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Perché voterò NO

Lettera Politica N. 830


Esiste un problema nella gestione di un ospedale? La soluzione è semplice: licenziamo dieci cardiologi e con i loro salari faremo tante cose meravigliose, tipo offrire dei monopattini elettrici a tutti gli infermieri.C’era un accordo nella coalizione di governo per cui la riforma elettorale, voluta dal Pd doveva essere approvata almeno in un ramo del Parlamento, prima del referendum del 20-21 settembre. Il Pd aveva dato il via libera al taglio di 230 deputati e 115 senatori, con un risparmio stimato in circa 100 milioni di euro all’anno, pensando di ottenere in cambio un sistema proporzionale, premessa per un’alleanza strategica con i Cinque Stelle. Ma per la legge elettorale non hanno fatto nulla e ora nel Pd si rendono conto che gli unici beneficiari dell’operazione saranno i Cinque Stelle.
Tengano presente gli italiani all’estero che il loro voto, pur imperfetto e bisognoso di una riforma, verrà cancellato. Se vincerà il Sì, il Parlamento risulterà scardinato nelle sue funzioni istituzionali: non perché non si possa ridurre il numero di deputati e senatori, ma per la buona ragione che l’amputazione è fatta per motivi demagogici – per il vecchio tema di dare una lezione alla “casta” – e senza considerare le conseguenze che ne deriveranno. Non è stato fatto alcun serio studio, alcun piano strategico che vada al di là della semplice amputazione.
Se vincerà il Sì, verrà drasticamente ridotta la rappresentanza popolare che passerà da un deputato ogni 96.006 cittadini a un deputato ogni 151.210 abitanti e da un senatore ogni 188.424 a uno ogni 302.420. Così intere città, capoluoghi di provincia e vasti territori rimarranno senza un proprio rappresentante diretto in parlamento, vista l’ampiezza dei collegi che si andranno a disegnare. Al tempo stesso per un normale cittadino sarà sempre più difficile diventare parlamentare, favorendo così la diseguaglianza sociale e il ruolo di lobby e dei gruppi di potere che avranno sempre più voce in capitolo. La vittoria del Sì sarà un’ulteriore vittoria del Deep State e della Contro-Tradizione, evocati da Julius Evola.

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10 Comments

  1. Nazzareno Mollicone
    Nazzareno Mollicone Agosto 6, 2020

    Sono d’accordo, e m’impegnerò per il NO.

  2. Angelo Paratico
    Angelo Paratico Agosto 6, 2020

    Grazie, Nazzareno. Spero tu stia bene. Avrei voluto salutarti meglio a Roma e mi sono pentito di non averti preso un po’ di libri ad Atreju nel 2018. Alla prossima. Saluti. Angelo Paratico

  3. Adelmo Pigaiani
    Adelmo Pigaiani Agosto 6, 2020

    Il ragionamento fila.
    Ma chiedo: se prima dell’eventuale taglio ci siamo ridotti in questa situazione di merda, perché dovrei votare no? È per premiare quelli che ci hanno ridotti così? Che vantaggi avremo mantenendo l’attuale numero?
    Come saremo considerati da sti politici scalda poltrone una volta seduti in poltrona?
    Serviamo solo a farvi fare la vita da nababbi come sempre?
    Oppure per dispetto votare si anche se i cento milioni non saranno risparmiati ma se li fumeranno fra di loro?

    • Paolo Danieli
      Paolo Danieli Agosto 8, 2020

      Caro Pigaiani, perché scrivi “farvi”? L’autore della Lettera Politica non è un parlamentare. Questo tanto per chiarire. Anche tu sei caduto nella trappola di chi vuotar credere che la colpa della crisi sia della politica e dei politici. E’ esattamente il contrario. L’abbiamo scritto tante volte. Da quando la politica non esercita più il suo ruolo di guida e comandano i potentati economici accade quello che ti denunci. Il gioco è ormai chiaro. I poteri forti, quelli che hanno convinto te e tanti altri che i politici sono tutti ladri e incapaci, mentre i finanzieri e i banchieri sono onesti e capaci, ogni giorno tolgono un po’ di democrazia. Stanno sfilando al popolo giorno dopo giorno quel po’ di sovranità che gli rimane. Il taglio dei parlamentari fa parte di questo disegno. E’ mai possibile che non lo si capisca?

