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Perché la crisi

Lettera Politica N. 783

Quella che stiamo vivendo non è una semplice crisi di governo. E’ una crisi politica, nel senso etimologico della parola che in greco (krisis) significa passaggio. Passaggio da una fase storica a un’altra, come quello che portò alla fine della 1^ Repubblica.
In questi giorni si decide se l’Italia si accuccerà definitivamente nella gabbia europea, oppure se si ri-posizionerà a livello internazionale.
Per capirlo bisogna individuare la vera causa della crisi. Salvini non ha staccato la spina né per l’immigrazione, né per la sicurezza, né per il taglio dei parlamentari, né per i rapporti russi, né per la Tav. Ha rotto perché Ursula von Der Leyen è stata eletta presidente della Commissione Europea con i voti del M5S.
A quel punto Salvini ha dovuto prendere le distanze perché in Italia lo scontro è fra due schieramenti: quello europeista ( M5S, il Pd e Forza Italia) e quello sovranista che vuole allentare i vincoli europei (Lega e Fratelli d’Italia).
L’Italia è al centro dello scontro fra Ue e Usa.
L’establishment europeo, succube di Francia e Germania, vuole l’Italia debole, con un governo fantoccio (v. Monti, Renzi, Letta, Gentiloni) che esegua gli ordini, fregandosene delle esigenze degli italiani.
Al contrario è interesse degli Stati Uniti a guida Trump di indebolire l’Europa. Già un primo colpo è stato inferto con la Brexit. Una vittoria dello schieramento sovranista ostacolerebbe l’egemonia franco-tedesca e ristabilirebbe fra Italia e USA un rapporto privilegiato, come quello ai tempi della guerra fredda.
Una volta che il M5S ha scelto di stare con l’Ue per la Lega l’alleanza è diventata insostenibile. Ecco perché Salvini ha staccato la spina. E lo ha fatto prima che i regolamenti parlamentari impedissero la possibilità di elezioni in autunno.
Ora, a seconda di come evolverà la situazione, l’Italia o imboccherà la strada che la porta a rimanere chiusa nella gabbia dell’Ue, oppure potrà incamminarsi in una direzione diversa che la svincoli da Bruxelles assumendo un nuovo ruolo e un nuovo peso internazionale.
E da questo dipende il nostro futuro.

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6 Comments

  1. Andrea
    Andrea Agosto 25, 2019

    Si auspica il ritorno alle urne elettorali, ma a causa della presenza di personaggi, quali lo stesso Presidente della Repubblica (altro non eletto dal popolo), che più che servitori della patria sono referendari della Germania e Francia, non è cosa tanto facile. In ogni caso, prima o poi, alle elezioni ci si andrà. Intanto il mondo riceve forti scossoni nell’incuranza dei media. Cina, USA e Russia stanno lottando per i propri interessi come non accadeva da anni. Noi, come sempre, alla finestra a guardare.

  2. stelvio dal piaz
    stelvio dal piaz Agosto 25, 2019

    il pallino è nelle mani del siculo Mattarella, uomo su misura per metterci nelle mani dell’usura internazionale. mala tempora currunt !

  3. Emilio Frasson
    Emilio Frasson Agosto 25, 2019

    Il contrario di quanto scritto. Germania e Francia vogliono Italia, Paese cofondatore, nel gruppo di comando per ragioni geografiche: una politica mediterranea non si può fare senza di noi. E’ l’Italia che non riesce a stare al passo. L’abbattimento della I^ repubblica che sapeva difendere e valorizzare la nostra posizione con politiche attente e talvolta coraggiose (Sigonella) pesa molto di più di quanto avevano immaginato. Salvini ( replicante di Savoini) ha studiato una politica sulle tracce di Mussolini (dal finanziamento estero, al linguaggio, alla dichiarazione di guerra) non avrà successo. Sono totalmente diverse le condizioni italiane e internazionali. Giustamente è stato messo Bannon in foto che si appoggia sulla destra clericale-cattolica americana nemica degli WASP su cui poggia Trump. Non passa Salvini anche perché quell’esperienza l’abbiamo pagata di brutto e abbiamo fatto tesoro.

  4. Pantaleo Giannuzzi
    Pantaleo Giannuzzi Agosto 26, 2019

    la nascita del governo giallo-verde, 14 mesi fa, era una non razionalità, ma all’epoca il PD, per scelta, sfuggi all’amor di patria. Non sono in grado di saper se Salvini aveva previsto tutto, e che quindi ha giocato prodomo lega, sta di fatto che siamo per l’ennesima volta all’empasse, qualcuno deve decidere cosa faremo (come paese) da grandi. In che mani siamo? sono rispuntati personaggi che non si sentivano da tempo ed adesso rifanno i tromboni….., il popolo italiano deve decidere, nel bene o nel male, ma ciò sarà molto difficile, tira più una poltrona che…….? io dico che converrebbe anche a Zingaretti andare a votare, avrebbe sicuramente qualche parlamentare in più e non da poco conto sarebbero a lui fedeli. Siamo nelle mani di Mattarella che fino ad ora ha parlato bene, ma cosa deciderà oggi non lo sa nessuno, del resto l’animo democristiano è lì e non lo cancella nessuno

  5. Vincenzo
    Vincenzo Settembre 1, 2019

    Analisi dell attualità politica di Danieli improbabile.
    Basti dire che Trump ha fatto l endorsement al Conte bis. Salvini si è dimostrato inaffidabile agli occhi degli U.S.A.

  6. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Settembre 2, 2019

    Dal dato che citi, Vincenzo, potrebbe apparire improbabile la lettura data alla crisi, ma non sempre in politica la realtà è ciò che appare. Il conflitto Lega/5stelle, scatenato dal successo dei primi e dall’insuccesso dei secondi alle europee è evidente “lippis et tonsoribus”, ma ci sono motivazioni più pesanti che lo sottendono. Hai considerato la diversa posizione della Lega sulla “via della seta”? Quella tocca interessi pesantissimi degli Usa…Fai una relazione temporale fra le due vicende, aggiungi la vicenda degli aerei militari e la conversione dei grillini sulla via di Bruxelles e poi chiediti perché Salvini ha staccato la spina. Trump ha poi effettivamente accarezzato Conte. Ed il perché allo stato non te lo so dire. Forse lo capiremo nelle puntate successive….

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