Quel che la gente non sa


Lettera Numero: 734

La gente ce l’ha con la politica. E’ il risultato di un disegno preciso: screditarla per dare tutto il potere all’economia. Una volta sputtanati parlamentari, consiglieri regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali -che sono a tutti gli effetti i rappresentanti del popolo- il gioco è fatto: comandano i banchieri.
Il comportamento di alcuni politici ladri è stato utilizzato senza scrupoli. Ma come non è oro tutto quel che luccica, non è merda tutto quel che è marrone. Alcuni hanno rubato, ma la grande maggioranza ha svolto il suo ruolo onestamente, con passione, come servizio a un’idea. Ma per l’opinione pubblica, abilmente manipolata, i politici sono dei furbacchioni che vivono alle spalle degli altri. E i banchieri – quelli sì che sono onesti e non sfruttano nessuno- si fregano le mani.
Di conseguenza i costi della politica vanno tagliati perché chi fa politica è un mangiapane a tradimento e meno lo si paga meglio è. E’ da questo concetto che nasce il taglio dei vitalizi, venduto come atto di giustizia sociale, ma che in realtà serve a creare un precedente per mettere le mani sulle pensioni di tutti gli italiani. E’ un bel po’ che gli economisti dell’establishment preparano l’operazione tirando in ballo  “la sostenibiltà”, “il retributivo”, “il contributivo”, “l’aumento della vita media”… Ma per realizzare il loro disegno esistono due ostacoli che sono altrettanti pilastri dello stato di diritto: l’intangibilità dei diritti acquisiti e la non retro-attività delle leggi.
Ecco allora trovato il modo per aprire nel sistema giuridico quella falla che consentirebbe di mettere le mani su tutte le pensioni: togliere i vitalizi parlamentari con una legge retroattiva e toccare i diritti acquisiti in palese violazione delle basi del diritto, presentandola come atto di giustizia sociale contro l’odiata categoria dei “politici”. Quello però che nell’ubriacatura demagogica non è stato capito è che hanno creato il precedente per poi passare a ridimensionare tutte le pensioni, richiamandosi allo stesso criterio che ha portato alla decurtazione dei vitalizi: cioè ricalcolando  le pensioni, per il 96% fondate sul sistema retributivo, con quello contributivo.
Al di là delle considerazioni che si dovrebbero fare – e che la Lettera Politica ha già fatto- sulla necessità democratica che l’impegno politico sia retribuito al fine di garantire l’accesso alle istituzioni a tutti i cittadini, anche ai più poveri, ognuno dev’essere consapevole che quando si toccano i principi che stanno alla base della certezza del diritto si sa dove si comincia ma non dove si va a finire.

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9 Commenti

  1. Carlo bonazzi dice:

    l solito torti e ragioni non sono mai esclusivi. Purtroppo non siamo capaci di cambiare la costituzione inadeguata a tempi sempre più veloci. Inutile piangersi addosso sugli errori commessi È NECESSARIO TROVARE SOLUZIONI SOLUZIONI SOLUZIONI

    luglio 23, 2018
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  2. Adelmo Pigaiani dice:

    Da quello che ho sentito il vitalizio è un premio che si sono dati i politici, poi c’è la pensione. Se è così è rubare troppo, con tutte le agevolazioni e superstipenti avuti , vogliono anche il vitalizio? Nel mio caso ho pagato 7 anni di contributi di artigianato oltre a quelli del commercio e quando sono andato in pensione non mi sono stati pagati perché doppioni e non mi sono stati restituiti perché il patronato ha detto che è giusto che la regola è così. Sempre due pesi e due misure. Dunque con soddisfazione e sete di giustizia è giusto togliere tutto non una piccola parte del vitalizio a questi ingordi.

    luglio 23, 2018
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  3. Francesco L dice:

    Concordo: questa è l’ennesima mossa molto furba – in quanto il tempismo è perfetto – della elite finanziaria. Quella dei signori che delocalizzano, che praticano il dumping, che deportano i popoli dai paesi in via di sviluppo a quelli avanzati per sfruttare meglio la classe lavoratrice smantellandone le conquiste sindacali ottenute finora, che sostengono la circolazione senza frontiere e senza limiti delle merci.
    Quella che,soprattutto, si è arricchita e si sta arricchendo a scapito della borghesia e del proletariato urbano: a scapito del popolo nel suo insieme insomma, politici compresi.

    luglio 23, 2018
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  4. OfficinaAdmin dice:

    No, Adelmo: Pensione e vitalizio sono, nel caso dei parlamentari, la stessa cosa: Non è che si sommino! Non te l’hanno raccontata giusta. Il tutto corrispondente a contratti e contributi regolarmente versati.

    luglio 24, 2018
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  5. Adelmo Pigaiani dice:

    Mi informerò della cosa vitalizio, ma rimango del mio parere anche perché quando se lo sono dato ziti ziti, uno dei parlamentari si è dimesso per protesta, dunque è stata una porcata di regalia che si sono dati altro che diritti acquisiti.

    luglio 24, 2018
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  6. Paolo Danieli dice:

    Caro Adelmo, se vuoi ti informo io

    luglio 24, 2018
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  7. Giovanni Saoncella dice:

