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Piove governo ladro

Lettera Politica N. 189

Sarà per il cambiamento climatico; sarà che Giove Pluvio ce l’ha con noi; sarà che, come dice il giornalista di Repubblica Berizzi, in qualche modo Verona se l’è meritato perché è troppo di destra, o sarà semplicemente per sfiga, fatto sta che negli ultimi giorni il maltempo se l’è presa con noi. Nubifragi della portata di quelli che in questi giorni hanno colpito la città con raffiche di vento a 100 chilometri all’ora, grandine e allagamenti e che hanno buttato giù 1500 alberi non s’eran mai visti. Insomma s’è trattato di eventi atmosferici eccezionali.
Prendersela con l’amministrazione comunale che s’è subito messa al lavoro e che in un giorno è riuscita a togliere di mezzo tronchi caduti di traverso alle strade, rami e detriti vari è un po’ come dire “piove, governo ladro!”. E finché lo dicono al Bar Sport passi. Il grave è se lo dicono degli esponenti politici, perché allora vuol dire il livello è quello del Bar Sport. Oppure che si fa sciacallaggio. Ciò non significa che non si possa criticare il Comune per non avere ancora risolto in maniera strutturale a Parona, Veronetta e Portoni Borsari quelle criticità dello smaltimento delle acque dovute alla rete fognaria obsoleta, a intasamenti e a carenze di manutenzione, fra l’altro ereditata dalle precedenti amministrazioni. Ma prendersela con il Comune per degli eventi atmosferici con evidente carattere di eccezionalità è inammissibile.
L’Officina, quando c’è stato da esprimere delle critiche su alcune scelte dell’amministrazione – vedi Aeroporto o vicenda Agsm-A2A – l’ha sempre fatto, ma in questo caso c’è poco da criticare. Il Comune e l’Amia hanno fatto quello che dovevano e potevano fare. Lo sciacallaggio lasciamolo ai Berizzi e ai nemici di Verona.

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5 Comments

  1. Federico Dal Cortivo
    Federico Dal Cortivo Agosto 29, 2020

    Allora caro Paolo sintetizzo al massimo:La colpa è di nessuno, è sempre stato qualcun altro,e così si andrà avanti all’infinito,mentre il poltronificio del comune lavora a pieno regime per sistemare nani e ballerine, inetti e corrotti… di sinistra, centro e destra che siano…Ragionando così va bene che i Benetton siano fuori galera, il ponte è crollato per colpa del maltempo….pioveva quel giorno o forse il fato crudele; ma forse la colpa è solo dei cittadini fessi che continuano ad andare a votare persone incapaci…nella sagra elettorale fatta di Custoza e soppressa, prosecco e mignotte,dove i programmi stanno a zero, il senso del bene Nazionale sotto zero, ma le tasche di chi verrà eletto saranno piene.
    Federico

  2. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Agosto 29, 2020

    Caro Federico, chiarisco il senso della lettera: non ha senso prendersela col sindaco adesso che c’è stato un evento meteo eccezionale ripreso a livello nazionale. Se sono caduti 1500 alberi non puoi dare la colpa a nessuno: è stato il vento. Idem per la grandine e l’acqua. Che poi a Parona, a Veronetta, in via Prato Santo, alle rigaste S.Stefano, ai Portoni Borsari e in altri luoghi che non mi sovvengono si ripetano gli allagamenti, allora sì si possono tirare il ballo le responsabilità. Responsabilità che -notavo- vanno distribuite anche sulle amministrazioni precedenti. Se dalle Torricelle, attraverso Fontana del ferro, scendono a valle torrenti d’acqua che finiscono in piazza Isolo e vie circostanti è perché mancano piccoli invasi che rallentano caduta. E bisogna farli. Idem per le altre zone. Finora nessuno ci aveva pensato. Quindi responsabili tutti: sindaci, assessori, Acque Veronesi, Amia ecc. Qui sì che ci sono responsabilità che devono venir fuori. Il diluvio sia servito almeno a questo. Ma il giorno dopo. Subito, qualsiasi recriminazione, anche giusta, ha l’effetto di sparare sulla croce rossa. Tutto qui.