  4. Umberto Fraccaroli
    Umberto Fraccaroli Agosto 6, 2020

    sarebbe necessario votare SI solo per ridurre la presenza di troppi parlamentari incompetenti…asini..quindi un avvio serio per far in modo che vengano scelti rappresentanti del popolo…ora invece troppo spesso vengono eletti i presentati dal partito.
    Bisogna togliere nelle schede elettorali il simbolo del partito e far scrivere SOLO NOME E COGNOME di chi si candida…magari con breve curriculum (laurea ..ecc.)

    • Paolo Danieli
      Paolo Danieli Agosto 8, 2020

      Caro Fraccaroli, quei parlamentari di cui parla sono tutti concentrati nel M5S che purtroppo governa ed ha raccolto i voti proprio sulla base di quello che dice lei. Per far dispetto “alla politica” e ai “politici”. Come quello che si taglia i coglioni per far dispetto alla moglie. Ma in una democrazia parlamentare che si basa sulla delega a dei rappresentanti è necessaria la funzione dei partiti. Il problema è – e qui lei ha pienamente ragione- che “l’antipolitica”, quella che “i politici sono tutti ladri e incapaci”, è quella che i partiti li ha distrutti, ha eliminato le preferenze, dà tutto in ano ai leader e riduce il numero dei parlamentari. Tangentopoli è stata lo strumento.

  5. Ezio Suppo
    Ezio Suppo Agosto 7, 2020

    Nei momenti difficili e di crisi, le aziende tendono a ridurre i propri dipendenti. così anche il Popolo deve ridurre i propri costosi e indegni rappresentanti.

    • Paolo Danieli
      Paolo Danieli Agosto 8, 2020

      Le aziende devono produrre facendo in modo che i guadagni superino le spese, la politica no. La politica deve rappresentare il popolo. Ha un costo. Ed è il costo della democrazia. Seguendo il suo ragionamento perché allora non chiudiamo il parlamento e teniamo un rappresentante per partito? Così con 7/8 persone ce la caviamo? Non crede che per le lobbies così sarebbe ancora più facile? E’ più facile condizionare o corrompere 7/8 persone o mille? Quelli che hanno scritto la Costituzione erano tutti scemi o drogati? Lo sa che il rapporto rappresentanti/numero di abitanti in Italia è in linea con quelli di tutte le altre democrazie? Non facciamoci irretire da chi detiene veramente il potere, i grandi poteri finanziari che hanno tutto l’interesse ad eliminare la democrazia per fare quello che voglio una volta per tutte!

  6. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Agosto 8, 2020

    Se si abolisse la Presidenza della Repubblica il risparmio sarebbe di 230 milioni di euro.
    Se si chiudesse il Senato il risparmio sarebbe di 540 milioni.
    Se si chiudesse la Camera il risparmio sarebbe di 1.037 milioni.
    Se si chiudessero tutti e tre assieme si risparmierebbero 1.807 milioni.

    Sappiamo bene che non è possibile chiudere le tre principali istituzioni del paese. Ogni stato civile ha un parlamento e un capo di stato. Ma facciamolo lo stesso questo calcolo. Tanto per capire quanto costa per davvero “la politica”.

    Tornando al nostro conteggio, eliminando Quirinale, Palazzo Madama e Montecitorio con tutto il loro contenuto il risparmio sarebbe di 1.807 milioni.
    L’Italia – ci raccontano- è attanagliata da un debito pubblico che ammonta a 2.400 miliardi.
    Nell’immaginario collettivo, abilmente condizionato dal mainstream mediatico, di questo debito la spesa per la politica è una fetta importante. Ed è diffusa la convinzione che il deficit possa essere risanato tagliando i costi della politica.
    Ma che cosa sono 1.807 milioni a fronte di 2.400 miliardi? Quasi niente.
    Questi sono i numeri.
    E che cosa emerge da questi dati? Semplicemente che il costo della politica, cioè della democrazia, non incide che per una minima parte sulla spesa pubblica.

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