    Io penso che la “gente” non ce l’abbia con la politica, bensì con quei politici incapaci, incompetenti e, non raramente, farabutti che si ostinano a governare. Ipotizzare poi che la “gente” si “innamori” dei banchieri lo trovo pretestuoso; non mi sembra che tale sia stato l’atteggiamento della “gente” nei loro confronti quando hanno incassato il “generoso bonus” elargito dai politici (e pagato da noi) in nome di un non meglio precisato ed ancor meno definito “settore strategico” (perché l’Officina è stata, nella fattispecie, assente?).
    Per quanto riguarda i costi della politica, io faccio parte di quello sparuto 5% (più o meno) che ha votato si al finanziamento pubblico dei partiti (dopo mi sono pentito ma non per la scelta fatta ma per il comportamento in relazione tenuto, in seguito, dai politici). Non entro nella diatriba “sistema contributivo o retributivo” ma lei, Senatore, ritiene giusto, ma sopratutto morale, che un giudice costituzionale, ad esempio, venga “promosso” presidente ad un paio di mesi dalla pensione per aumentarla (molto) sensibilmente? a me era stato detto che i contributi che obbligatoriamente versavo servivano a quantificarmi e pagarmi la pensione; oggi si dice addirittura che sono indispensabili gli extra comunitari per pagare le pensioni! ma i soldi da me versati che fine hanno fatto?
    Sulla retroattività delle leggi non discuto, ma per quanto riguarda i diritti, pensare che siano, come dice lei, intangibili lo trovo discutibile; i diritti, come i doveri, variano in funzione delle evoluzioni sociali e così deve essere! se la sentirebbe, Senatore, di riconoscere, oggi, al discendente del Conte Tal dei Tali lo “Jus primae noctis”? Cerchiamo inoltre di distinguere tra diritti e privilegi che non sono affatto sinonimi!

    luglio 25, 2018
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  8. Paolo Danieli dice:

    Non ho detto che la gente s’innamori dei banchieri, ma il fatto che la politica sia passata in una posizione subordinata all’economia fa sì che siano le banche, le agenzie di rating, i grandi finanzieri a comandare. Fintantoché la politica, quella con la P maiuscola, non si riapproprierà del proprio ruolo, anche le decisioni prese dal Parlamento sono quantomeno condizionate dalla finanza. L’assenza de L’Officina? Non capisco a che cosa si riferisce.
    Per quanto riguarda il sistema pensionistico, avrebbe dovuto essere proprio come lei pensava: io pago i contributi che l’INPS accantona per poi restituirmeli con gli interessi quando sarò vecchio. Ma l’INPS invece di accantonarli li ha spesi per fini che con le pensioni non c’entrano nulla.
    Circa l’abitudine statale di promuovere all’ultimo momento i propri dipendenti ( ufficiali, magistrati ecc.) è certo molto discutibile, ma una volta che un colonnello è stato promosso generale per una libera decisione dello Stato, come fai a degradarlo? In base a quale logica? A quale principio? E’ un diritto acquisito e come tale non lo si può toccare, altrimenti si cade nell’arbitrio e crolla lo stato di diritto. Giusto o sbagliato che sia. Se i contratti potessero essere cambiati a seconda delle maggioranze si cadrebbe nel caos totale. E la ricaduta economica sulla società sarebbe disastrosa. Pensi solo se dovessero essere eliminate le pensioni di reversibilità ( le vedove mica hanno pagato i contributi!): sarebbe civile? Sarebbe moralmente accettabile? E per mantenersi che cosa dovrebbero fare senza la pensione del marito? Dovrebbero andare a battere o a rubare? E’ un diritto o un privilegio? In Moldavia, per esempio, non esiste. Ma in Italia sì. Ed è giusto che sia così. I diritti sono diritti, perché sanciti da delle leggi. Soggettivamente qualcuno può ritenerli dei privilegi. E allora deve agire per cambiare le leggi, che comunque non possono esser retroattive, come anche lei ammette. Altrimenti, seguendo la logica aberrante della retroattività, si potrebbero abolire le ferie e far restituire ai lavoratori tutti gli stipendi relativi alle ferie godute in passato durante la loro vita lavorativa. Compresi i morti. Facendo pagare gli eredi! Questa è la logica conseguenza del non rispetto dei diritti acquisiti

    luglio 25, 2018
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  9. Adelmo Pigaiani dice:

    Caro Paolo Danieli,
    Quando la incontrerò a qualche convegno mi spiegherà il gioco delle tre campanelline chiamato vitalizio.
    Per quanto riguarda i diritti acquisiti chiedo dove sono finiti i nostri. Quelli della pensione dopo 35 anni di lavoro, poi 38 anni di lavoro, dopo i 40 anni di lavoro, prima con lottanta per cento poi con il sessanta per cento. Dove sono i nostri diritti acquisiti?
    Poi ancora alla maggiore parte dei dipendenti sono i datori di lavoro che decidono l’ammontare dello stipendio, nel caso dei politici, magistrati, forze armate dipendenti dello stato, sono loro che decidono e quantificano lo stipendio, che le cose vadano bene o male, sempre aumentano. E noi dovremmo dire che va bene così perché sono un diritti acquisiti?
    No. Proprio no, e ancora no .

    luglio 25, 2018
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