  3. Francesco Lonardi
    Francesco Lonardi Agosto 29, 2020

    Concordo: criticare l’amministrazione comunale per un evento di portata così eccezionale, non solo denota sciacallaggio ma anche un altrettanto eccezionale livello di idiozia e PREZZOLATISMO. Ben vengano gli invasi per rallentare la caduta d’acqua che si riversa dalle colline, ma ben vengano anche delle iniziative concrete per sostenere le tantissime attività che sono state danneggiate prima dal lockdown e poi dal maltempo di questi giorni: una duplice sciagura che rischia di soffocare in modo definitivo soprattutto i piccoli negozi e le piccole imprese artigianali. Come quella dello sfortunato odontotecnico, immortalato in quel video mentre cammina con l’acqua fino al collo, dopo aver letteralmente rischiato la vita per salvare le proprie attrezzature : colgo l’occasione per chiedere se è già stata istituita una raccolta fondi per aiutare la sua e le altre attività danneggiate dall’alluvione. E colgo l’occasione anche per chiedere se presso L’Officina state discutendo riguardo ad una iniziativa volta a dare sostegno ai negozi fisici che, ora più che mai, sono minacciati dai cosiddetti “big players dell’ e-commerce” ossia: Amazon, Alibaba, Wish, Shein, Zalando e via dicendo. Mi sembra che i vari esponenti politici, nonché i giornalisti (anche dei giornali vicini alla cosiddetta corrente sovranista) non ne parlino quasi mai e la cosa mi sta facendo preoccupare moltissimo perchè se i suddetti colossi espanderanno ulteriormente il loro monopolio, la sudamericanizzazione dell’economia e della società è assicurata al 100%.

  4. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Agosto 29, 2020

    Grazie Francesco del commento. La difesa del “piccolo” contro il “grande” fa parte del nostro bagaglio culturale e del programma politico della destra. Nel programma di questa amministrazione c’è il blocco dei nuovi centri commerciali. Ed è stato attuato. Tutto si può dire di Sboarina, ma su questo ha mantenuto le promesse. Si tratta di un provvedimento strutturale che conta di più di tante iniziative a spot. Certo non basta. Certo ci vorrebbe ben altro, tipo la cancellazione delle rate irpef per l’anno in corso. Ma su questo la battaglia si sposta sul nazionale. E per far fronte ai colossi del web che non pagano tasse e uccidono i piccoli, e poi uccideranno i medi, e poi i grandi e così via si deve costruire un grande movimento di destra internazionale che riporti l’economia sui giusti binari e sotto il controllo della politica. E’ anche per questo che L’Officina è nata.

    • Francesco Lonardi
      Francesco Lonardi Agosto 30, 2020

      Non sapevo del blocco della costruzione di nuovi centri commerciali: questo è già un ottimo inizio. Come dici, andando avanti di questo passo i colossi del web stroncheranno anche i medi ed i grandi, pertanto servirebbe un movimento internazionale che accorpi i movimenti di destra sociale per contrastare questa metastasi.
      Non si potrebbe, però, creare dei “consorzi” che accorpino i piccoli negozi in modo che questi possano vendere i propri prodotti in appositi siti e-commerce ? Io personalmente, per fare un esempio, devolvo 15€ al mese a Greenpeace per sostenere le loro cause in difesa dell’ambiente. Ma ai suddetti consorzi di negozi locali, detta in tutta sincerità, verserei un fisso mensile ANCORA PIÙ VOLENTIERI che a Greenpeace, oltre ad impegnarmi ad acquistare i loro prodotti. Così facendo, nel mio piccolo aiuterei l’economia reale, e locale, in 3 modi: versando una quota mensile volontaria, facendo acquisti, acquistando da loro invece che da Amazon, Alibaba, Wish eccetera

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