Piccioni e accattoni


Lettera Numero: 145

Di piccioni in città ce ne sono troppi. I topi del cielo, come ha detto qualcuno con un’immagine azzeccata, sono dappertutto. E sporcano. Il guano che accompagna immancabilmente la loro presenza non è il massimo per l’igiene. Si riproducono con grande facilità. Il loro numero aumenta sempre di più. E siccome l’ambiente urbano è sottratto alle dure leggi della natura, viene meno la pressione selettiva esercitata dai predatori e dalla difficoltà di reperire cibo. Ci sono delle ordinanze emanate nel corso degli anni che vietano di dare da mangiare ai piccioni. Ma nonostante ciò c’è sempre qualcuno che si diverte a gettare loro dei pezzettini di pane. Atteggiamento antisociale, perché per una soddisfazione individuale danneggia la comunità. E così la città diventa per i piccioni un habitat ideale per vivere e moltiplicarsi. L’amore per gli animali è un’altra cosa.

Anche quelli che all’uscita dei negozi, dei supermercati o delle chiese danno l’elemosina agli accattoni fanno un’azione antisociale. Lo fanno ingenuamente, senza porsi il problema della pessima ricaduta del loro gesto sulla comunità. Credono di fare del bene, di comprarsi un pezzetto di paradiso. E invece fanno del male. Dopo che hanno lasciato cadere la monetine nella mano tesa del negro o dello zingaro di turno hanno l’espressione soddisfatta di chi si sente buono, di chi ha fatto la buona azione quotidiana. E gli accattoni incassano. Cinquanta centesimi dalla vecchiotta, un euro da un signore ed uno da un’altra signora che per fare esercizio di carità appoggia a terra il sacchetto della spesa per frugare nel borsellino ed estrarre l’obolo, a fine giornata i mendicanti fanno un incasso decisamente superiore a chi lavora per sei o sette euro all’ora. E questo é altamente immorale, eticamente inaccettabile. La carità, virtù teologale e civile da perseguire, è un’altra cosa

Una campagna di comunicazione e di educazione civica per scoraggiare questi comportamenti è necessaria.

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1 Commento

  1. Francesco L dice:

    Condivido in pieno. Chi crede di fare la carità,in questi casi, non fa altro che alimentare una condotta che- usando un grande eufemismo- può essere definita assistenzialista.
    Si faccia qualcosa al più presto per fermare coloro che, in piena violazione del Codice della strada, recano disagio agli automobilisti ai semafori per chiedere l’elemosina: i comuni potrebbero incassare non pochi soldi comminando multe SALATE a chi dà loro l’elemosina. E lo potrebbero fare, ipotizzo, avvalendosi di sistemi che associno le riprese video dell’incrocio e le segnalazioni da parte degli automobilisti, anche mediante apposite App per cellulare, in modo da incastrare in flagrante chi dà l’elemosina ai suddetti individui.

    agosto 13, 2018
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