majority) ha diffidato della “destra degli affari”, sicchè quest’ ultima si è fatta gli affari propri, espressione dei voti di scambio e non di opinione.
    Tutto ciò è durato perchè subordinato dall’ azione di governo e alla possibilità di “cogestire una quota di potere”.
    Ma non appena si sono manifestate le contraddizioni di questa alleanza,un po’ innaturale, il bel sogno è finito.
    Da questo quadro è rimasta fuori la Lega, come variabile indipendente, che conviveva da separata in casa con esponenti del progetto opposto, senza far nomi Alleanza Nazionale e il suo leader.
    In sintesi, Berlusconi non è solo stato considerato “l’ irruzione del popolo delle partite Iva” ma per lui hanno votato borgate, massaie, e pensionati sulla base di un rapporto fiduciario e sull’ “aspettativa di efficacia”, sorretto dall’odio per le oligarchie politiche e burocratiche. Successivamente entrato in crisi, all’epoca del secondo e successivo governo Berlusconi , anche per responsabilità non solo sue.
    Ma anche per colpa di quelli che egli chiamava i”mestieranti della politica”, anzi per contrappasso ora rimastigli solo quelli.
    Il suo successo, è indiscutibile, era legato alla formula “ più Società meno Stato “ cioè meno politica, anzi quello che lui chiamava “teatrino della politica”. Cosicchè il suo mix vincente
    era fondato sula sua leadership, comunicazione diretta e democrazia efficace.
    Come efficace è stata, per alcuni commentatori politici, dal punto di vista del marketing la formula “ Casa delle libertà “: espressione dei valori della sicurezza, della famiglia e della proprietà, durata purtroppo nell’ arco di uno spot o poco più,aggiungo io.
    Infatti anche questa, concordo, entrata in crisi per le varie anime che la componevano: di ispirazione religiosa, cristiano sociale e laica liberista, cioè l’anima conservatrice e l’altra opposta libertaria. Vedi le contraddizioni,antiche e recenti, emerse su : divorzio, aborto, unioni civili di qualsiasi genere e tipologia.
    Si può dire che, per usare un’ espressione di M. Veneziani, “il bello delle destre è che non hanno natura ideologica… non hanno la taglia unica”…, sono fatte su misura dei vari paesi di cui “interpretano vizi e virtù”.
    Concordo con le sue conclusioni dicendo che è rimasta fuori dal contesto la destra culturale perchè “meno importante per peso politico”, priva di sponde politiche.
    Espressione di questa, che definirei eroica e religiosa, erano ad esempio J. Evola, G.Gentile ed altri che per intendersi non hanno mai avuto miglior fortuna(neanche ai loro tempi), forse perchè portatori culturalmente della dimensione del mito, del rito, della tradizione. Dopo di essi vi è stato un po’ un vuoto, a parte qualche eccezione.
    Ma come si sa la rivoluzione culturale è la più difficile e impegnativa e ha tempi lunghi che ai tempi di internet, di Giga e Megabite è diventata obsoleta!
    Occorre, quindi, ricostruire il centrodestra e la destra sulla base di una vera battaglia culturale, ma dove sono gli uomini che diano il contributo di idee per questo fine, come modestamente il sottoscritto e L’ Officina d’altro canto e meritoriamente, cercano di fare ?

    Alessandro Avanzini

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